lunedì 8 marzo 2021

Il peso della farfalla

Il peso della farfalla
Erri De Luca
Ed. Feltrinelli
****

Ho trovato questo libro breve in una cabina telefonica convertita in biblioteca gratuita e l'ho preso al volo.
Ho in lettura libri un po' impegnativi e questo mi sembrava il libro giusto per alleggerire un po'.
Non é stato così, in un primo momento mi é sembrata una storia normale, ma mi ha scavato dentro e mi ha lasciato diversi pensieri.
Una storia sulla solitudine come scelta individuale, sulla gerarchia fra i camosci, sul rispetto fra uomo e animale.
Mi é sembrato di rivivere le stesse sensazioni e lo stesso amore per la montagna che avevo percepito nel libro di Paolo Cognetti "Le otto montagne", una voglia di sedersi al margine del bosco a rilassarsi, a rigenerarsi e a fare pace con se stessi.

Questo é il secondo libro che leggo di Erri De Luca, e prima di scrivere questo breve post, sono andata a rileggermi quello che avevo scritto su "Storia di Irene".
Posso affermare con sicurezza che oggi, il mio post su quel libro sarebbe molto diverso, perché nonostante quello che avevo scritto, ancora oggi a distanza di 6 anni, é un libro che ricordo con piacere e a cui ripenso.
Penso che non mi fermerò qui con questo scrittore.

Trama dal sito dell'editore:
Il re dei camosci è un animale ormai stanco. Solitario e orgoglioso, da anni ha imposto al branco la sua supremazia. Forse è giunto il tempo che le sue corna si arrendano a quelle di un figlio più deciso. È novembre, tempo di duelli: è il tempo delle femmine. Dalla valle sale l’odore dell’uomo, dell’assassino di sua madre.
Anche l’uomo, quell’uomo, era in là negli anni, e gran parte della sua vita era passata a cacciare di frodo le bestie in montagna. E anche quell’uomo porta, impropriamente, il nome di ‟re dei camosci” per quanti ne ha uccisi. Possiede una Trecento magnum e una pallottola da undici grammi: non ha mai lasciato la bestia ferita, l’ha sempre abbattuta con un solo colpo. Erri De Luca spia l’imminenza dello scontro, di un duello che sembra contenere tutti i duelli. Lo fa entrando in due solitudini diverse: quella del grande camoscio fermo sotto l’immensa e protettiva volta del cielo e quella del cacciatore, del ladro di bestiame, che non ha mai avuto una vera storia da raccontare per rapire l’attenzione delle donne, per vincere la sua battaglia con gli altri uomini. ‟In ogni specie sono i solitari a tentare esperienze nuove,” dice De Luca. E qui si racconta, per l’appunto, di questi due animali che si fronteggiano da una distanza sempre meno sensibile, fino alla pietà di un abbraccio mortale. ‟La montagna nasconde, ha vicoli, soffitte, sotterranei, come la città dei suoi anni più violenti, ma più segreti.


5/2021
Sfida personale 132. Un libro che parli di natura

Ho imparato che anche in poche pagine si possono trasmettere forti emozioni.

domenica 7 marzo 2021

Solo un ragazzo

Solo un ragazzo
Elena Varvello
Einaudi
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Ho trascorso un bellissimo anno in compagnia di un gruppo di lettori conosciuto su Instagram, #ioleggoeinaudi.
Abbiamo cominciato a febbraio dell'anno scorso con "Le follie di Brooklyn" di Paul Auster, per me una rilettura, cosa che non faccio praticamente mai, e mi ha permesso di capire più a fondo il libro tramite il parere o l'interpretazione degli altri.
Il gruppo é cresciuto sempre più e abbiamo iniziato anche quest'anno una nuova sfida, che si prospetta molto interessante e che so già mi farà leggere autori a cui non avevo pensato, e che spesso sono diventati fonte di nuove ispirazioni.

Il libro che avevamo scelto per gennaio é "Solo un ragazzo" di Elena Varvello, un libro che ho letto volentieri, ma che mi ha lasciato parecchie perplessità.
Mi é piaciuta molto la prima parte, dove, a parere mio viene raccontata la storia, non mi sono piaciuti molti le altre due parti, mi é sembrato che fossero delle aggiunte per raggiungere un numero più cospicuo di pagine, o che comunque avrebbero potuto essere inserite nella prima parte.
Ho avuto l'impressione che sia stato messo un po' di tutto, dall'omosessualità, al tradimento alle dipendenze, ma che i personaggi e i rispettivi caratteri venissero poco tratteggiati.

