domenica 23 novembre 2014
6 - La cena di Natale di Luca Bianchini
La cena di Natale di Io che amo solo te
di Luca Bianchini
Pag. 183
Ed. Mondadori (Libellule)
****
Nonostante io non abbia letto il primo libro, Io che amo solo te, non ho fatto fatica a seguire lo svolgersi della vicenda.
Un racconto divertente, a volte con qualche spunto di riflessione, con personaggi talmente strani che risultano realistici.
Un romanzo che scorre bene, che si legge in fretta e che fa sorridere.
Trama da Anobii :
È la vigilia di Natale e sono tutti più romantici, più buoni, ma anche un po' più isterici. Polignano a Mare si sveglia magicamente sotto la neve che stravolge la vita del paese, dividendolo tra chi ha le gomme termiche e chi no. La più sconvolta è Matilde, che riceve quella mattina un anello con smeraldo da don Mimì, suo marito, "colpevole" di averla troppo trascurata negli ultimi tempi. Lei si esalta a tal punto da improvvisare un cenone per quella stessa sera nella loro grande casa, soprannominata il "Petruzzelli", in cui troneggia un albero di Natale alto quattro metri e risplendono le luminarie sul tetto...
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venerdì 21 novembre 2014
5 - La Locanda di Rose Harbor di Debbie Macomber
La Locanda di Rose Harbor
di Debbi Macomber
pag. 318
Ed. Sonzogno
****
Debbi Macomber è una scrittrice Statunitense di romanzi d'amore e di novelle.
Questo libro fa parte di una serie chiamata Rose Harbor, che conta quattro libri, che a sua volta è lo spin off della serie dedicata a Cedar Cove, che conta dodici libri.
Trama:
Jo Marie ha perso il marito in guerra e pensa che per poter trovare un po' di serenità deve fare un cambiamento radicale nella sua vita, decide di acquistare una locanda in un delizioso paese sulla costa dell'oceano Pacifico e desidera far sentire come a casa propria gli ospiti.
E sarà proprio così, grazie al suo carattere, alla sua gentilezza e al fatto di saper dare ad ognuno il suo spazio li aiuterà a sanare conflitti che si portano sulle spalle da anni, riuscendo anche in poco tempo a diventare parte integrante della piccola comunità che compone il paese.
Nel libro il paesino viene descritto molto bene, il tipico paesino americano sulla costa, con le casette, il centro del paese e il faro.
Il libro è molto carino, si legge in fretta e trovo sia un libro ottimista, mi piacerebbe molto leggere gli altri libri che compongono la serie, così come quelli dedicati al Natale
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4 - Algoritmi di Capodanno di Stella Stollo
Algoritmi di Capodanno
Stella Stollo
pag. 94
Editore ArpaBook
****
Ho ricevuto questo libro in regalo con tanto di dedica della scrittrice!
Appena ho cominciato a leggerlo mi sono trovata proiettata in un ristorantino a Pisa, in Piazza della Pera (Piazza Chiara Gambacorti) che amo moltissimo, e mi immaginavo tutto il libro ambientato li.
Fin da subito ho deciso di mettere questo libro nella categoria "Passione" della sfida di lettura in quanto parla della matematica, mia passione da sempre, e parla anche di un caffè-galleria-ristorante-enoteca-libreria che sembra la fotocopia del ristorante che vorrei aprire io.
La trama è bella e scorrevole.
Cinzia ha una laurea in matematica e un matrimonio fallito alle spalle, per una serie di circostanze decide di accettare il posto di lavoro come art director, per poter unire le sue passioni : la matematica e l'arte, convinta da sempre che le due cose sono collegate fra di loro.
Il racconto si svolge nell'ultima settimana dell'anno, Cinzia è alle prese con i bilanci che si fanno immancabilmente alla fine di ogni anno.