La maggior parte del gruppo ha partecipato ad un incontro online con la scrittrice, e ha avuto modo di esporre dubbi e ricevere risposte su quello che voleva dire o come interpretare certe cose.
Non ho partecipato all'incontro per motivi di lavoro, ma reputo comunque che i contatti con gli scrittori siano eventi rari e fortunati, che  forse sarebbe meglio che si riuscisse ad evincere dalla lettura quello che c'é da capire.

Ho aspettato un mese per fare questa recensione, un po' perché sono sempre in ritardo, un po' perché volevo lasciar decantare la storia, vedere se le sensazioni che provavo appena letto il libro sarebbero cambiate.
Per ora non é così, penso che lo rileggerò, per cercare di capire la storia in modo diverso.

4/2021
Sfida personale 78. V

Ho imparato che a volte bisogna prendere le distanze, vedere le cose da un'altra prospettiva, e magari approcciarsi di nuovo in un secondo tempo per poterle capire totalmente.

lunedì 1 marzo 2021

Martin Eden

Martin Eden
Jack London
ed. Feltrinelli
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Ho cominciato a leggere Martin Eden con un gruppo di lettura di Instagram.
Non conoscevo questo libro, ma avevo già letto da ragazzina "Il richiamo della foresta" e "Zanna bianca" dello stesso scrittore.
Il libro mi ha preso subito dalle prime pagine e devo dire che ho fatto parecchia fatica a rispettare il limite dei capitoli che ci siamo autoimposte, avrei voluto poterlo divorare, non vedevo l'ora di scoprire cosa sarebbe successo a Martin e Ruth.

Nel gruppo hanno trovato antipatica Ruth, ma io penso che il suo modo di agire e di pensare é dovuto a come lei é stata cresciuta.
Abbiamo tutte adorato Martin, la sua voglia di studiare, di migliorare, di potersi evolvere.
E' stato molto piacevole trovarci ogni settimana a dare il nostro parere, e devo dire che in più di un'occasione mi é capitato di notare sfumature che non avevo colto.

Trama dal sito dell'editore:
Martin Eden, un giovane marinaio di Oackland, salva la vita a un ragazzotto della buona borghesia di San Francisco, Arthur Morse. Per ringraziarlo, questi lo presenta alla famiglia e alla sorella, Ruth. Tra questa e il giovane marinaio scatta subito un'attrazione vitale, ostacolata però dalle differenze di classe e quindi dalla prevedibile resistenza della famiglia di lei. Un po' per farsi accettare socialmente, un po' perché sinceramente affascinato da quel mondo borghese, Martin decide di affinare la propria cultura. Da giovinastro un po' rozzo, in anni di studio forsennato, si trasforma alla fine in scrittore: dopo un inizio puntellato di rifiuti (tra cui l'abbandono di lei), improvvisamente gli arride la fama. Il suo saggio filosofico, "La vergogna del sole", gli apre le porte dei circoli più esclusivi di San Francisco. Tutti si contendono la sua presenza. Anche Ruth decide di tornare sui suoi passi. Ma questa volta Martin Eden sente di non essere più interessato a lei. Non è più interessato alla vanagloria di quel mondo, a cui pure era riuscito ad accedere…



23/2020
Sfida personale: 17. Un classico

Ho imparato che anche se non abbiamo tutti le stesse opportunità possiamo darci da fare per migliorare.

domenica 28 febbraio 2021

La famiglia Karnowski


La famiglia Karnowski
Israel Joshua Singer
ed. Adelphi
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Questo libro aveva tutte le premesse per piacermi.
Uno scrittore che mi piace, una cultura che conosco molto bene, una saga famigliare.
Mi ricordo di averlo preso già da un paio di anni, ma non era mai il suo momento, non so se avevo paura che non fosse all'altezza del piedistallo su cui l'avevo messo o se forse ero in un mio momento di blocco del lettore.

Poi arriva la quarantena.
Guardo su Netflix "Unorthodox", carino, ma la comunità ebraica ne esce proprio male, anche se ho amato molto il fatto che fosse in lingua originale.
Netflix mi consiglia "Shtisel", altra serie che parla della religione ebraica, ma che ho amato molto di più, ambientata a Gerusalemme, volevo gustarmelo lentamente e invece me lo sono guardato una sera dopo l'altra.
In un gruppo di lettura su Instagram finiamo il libro in corso, "Martin Eden", e il gruppo dovrebbe chiudersi alla fine del libro, ma per caso, l'organizzatrice dice qualcosa a proposito della "Famiglia Karnowski", e con la grazia di un elefante in una cristalleria, sono tra quelle che le chiede gentilmente (la obbliga) di ripartire con un nuovo gruppo di lettura.
Lei accetta, altre si aggregano, decidiamo tempi e modalità e partiamo.
E come in un allineamento di pianeti, ecco che arriva finalmente il momento di questo libro.
Lo cerco, lo trovo ancora impacchettato, anche se avevo preparato il piano B in caso non l'avessi trovato, chiedendolo alla mia spacciatrice di libri personale e fornitissima.
Abbiamo sette giorni per i primi sei capitoli, siccome io arrivo sempre un po' lunga agli appuntamenti decido di giocare d'anticipo e di cominciare subito il primo giorno.
Devo ammettere che leggo tutto d'un fiato i primi 6 capitoli in un paio di ore, faccio veramente fatica a fermarmi prima del settimo, per fortuna un post it azzurro mi da lo stop, che io rispetto molto a malincuore.