Ha quarant'anni, sola e desidera trovare una persona che le stia accanto, su un sito che parla di arte, si scambia da tempo mail con Adrianomeis ma in questa settimana frenetica nella quale deve organizzare la serata del 31 dicembre, ci sono altri tre uomini che ruotano nella sua vita:
Mattia, che le invia il catalogo delle sue opere chiedendole di poter organizzare una sua esposizione
Ivan, un poeta che le lascia poesie d'amore
Amadou, musicista sensuale della band ingaggiata per Capodanno
Chi di loro riuscirà a conquistare il suo cuore?
Un libro che si legge in fretta, si ha voglia di andare avanti.
Per me il primo libro che mi ha veramente preso quest'anno!
Non vedo l'ora di poter leggere altri libri di Stella Stollo.
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3 - Kitchen di Banana Yoshimoto
Kitchen
Banana Yoshimoto
pag. 150
Ed. Universale Economica Feltrinelli
****
L'anno scorso avevo scelto questa scrittrice per la sezione Giappone della sfida di lettura, e avevo letto Honeymoon, e non ne ero proprio stata conquistata...
Giannina nei commenti mi aveva scritto che a volte questa scrittrice fa l'effetto "ma perché la leggo?" e devo dire che anche questa volta me lo sono chiesta.
Ho scelto Kitchen, primo libro scritto da Banana Yoshimoto, sempre per la sfida di lettura, con l'intenzione di metterla nella sezione "Passione", in quanto amo cucinare, ma dopo averlo letto non me la sono sentita, il libro in sé parla marginalmente della cucina, se non nel fatto che Mikage, la protagonista, ama la cucina e fa la cuoca.
Il libro non è male, gli ho dato quattro stelle perché non l'ho trovato brutto, ma imputo il mio scarso entusiasmo al fatto che non sono un'appassionata della cultura orientale.
Penso che anch'io, come Giannina, leggerò altri libri suoi, ma a piccole dosi...
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2 - Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto di Paulo Coelho
Sulla Sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto
Paulo Coelho
pag 216
Ed. Bompiani
****
Non so...
Mi piace Coelho, mi piacciono molto le singole frasi, che molto spesso annoto, ma ogni volta che leggo un suo libro mi areno sempre un pochino, nel senso che non sono libri che mi viene voglia di "divorare" che porto ovunque e che approfitto di ogni momento libero per poter continuare.
Spesso leggendo i commenti ai suoi libri nei gruppi di lettura mi accorgo che ci sono significati che mi sono sfuggiti, o che io avevo interpretato in modo differente.
Questo è il mio terzo libro di Coelho, dopo "Brida" e "Undici minuti", penso che ne leggerò altri, ma penso anche che per farlo deve essere in un certo stato d'animo.
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lunedì 17 novembre 2014
1 - Io nascerò di Loretta Goggi
Io Nascerò
di Loretta Goggi
Ed. Piemme
Pag. 224
Non so perché ho cominciato l'anno con questo libro di Loretta Goggi, di solito per il primo libro dell'anno cerco sempre qualcosa di allegro e solare, per cominciare con un sorriso, all'inizio credevo di essermi sbagliata, ma a mente fredda posso dire di aver cominciato l'anno con un libro positivo.
Loretta Goggi mi piace molto, non l'ho seguita moltissimo negli anni passati, ma nella scorsa edizione di Tale e Quale mi ha colpita molto, sia per la sua arguzia, che per la sua autoironia, come anche per la bravura nelle imitazioni.
Il libro parla della sua vita, racconta delle vittorie, ma anche delle difficoltà, della sua vita dopo la morte del marito.
Mi è piaciuto moltissimo il suo raccontarsi così apertamente, me la immaginavo li, davanti ad una tazza di caffè che mi parlava di quello che aveva fatto, di quello che aveva passato.
Ad onore del vero, il sottotitolo non la rispecchia; "La forza della mia fragilità", ho riscontrato in lei una forza continua, una tenacia ad andare avanti.
Ho letto diverse autobiografie di personaggi famosi, mi fa quasi tenerezza questo loro "mettersi a nudo" me li fa sentire un po' più vicini, e mi fa capire che nonostante la fama, sono persone come noi che ogni giorno sono confrontate con la vita vera.