Il libro non é stato amatissimo nel mio gruppo di lettura, e in parecchi non vedevano l'ora di finirlo, mentre a me é piaciuto davvero tanto, e sull'onda dell'entusiasmo mi sono messa nella lista dei desideri parecchie altre saghe famigliari, tra cui "La famiglia Moskat" del fratello Isaac e "I fratelli Ashkenazi" sempre di I. J. Singer.

Ho già letto i suoi libri "Di un mondo che non c'é più" e il "Ebrei di campagna", del fratello ho letto "Il Golem" e della sorella "La finta cieca e altri racconti".

Trama:
"La saga della famiglia Karnowski parte da David, ragazzo affamato di sapere, appena sposato con Lea, una ragazza ebrea lituana che non si trova bene nel paesino d'origine di lei, in quanto reputa che le idee degli hassidim locali siano troppo arretrati per il suo modo di vedere, persino il suo libro di preghiere non é uno di quelli accettati, ma segue le idee progressiste di Moses Mendelsshon, un ebreo tedesco.
Per questo motivo decide di trasferirsi a Berlino, dove trova subito il suo posto al sole e dove in poco tempo diventa una personalità di spicco."


34/2020
Sfida personale: 101. Un libro che parla di una famiglia

Ho imparato che i libri ci chiamano quando é il loro momento di essere letti.

sabato 30 gennaio 2021

Mal di pietre

Mal di pietre
Milena Agus
pag. 119
ed. Nottetempo

Sto aiutando una mia carissima amica a sistemare in ordine alfabetico la sua grande collezioni di libri, é un lavoro lunghissimo ma per niente faticoso, anzi, é un momento molto piacevole della settimana.
Lunghissimo sia per il numero di libri che per le continue pause che facciamo per parlare delle nostre letture, ogni titolo o ogni autore sono il pretesto ideale per parlare di aneddoti legati a letture precedenti.
Inutile dire che ogni volta che torna a casa, mi porto via qualche libro, già inserito nella lista e pronto a ritornare al suo posto in breve tempo.

Qualche settimana fa ho presto questo breve libro di Milena Agus, Mal di pietre, che mi é piaciuto molto, soprattutto il finale che ne fa un libro non scontato.
Mentre scrivo queste brevi righe, che mi servono più per tenere una traccia delle mie letture che per promuovere o meno un libro, mi sono accorta che questo é il terzo libro che leggo di questa scrittrice e ne riconosco la penna se li paragono ai due precedenti, "Ali di babbo" e "La contessa di ricotta".

Trama da Anobii:
Viene raccontata la storia di una donna, nonna della narratrice, della sua vita, del suo matrimonio e dei suoi amori.
In quest'ordine, appunto, perché alla nonna capita tutto un po' in ritardo, quando ormai non ci si spera più.
A cominciare dal matrimonio tardivo con un uomo che, ospitato dalla famiglia, si sdebita sposandola.
L'amore arriva inaspettato durante una cura termale per curare "il mal di pietre", i calcoli renali.
Il mal di pietre finisce così con l'identificarsi col mal d'amore e trascinare l'eroina in una vicenda assoluta, impensata felicità con il Reduce, un uomo zoppo e sposato, che soffre dello stesso male.

3/2021
Sfida personale: 78. A 

Cosa ho imparato?
Non importa realmente come sono le storie, l'importante é come le viviamo e l'impatto che hanno su di noi







Il visconte dimezzato

Il Visconte dimezzato
Italo Calvino
133 pag.
e-book
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Quando andavo alle elementari avevo un maestro molto bravo che ha saputo nutrire la mia voglia di sapere e ha ampliato i miei orizzonti di lettura inserendo parecchi scrittori che a casa mia non erano molto amati, probabilmente perché discostavano un po' dai gusti degli adulti di casa.
Italo Calvino é uno di questi.
Mi ricordo di aver letto diversi suoi libri alle elementari, ma di ricordarmene ben pochi.
Alcune settimane fa ho letto diversi post su "Se una notte d'inverno un viaggiatore" e mi é venuta voglia di rileggerli.
Non avendo nessun libro di questo scrittore, ho guardato sulla piattaforma MLOL, mia fonte di salvezza assieme alla mia amica Raffaella delle mie numerose letture durante i lunghi mesi a casa dal lavoro a causa della pandemia.
Probabilmente in questi tempi é molto usata e c'era disponibile solo "Il visconte dimezzato", che si é rivelato una lettura molto piacevole.
Mi é piaciuta la storia e anche il messaggio che ne scaturisce.

Trama (presa qui):
La bizzarra storia del visconte Medardo di Terralba che, colpito al petto da una cannonata turca, torna a casa diviso in due metà ( una cattiva, malvagia, prepotente, ma dotata di inaspettate doti di umorismo e realismo, l'altra gentile, altruista, buona, o meglio "buonista").

02/2021
Sfida personale: 64. Letteratura italiana del passato

Cosa ho imparato?
Come dice l'autore in un'intervista, in ognuno di noi possono convivere una parte buona e una parte cattiva.

sabato 23 gennaio 2021

Un figlio e ho detto tutto

Un figlio e ho detto tutto
The Pozzolis family
245 pag.
Mondadori
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Comincio sempre l'anno con dei libri divertenti, e come l'anno scorso volevo cominciare con un libro della serie di "Flavia de Luce", che normalmente prendo in biblioteca, ma per diversi motivi non sono riuscita a passare.

Diversi mesi fa avevo preso in una bibliocabina un paio di libri, e fra gli altri c'era anche questo dei Pozzoli, ho pensato di cominciare l'anno con questo libro e devo dire che ne sono stata contenta.
Conoscevo già Gianmarco per il suo lavoro di attore e comico in diversi programmi TV e nella fiction "A un passo dal cielo", e conoscevo Alice per la loro pagina su Facebook e Instagram.
Il libro parla dei loro primi incontri, di quando si sono innamorati, della decisione di avere Giosué e termina un Natale strampalato con la notizia dell'arrivo di Olivia.
Mentre leggevo mi sembrava di sentirli parlare, e devo ammettere che ho riso in più di un'occasione, un diario tenero e irriverente di una coppia che si é decisamente "trovata".

01/2021
Sfida personale : 5.un libro che avevo già in casa

Cosa ho imparato?
Più che imparato, ho consolidato la certezza che prendere la vita con un po' più di allegria e spensieratezza non ci mette al riparo dai momenti no, ma di sicuro ci aiuta ad alleggerirli.

lunedì 13 luglio 2020

Il sole a strisce

Il sole a strisce
di Pina Varriale
Giunti editore

Un libro che si legge in fretta, pensato per le scuole elementari, ma che tratta il tema spinoso delle mamme che sono in carcere, dei figli che rimangono a casa con i nonni e del fratellino che invece é piccolino e rimane con la mamma in prigione.

L'ho trovato scritto bene, si riesce a percepire fra le righe la perplessità dei bambini che non capiscono perché la mamma non può stare con loro e anche la paura della nonna, che non sta bene di salute e ha il timore che i nipotini le vengano portati via.
Il viaggio e il finale sono, per i miei gusti un po' troppo forzati, ma un libro che ho letto con piacere.

Trama dal sito dell'editore:
"Roberto e Martina abitano con la nonna Betta. Si sono trasferiti da lei da quando la mamma è andata a stare nella “fabbrica del caffè”, il carcere femminile di Pozzuoli dove le detenute lavorano alla torrefazione del caffè. Roberto e Martina possono farle visita soltanto una volta al mese; così il tempo per parlare e giocare con Carletto, il loro fratellino, è davvero poco. Carletto è nato in carcere e non conosce altro che il sole “a strisce”... ."


20/2020
Sfida personale 95. Un libro per l'infanzia

Cosa ho imparato?
nonostante le poche pagine mi ha fatto molto riflettere l'ingiustizia dei bambini che vengono rinchiusi in carcere con le mamma, se da una parte é la soluzione perfetta per poter crescere con loro, immagino che ci siano parecchie problematiche legate a questa tematica, che mi piacerebbe approfondire in libri più da adulti.

giovedì 28 maggio 2020

Lacci



Lacci
Domenico Starnone
ed. Einaudi
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Ho già parlato di questo libro nel mio post su "Confidenza", di Domenico Starnone.
Dopo averlo trascinato per un mese e averne letti altri nel frattempo, mi sono arenata per un altro mese, ma come ogni volta decisa a leggerlo fino in fondo.
Oggi pomeriggio mi sono detta che oggi era il giorno giusto, dopo aver letto con un po' di fatica le prime pagine mi sono lasciata trascinare, all'inizio per poterlo finire e per non averlo più li sul comodino, ma la terza parte ha rivalutato completamente il libro.
Il modo di scrivere di Starnone non fa per me, e come per Confidenza, la terza parte del libro è riuscita a farmi amare se non lo stile, di sicuro la storia in sé.