Qui il libro "Neanche con un morso all'orecchio" di Flavio Insinna
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sabato 1 novembre 2014
Leggere e stare di nuovo bene
Come si fa a passare da una media di 70 libri all'anno a 15?
Come fa una lettrice che legge rigorosamente un libro alla volta ad averne ben 9 cominciati?
Come si fa a passare ore con insulsi giochini e stupidi telefilm tutto a scapito della lettura?
Dopo aver cercato un nuovo lavoro per diversi mesi, finalmente ho trovato quello che sembrava il mio lavoro ideale!
Un'offerta alla quale non puoi dire di no, la possibilità finalmente di mettere in pratica tutto quello che hai imparato in quasi trent'anni di gavetta, poter sfruttare i diplomi ottenuti, lavorare con i miei adorati numeri ma usando anche le lingue, lavorare dal lunedì al venerdì (non così evidente nel ramo alberghiero), colleghi simpatici con cui in alcuni casi hai già collaborato...
Ho cominciato alla fine di febbraio, data che coincide con l'ultimo post prima di questo...
Da subito il lavoro era molto, e molto impegnativo, c'erano parecchie cose da sistemare, prima di me per parecchi mesi, il posto era rimasto vacante.
Fino a due anni fa era occupato da una ragazza che conosco, e tutto il lavoro svolto fino a quella data era ineccepibile!
Ma a partire dal 2012 era tutto da sistemare, e se pensiamo che si tratta di contabilità, si capisce subito che la sfida era grande.
Ma ho pensato che con l'esperienza e la voglia di fare sarei riuscita a sistemare tutto.
Mi sono buttata a capofitto, rimboccandomi le maniche, macinando una marea di ore al giorno, a volte 12, aggiungendo anche i sabati.
Mi alzavo, facevo colazione e andavo in albergo, dove mi fermavo spesso fino alle 20, ora in cui per andare a casa mi facevo un bel pezzo a piedi, visto che il bus per casa mia non c'era più.
Cenavo tardi e poi avevo solo voglia di andare a letto.
Purtroppo avevo la mente così sovraccarica che non riuscivo a leggere niente, ma non me ne rendevo conto, per questo cominciavo diversi libri senza mai trovarne uno che mi piacesse, ma non mi accorgevo che il problema era in me e non nei libri che non mi acchiappavano.
Prima di me parecchie persone, tutte donne, avevano lasciato l'albergo, e piano piano, altre se ne stavano andando...
Cominciavo a captare i segnali, cominciavo a capire molte cose, i disagi, le problematiche.
Ma pensavo che io sarei riuscita a tenere duro, che avrei resistito.
Non mi ero ancora resa conto che piano piano stavo scivolando pure io in questa spirale, come le altre prima di me...
Cercavo di tenere duro, giustificavo comportamenti.
A chi mi diceva molla!
rispondevo: "no, so fare il mio lavoro, ce la posso fare"
Non mi accorgevo che gli altri, chi mi voleva bene, chi mi stava accanto, avevano capito prima di me che la situazione era insostenibile, che mi stavo avvicinando pericolosamente ad una depressione o ad un esaurimento.
Dopo una fine di giugno-inizi di luglio costellata da vari problemi di salute dei miei cari, ero veramente stanca.
Sono stata invitata con la famiglia al compleanno del mio datore di lavoro precedente, alla serata c'erano altri albergatori, con qualcuno di loro avevo già lavorato in precedenza, quasi tutti mi chiedevano :
"Ma come lavori li?" "Ma come fai?"
Parlando con loro mi sono accorta di aver lavorato precedentemente con persone che mi avevano apprezzato e che pensavano che io valessi qualcosa, cosa che vista la stanchezza mentale e la pesantezza che sentivo, in quel momento non era cosi evidente, non lo pensavo nemmeno io.
Questa positività, e in seguito una graditissima offerta di lavoro, anche se temporanea mi ha fatto capire di essere arrivata al limite, e allo scatenarsi dell'ennesima bufera ho preso la palla al balzo e mi sono licenziata.
Non posso raccontare in dettaglio i motivi del mio malessere perché altre mie colleghe hanno fatto causa, ma penso che si possa leggere fra le righe.
Sono stata indecisa per parecchio tempo se pubblicare o meno, questo post è nelle bozze da qualche settimana, e adesso dopo aver passato questi due mesi lavorando per una famiglia che apprezzo tantissimo, e alla quale non smetterò mai di dire grazie, che mi ha permesso di tornare un po' nel nido prima di ricominciare a volare, trovo giusto raccontare, augurandomi che se qualcun altro si trova in questa situazione possa ricevere la spinta ideale a dire basta.
Circa un mese fa, mia figlia mi ha detto :
Come fa una lettrice che legge rigorosamente un libro alla volta ad averne ben 9 cominciati?
Come si fa a passare ore con insulsi giochini e stupidi telefilm tutto a scapito della lettura?
Dopo aver cercato un nuovo lavoro per diversi mesi, finalmente ho trovato quello che sembrava il mio lavoro ideale!
Un'offerta alla quale non puoi dire di no, la possibilità finalmente di mettere in pratica tutto quello che hai imparato in quasi trent'anni di gavetta, poter sfruttare i diplomi ottenuti, lavorare con i miei adorati numeri ma usando anche le lingue, lavorare dal lunedì al venerdì (non così evidente nel ramo alberghiero), colleghi simpatici con cui in alcuni casi hai già collaborato...
Ho cominciato alla fine di febbraio, data che coincide con l'ultimo post prima di questo...
Da subito il lavoro era molto, e molto impegnativo, c'erano parecchie cose da sistemare, prima di me per parecchi mesi, il posto era rimasto vacante.
Fino a due anni fa era occupato da una ragazza che conosco, e tutto il lavoro svolto fino a quella data era ineccepibile!
Ma a partire dal 2012 era tutto da sistemare, e se pensiamo che si tratta di contabilità, si capisce subito che la sfida era grande.
Ma ho pensato che con l'esperienza e la voglia di fare sarei riuscita a sistemare tutto.
Mi sono buttata a capofitto, rimboccandomi le maniche, macinando una marea di ore al giorno, a volte 12, aggiungendo anche i sabati.
Mi alzavo, facevo colazione e andavo in albergo, dove mi fermavo spesso fino alle 20, ora in cui per andare a casa mi facevo un bel pezzo a piedi, visto che il bus per casa mia non c'era più.
Cenavo tardi e poi avevo solo voglia di andare a letto.
Purtroppo avevo la mente così sovraccarica che non riuscivo a leggere niente, ma non me ne rendevo conto, per questo cominciavo diversi libri senza mai trovarne uno che mi piacesse, ma non mi accorgevo che il problema era in me e non nei libri che non mi acchiappavano.
Prima di me parecchie persone, tutte donne, avevano lasciato l'albergo, e piano piano, altre se ne stavano andando...
Cominciavo a captare i segnali, cominciavo a capire molte cose, i disagi, le problematiche.
Ma pensavo che io sarei riuscita a tenere duro, che avrei resistito.
Non mi ero ancora resa conto che piano piano stavo scivolando pure io in questa spirale, come le altre prima di me...
Cercavo di tenere duro, giustificavo comportamenti.
A chi mi diceva molla!
rispondevo: "no, so fare il mio lavoro, ce la posso fare"
Non mi accorgevo che gli altri, chi mi voleva bene, chi mi stava accanto, avevano capito prima di me che la situazione era insostenibile, che mi stavo avvicinando pericolosamente ad una depressione o ad un esaurimento.
Dopo una fine di giugno-inizi di luglio costellata da vari problemi di salute dei miei cari, ero veramente stanca.
Sono stata invitata con la famiglia al compleanno del mio datore di lavoro precedente, alla serata c'erano altri albergatori, con qualcuno di loro avevo già lavorato in precedenza, quasi tutti mi chiedevano :
"Ma come lavori li?" "Ma come fai?"
Parlando con loro mi sono accorta di aver lavorato precedentemente con persone che mi avevano apprezzato e che pensavano che io valessi qualcosa, cosa che vista la stanchezza mentale e la pesantezza che sentivo, in quel momento non era cosi evidente, non lo pensavo nemmeno io.