In entrambi i libri la terza parte é scritta in modo diverso, meno fitto, meno introspettivo e da voce a personaggi fondamentali nella storia ma che nelle prime due parti dei libri non avevano quasi voce in capitolo, e anche qui, in poche pagine viene svelato il "mistero", se così si può chiamare.
Nel primo libro la "Confidenza" che da il titolo al libro riceve da Pietro e Teresa una rilevanza molto diversa da ognuno dei due, mentre anche qui l'episodio dei "Lacci" di cui si parla, ha per ogni persona coinvolta una connotazione diversa, a distanza di anni, ognuno l'ha vissuto e interpretato diversamente.

Anche qui i personaggi mi sono sembrati antipatici, Vanda una lamentosa insoddisfatta, ipercritica e pesante, fa di tutto per riavere il marito ma non lo ama.
Lui un egoista insoddisfatto che torna a casa, non é felice ed é un ometto sottomesso che sottostà a tutto quello che vuole la moglie non si capisce per paura di cosa visto che nella breve parentesi che non ha vissuto con lei é stato felice.
Ammetto che l'animo umano mi lascia sempre basita, non riesco a capire perché una coppia che non si ama più continua a stare assieme, ad essere infelice e a rendere infelice l'altro, quando magari separatamente avrebbero buone possibilità di stare bene.
I figli non ne escono molto meglio, se prima li si poteva giustificare per la situazione che vivevano in casa, da grandi non si sono dimostrati tanto diversi.

Trama dal sito dell'editore:
«Se tu te ne sei scordato, egregio signore, te lo ricordo io: sono tua moglie». Si apre cosí la lettera che Vanda scrive al marito che se n’è andato di casa, lasciandola in preda a una tempesta di rabbia impotente e domande che non trovano risposta. Si sono sposati giovani, per desiderio di indipendenza, ma poi attorno a loro il mondo è cambiato. Perciò adesso lui se ne sta a Roma, innamorato di una ragazza insieme alla quale tutto gli sembra leggero, e lei a Napoli con i figli, a misurare l’estensione del silenzio. Che cosa siamo disposti a sacrificare, pur di non sentirci in trappola? E che cosa perdiamo, quando scegliamo di tornare sui nostri passi? Perché niente è piú radicale dell’abbandono, ma niente è piú tenace di quei lacci invisibili che legano le persone le une alle altre. E a volte basta un gesto minimo per far riaffiorare quello che abbiamo provato a mettere da parte. Domenico Starnone ci regala una storia emozionante, il racconto magistrale di una fuga, di un ritorno, di tutti i fallimenti, quelli che ci sembrano insuperabili e quelli che ci fanno compagnia per una vita intera.

25/2020
Sfida personale 90. Una storia con un triangolo amoroso

Ho imparato che leggere fino in fondo i libri, a volte, può rivalutare il giudizio mi ero fatta all'inizio.

mercoledì 6 maggio 2020

Lungo petalo di mare

Lungo petalo di mare
Isabel Allende
ed. Feltrinelli
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Mi piace moltissimo Isabel Allende, ho letto diversi suoi libri, e ne ho parecchi suoi da leggere nella mia libreria, per ora qui nel blog ho parlato solo de "La figlia della Fortuna", penso il primo che avevo letto, che mi aveva profondamente soddisfatta, perché aveva tutto quello che cerco in un libro: una trama piacevole e non pesante, nozioni storiche esatte e la capacità di farmi imparare cose nuove.

Avevo sentito che alcuni suoi libri recenti non erano così, mentre invece con "Lungo petalo di mare" era tornata al suo stile iniziale di scrittura.
Devo dire che per me é stato così senza dubbio.
Mi sono lasciata trasportare dalle vicende di Victor Dalmau, prima durante la guerra civile spagnola, poi a bordo del Winnipeg e in seguito in Cile, definito da Neruda "lungo petalo di mare" per la sua conformazione, che da il titolo al libro.
Ho avuto modo di conoscere la dittatura di Francisco Franco, di cui ovviamente avevo sentito parlare ma di cui non so ancora molto, di conoscere l'impegno umanitario di Pablo Neruda a favore di migliaia di profughi spagnoli e di avere un'idea della storia del Cile e del golpe.
Tutti argomenti che mi riprometto di approfondire prossimamente.

Alcuni giorni dopo aver finito questo libro, é purtroppo mancato Luis Sepulveda e ho visto in televisione un documentario sulla sua vita, mi ha fatto piacere aver letto il libro perché mi ha permesso di capire meglio il documentario e le persecuzioni che hanno dovuto subire.