Questa positività, e in seguito una graditissima offerta di lavoro, anche se temporanea mi ha fatto capire di essere arrivata al limite, e allo scatenarsi dell'ennesima bufera ho preso la palla al balzo e mi sono licenziata.
Non posso raccontare in dettaglio i motivi del mio malessere perché altre mie colleghe hanno fatto causa, ma penso che si possa leggere fra le righe.
Sono stata indecisa per parecchio tempo se pubblicare o meno, questo post è nelle bozze da qualche settimana, e adesso dopo aver passato questi due mesi lavorando per una famiglia che apprezzo tantissimo, e alla quale non smetterò mai di dire grazie, che mi ha permesso di tornare un po' nel nido prima di ricominciare a volare, trovo giusto raccontare, augurandomi che se qualcun altro si trova in questa situazione possa ricevere la spinta ideale a dire basta.
Circa un mese fa, mia figlia mi ha detto :
"Mamma si vede che cominci a stare bene, perché hai ricominciato a leggere"
venerdì 21 febbraio 2014
Ultime letture 2013
Prima di cominciare l'elenco dei libri che sto leggendo quest'anno, volevo terminare le "recensioni" di quelli del 2013, ma per un motivo o per l'altro non riesco mai.
Faccio quindi qui un piccolo riassunto.
Annie che amava il vento di Joseph Pittman
Brian lavora per un importante studio di Manhattan, e a causa di una malattia deve stare parecchi mesi lontano dal lavoro. Quando finalmente si ristabilisce, decide di fare una sorpresa alla sua fidanzata e collega Maddie, appena tornata da un viaggio di lavoro, ma purtroppo è lui a ricevere una sorpresa, una sgradita sorpresa, trova infatti la sua fidanzata a letto con il loro capo.
Decide quindi di lasciare tutto e tutti e di prendersi del tempo per riflettere.
Parte quindi senza una meta, finché un bellissimo mulino a vento attira la sua attenzione e lui decide di fermarsi per un po' in questo paesino.
Ai piani bassi di Margaret Powell
Margaret è la seconda figlia di una modesta famiglia inglese nell'Inghilterra di inizio 900, e come molte di lei all'epoca viene mandata presso una famiglia a fare la sguattera di cucina.
Fra il personale c'è una complessa gerarchia e su tutti la fa da padrona la cuoca, posto a cui anche la protagonista ambisce.
Uno sguardo molto interessante, a volte divertente a volte triste, sulla dura vita che il personale di servizio faceva, spesso lavorando per famiglie con pochissimi mezzi, ma disposti a tutto pur di mantenere la facciata di nobiltà che avevano avuto per anni.
La cosa incredibile é che dopo aver scritto questo libro la protagonista é diventata ricchissima, dopo aver fatto una vita di sacrifici.
Triologia di Sylvia Day
Questa trilogia racconta la storia fra Gideon Cross e Eva Tramell, ricalcando molto la trama delle sfumature.
Per alcuni versi mi è piaciuto di più della precedente trilogia, anche se diverse cose che non anticipo per non fare spolier mi hanno proprio lasciata basita ...
Lettura piacevole, non pesante, anche se a parere mio si sarebbe potuto farne un solo libro ben fatto, infatti sia nel secondo che nel terzo libro, parecchie pagine sono riassunti del primo libro per spiegare "chi è chi".
In un commento finale la scrittrice precisa che ci sarà un quarto e ultimo libro per sapere come va a finire la storia fra i due protagonisti.
Faccio quindi qui un piccolo riassunto.
Annie che amava il vento di Joseph Pittman
Brian lavora per un importante studio di Manhattan, e a causa di una malattia deve stare parecchi mesi lontano dal lavoro. Quando finalmente si ristabilisce, decide di fare una sorpresa alla sua fidanzata e collega Maddie, appena tornata da un viaggio di lavoro, ma purtroppo è lui a ricevere una sorpresa, una sgradita sorpresa, trova infatti la sua fidanzata a letto con il loro capo.