Trama dal sito dell'editore:
1939. Alla fine della Guerra civile spagnola, il giovane medico Víctor Dalmau e un’amica di famiglia, la pianista Roser Bruguera, sono costretti, come altre migliaia di spagnoli, a scappare da Barcellona. Attraversati i Pirenei, a Bordeaux, fingendosi sposati, riescono a imbarcarsi a bordo del Winnipeg, il piroscafo preso a noleggio da Pablo Neruda per portare più di duemila profughi spagnoli in Cile – il “lungo petalo di mare e neve”, nelle parole dello stesso poeta –, in cerca di quella pace che non è stata concessa loro in patria. Lì hanno la fortuna di essere accolti con generosa benevolenza e riescono presto a integrarsi, a riprendere in mano le loro vite e a sentirsi parte del destino del paese, solo però fino al golpe che nel 1973 fa cadere il presidente Salvador Allende. E allora, ancora una volta, si ritroveranno in esilio, questa volta in Venezuela, ma, come scrive l’autrice, “se si vive abbastanza, i cerchi si chiudono”.

19/2020
Sfida personale 67. un libro di uno scrittore sudamericano

La morte non é una cosa per ragazzine



La morte non é una cosa per ragazzine
Alan Bradley
ed. Sellerio
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Secondo appuntamento per me con questa simpaticissima ragazzina di 11 anni che vive a Bishop's Lacey, ha una passione sfrenata per la chimica, una fissazione per i veleni, un padre che vive nel suo mondo, un maggiordomo-autista-giardiniere che ogni tanto ha dei black out, una cuoca che cucina male e due sorelle dispotiche.
Flavia De Luce, che avevo già avuto modo di incontrare nel primo libro di questa serie "Flavia De Luce e il delitto nel campo di cetrioli", libro divertente che avevo scelto come primo libro dell'anno per cominciare con allegria e che non mi aveva delusa, é sempre la stessa, impicciona e arguta, ma che proprio grazie a queste sue doti riesce sempre a risolvere il mistero.

In questo secondo libro il mistero si svolge attorno ad una coppia di burattinai che giunge al paese con un furgone attrezzatissimo ma scassato.
Inutile dire che tutti gli indizi sparsi qua e la, alla fine del libro si allineeranno e permetteranno anche questa volta di trovare l'assassino.

Trama dal sito dell'editore:
Rupert Porson e la compagna Nialla burattinai di fama televisiva, con il loro furgone pieno di marchingegni teatrali e marionette, si fermano per qualche giorno a Bishop’s Lacey. Ma che ci fanno i due in quell’angolo di tradizione incastrato nella campagna inglese anni Cinquanta? A Flavia basta un’ombra di mistero per eccitarsi e le sue due passioni convergenti del delitto e della chimica trovano uno sfogo comune.
A Bishop’s Lacey, il paesino addormentato dove dimora l’undicenne Flavia de Luce, qualche scompiglio e un po’ di bizzarria sono portati da una strana coppia. Sono Rupert Porson e la compagna Nialla: un guitto che recita spesso quando parla e una maliarda dai capelli rossi, burattinai di fama televisiva, con il loro furgone pieno di marchingegni teatrali e marionette. Ma che ci fanno i due in quell’angolo di tradizione incastrato nella campagna inglese anni Cinquanta? Davvero sono lì solo per recitare Il fagiolo magico in parrocchia? A Flavia basta un’ombra di mistero per eccitarsi e le sue due passioni convergenti del delitto e della chimica trovano uno sfogo comune. E infatti è la chimica a offrirle il primo spunto per le sue scoperte indiscrete e curiose. Fuggendo ad ogni momento dal maniero semirovinato, dove il suo tempo trascorre tra il laboratorio, un litigio con le sorelle e un tè con il padre, incontra strane persone: una matta che gira per il bosco e sembra conoscere segreti, un tedesco ex prigioniero di guerra bello come un dio; orecchia di nascosto sospette conversazioni; apprende dal dolore insano di una madre la storia di un bambino morto impiccato. Fino a che si trova ad essere spettatrice di un’altra, clamorosa, morte, carica di un sinistro simbolismo, continuazione forse di un più antico enigma.
«È normale a 11 anni essere inaffidabile», ma stavolta Flavia rischia grosso.

18/2020
Sfida personale 75. un libro Sellerio

Ho imparato che le cose non sempre sono come sembrano, e che a volte scavando escono delle verità che venivano nascoste.

domenica 3 maggio 2020

Confidenza

Confidenza
Domenico Starnone
Einaudi
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Per il mese di marzo della sfida #ioleggoeinaudi su Instagram il libro proposto é "Confidenze" di Domenico Starnone, scrittore che non conosco.
Prima di prendere il libro, come faccio sempre, mi sono informata su di lui e ho scoperto che questo era il terzo libro di una sua trilogia sentimentale ideale, anche se i libri non sono collegati fra di loro.
Decido di cominciare dal primo "Lacci", poi di leggere "Scherzetto" prima di dedicarmi a "Confidenze".
I libri non sono lunghissimi, e io, come molti altri ho parecchio tempo visto che dal 29 febbraio sono a casa.
Grave errore!
Sto ancora trascinando "Lacci" e ho letto il libro del mese durante gli ultimi giorni per poter partecipare alla discussione.

Il libro in se non mi é dispiaciuto, ma non ho amato moltissimo i personaggi, mi sono sembrati tutti egocentrici ed egoisti.
In tutto il libro non ho fatto il tifo per nessuno di loro.
Parecchi argomenti trattati mi sono piaciuti e rispecchiano anche il mio modo di vedere come dovrebbe essere la scuola del giorno d'oggi: dare ad ognuno la stessa possibilità di apprendere, non lasciandosi frenare dalla situazione economica o dalla situazione di preparazione in partenza.

Mi ha fatto molto piacere leggere questo libro con una lettura di gruppo perché mi ha dato la possibilità, tramite la discussione finale, di capire parecchie finezze che non avrei apprezzato cosi tanto leggendolo da sola, come ad esempio la famosa "Confidenza" che da il titolo al libro.

Trama dal sito dell'editore:
Pietro vive con Teresa un amore tempestoso.
Dopo l’ennesimo litigio, a lei viene un’idea: "raccontami qualcosa che non hai mai detto a nessuno – gli propone -, raccontami la cosa di cui ti vergogni di più, e io farò altrettanto. Cosi rimarremo uniti per sempre."
Si lasceranno, naturalmente, poco dopo. Ma una relazione finita è spesso la miccia per quella successiva, soprattutto per chi ha bisogno di conferme.
Così, quando Pietro incontra Nadia, s’innamora all’istante della sua ritrosia, della sua morbidezza dopo tanti spigoli. Pochi giorni prima delle nozze, però, Teresa magicamente ricompare. E con lei l’ombra di quello che si sono confessati a vicenda, quasi un avvertimento: «Attento a te». Da quel momento in poi la confidenza che si sono scambiati lo seguirà minacciosa: la buona volontà poggia sulla cattiva coscienza, e Pietro non potrà mai più dimenticarlo. Anche perché Teresa si riaffaccia sempre, puntualmente, davanti a ogni bivio esistenziale. O è lui che continua a cercarla?

17/2020
Sfida personale 88. Un libro che parla di scuola

Sono una che legge in solitaria, per poi parlare nel bene e nel male dei libri che ho letto con tutti quelli disposti ad ascoltarmi.
Leggere questo libro in gruppo mi ha insegnato la possibilità di cogliere sfumature e significati che durante la lettura non avevo saputo capire e apprezzare.

giovedì 30 aprile 2020

Lettino



Lettino
Martha Medeiros
ed. Beat Edizioni
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Ho un'amica che ha una libreria casalinga fornitissima, sempre disposta a condividere i suoi libri e il suo tempo.
Ci facciamo delle lunghissime chiacchierate, con lei viene facile parlare di tutto, spesso il nostro argomento principale verte sui  libri, di cui ci scambiamo consigli, aneddoti e frasi che ci sono piaciute.
In più di un'occasione mi ha mandato frasi di libri che si riferivano ad una situazione che stavo affrontando.
Mentre le davo una mano a spolverare la sua libreria, rigorosamente in ordine alfabetico e suddivisa per casa editrice, mi ha consigliato questo libro di Martha Medeiros.

Ho sempre saputo che ci si può curare con i libri, o meglio che ci sono dei libri per ogni situazione che stiamo vivendo, perché quando non sto bene faccio fatica a leggere, e ho scoperto che Raffaella é la mia personale farmacista letteraria!
Era il libro giusto al momento giusto, mi é piaciuto molto, mi ha fatto ridere e mi ha commosso, ma soprattutto mi ha fatto riflettere e dare il giusto peso a parecchie cose che avevano caratterizzato i mesi scorsi.

Trama:
Bella, quarantenne, ricca, felicemente sposata, madre di due splendidi figli ormai grandi, la protagonista di questo romanzo non sa bene, alla prima seduta dallo psicanalista, la ragione di questa sua scelta. Ma man mano che le sedute procedono (ogni seduta un capitolo), la sua vita, lentamente, le si sgretola davanti agli occhi. Lo splendido marito è in realtà un amore corroso dal tempo, la sua vita professionale un autentico fallimento, la morte di sua madre un dolore mai superato, l'infanzia una zona nera, la giovinezza un malinteso, la vita sessuale un cimento. Il mondo le crolla addosso intanto che acquista fiducia nel suo psicanalista, e a lui dice cose che non ha mai detto apertamente nemmeno a se stessa, davanti a lui ride e piange disperatamente. Nel corso della terapia si separa, ha un amante deludente, prova gelosia verso la nuova compagna del suo ex marito. E nell'elaborazione di un lutto durato una vita intera, comincia a intravedere uno spiraglio di luce finalmente autentica, dalla quale ripartire per ricostruire sulle macerie del passato.

16/2020
Sfida personale: 9. Un libro consigliato da un'amica

Ho imparato che bene o male nella vita ognuno di noi si porta il suo fardello, e che sta a noi decidere come vogliamo giocarci le nostre carte.

 "Vivo circondata da tante persone, ma non siamo mai noi stessi in presenza di testimoni."

"La domenica é il mio inferno astrale. Dubito che ci sia qualcosa di più tedioso.
E' il giorno per riposare, del pranzo in famiglia, della passeggiata nel parco: la domenica é troppo benevola.
Non c'é la malizia del sabato, né la determinazione del lunedì.
E' un giorno a cavallo del muro, non é un giorno di festa, né di lavoro.
Né li, né qui.
Né più, né meno."

Lutto alle pompe funebri



Lutto alle pompe funebri
Diego Bernasconi
Simona Torriani
ed. Ericlea
****


Ho letto questo breve libro divertentissimo dopo "Resto qui" che come ho detto nel post relativo mi ha fatto parecchio riflettere e mi ha lasciato dentro parecchi pensieri.

Ho sorriso e riso parecchie volte, tutta una girandola di malintesi che ruotano attorno ad una famiglia che ha un'impresa di pompe funebri, un romanzo stile Andrea Vitali, ma che mi é piaciuto ancora di più, scanzonato, divertente e nonostante il tema, allegro.
Mi é sembrato di assistere a una commedia dialettale che facevano quando ero piccola e che guardavo assieme ai miei genitori, quelle odierne le trovo molto "insipide" e spesso ci sono attori che parlano italiano.

Trama dal sito dell'editore:
«Adele e Clelia sono le due anziane matriarche della premiata “Onoranze Funebri Bettoni” che da sempre monopolizza la vita – e la morte! – di tutti gli abitanti di un bucolico paesello adagiato sulle prealpi lombarde. Quando però la nera signora viene a bussare alla porta dei Bettoni, presentandosi sotto forma di un cotechino freddo trangugiato a tradimento in una tetra notte invernale, la faccenda comincia a divenire interessante. Vi è poi il mistero inquietante del cadavere della fu Signora Clelia, che sparisce dalla sera alla mattina… Insomma, ecco servite tutte le premesse per una commedia drammaticamente divertente! Tutto il paese non può che meravigliarsi e… mettersi alla ricerca della compianta defunta. Venite a conoscere Enrico, l’erede designato dell’impero necroforo dei Bettoni, la sua dolce metà in dolce attesa, il medico del villaggio che distingue a malapena un essere umano da un vitello, la postina Rita e soprattutto il solerte apprendista becchino Otto da Obwaldo!

15/2020
Sfida personale: 28. Un libro che mi fa ridere

Ho imparato una cosa che in fondo cerco sempre di mettere in atto, spesso nella vita le cose sono facile se le prendiamo con un pizzico di ironia.

domenica 19 aprile 2020

Storia ragionata della sartoria americana del secondo dopoguerra


Storia ragionata della sartoria americana del secondo dopoguerra
Stefano Domenichini
ed. Autori riuniti
****

Ho preso questo libro in biblioteca attirata dalla copertina ma anche perché avevo voglia di qualcosa di leggero e di breve.
E ho trovato quello che cercavo.
Il libro si suddivide in tre storie.
La prima, é anche la mia preferita, racconta la vita di un ragazzo ebreo che in America riesce a far strada nonostante debba superare diversi ostacoli, che a volte ha contribuito a creare.
Per puro caso si trova a filmare l'assassinio di John F. Kennedy a Dallas.

Le altre due storie si intitolano "Storia ragionata delle lenti a contatto" e "Storia ragionata degli anni ottanta", che ho trovato meno interessanti della prima ma pur sempre carine.

13/2020
Sfida personale: 78. Un libro per ogni lettera dell'alfabeto D

Ho imparato che Richard Nixon era l'antagonista di JF Kennedy alle elezioni presidenziali del 1960.