Decide quindi di lasciare tutto e tutti e di prendersi del tempo per riflettere.
Parte quindi senza una meta, finché un bellissimo mulino a vento attira la sua attenzione e lui decide di fermarsi per un po' in questo paesino.
Ai piani bassi di Margaret Powell
Margaret è la seconda figlia di una modesta famiglia inglese nell'Inghilterra di inizio 900, e come molte di lei all'epoca viene mandata presso una famiglia a fare la sguattera di cucina.
Fra il personale c'è una complessa gerarchia e su tutti la fa da padrona la cuoca, posto a cui anche la protagonista ambisce.
Uno sguardo molto interessante, a volte divertente a volte triste, sulla dura vita che il personale di servizio faceva, spesso lavorando per famiglie con pochissimi mezzi, ma disposti a tutto pur di mantenere la facciata di nobiltà che avevano avuto per anni.
La cosa incredibile é che dopo aver scritto questo libro la protagonista é diventata ricchissima, dopo aver fatto una vita di sacrifici.
Triologia di Sylvia Day
Questa trilogia racconta la storia fra Gideon Cross e Eva Tramell, ricalcando molto la trama delle sfumature.
Per alcuni versi mi è piaciuto di più della precedente trilogia, anche se diverse cose che non anticipo per non fare spolier mi hanno proprio lasciata basita ...
Lettura piacevole, non pesante, anche se a parere mio si sarebbe potuto farne un solo libro ben fatto, infatti sia nel secondo che nel terzo libro, parecchie pagine sono riassunti del primo libro per spiegare "chi è chi".
In un commento finale la scrittrice precisa che ci sarà un quarto e ultimo libro per sapere come va a finire la storia fra i due protagonisti.
domenica 5 gennaio 2014
59 - Le ossa dei perduti
Le ossa dei perduti
Kathy Reichs
ed. Rizzoli
pag. 378
La storia comincia con una ragazzina con la pelle olivastra che viene investita in una zona poco raccomandabile e viene lasciata li a morire.
Temperance Brennan prende molto a cuore questo caso, ma per fare un favore al marito Pete parte per l'Afghanistan per stabile se un soldato americano ha sparato a dei civili per legittima difesa o meno.
Come dicevo nel post precedente troppe coincidenze, ho dato quattro stelline comunque perché lo stile in cui Kathy Reichs scrive è molto avvincente e riesce a far scattare in me la molla "ancora una pagina", quel voler sapere a tutti i costi cosa succederà.
58 - La voce delle ossa
La voce delle ossa
Kathy Reichs
ed. Rizzoli
pag. 360
Kathy Reichs è una delle mie scrittrici preferite e riesce sempre a tenermi incollata fino all'ultima pagina.
In questo libro la dottoressa Temperance Brennan si trova a dover indagare su un caso di neonati morti.
Molto intrigante e interessante.
Spesso le sue descrizioni sono troppo dettagliate, ma quando finisco i suoi libri mi accorgo di aver acquisito nuove nozioni su argomenti che non mi sarei mai immaginata.
In questo caso ho imparato molto sui diamanti canadesi e sulle concessioni minerarie relative.
Come sempre però la cosa che mi disturba di questa scrittrice sono le troppe coincidenze che alla fine del libro come tasselli di un puzzle combaciano fra di loro in modo perfetto per poter vedere il risultato finale.
Kathy Reichs
ed. Rizzoli
pag. 360
Kathy Reichs è una delle mie scrittrici preferite e riesce sempre a tenermi incollata fino all'ultima pagina.
In questo libro la dottoressa Temperance Brennan si trova a dover indagare su un caso di neonati morti.
Molto intrigante e interessante.
Spesso le sue descrizioni sono troppo dettagliate, ma quando finisco i suoi libri mi accorgo di aver acquisito nuove nozioni su argomenti che non mi sarei mai immaginata.
In questo caso ho imparato molto sui diamanti canadesi e sulle concessioni minerarie relative.
Come sempre però la cosa che mi disturba di questa scrittrice sono le troppe coincidenze che alla fine del libro come tasselli di un puzzle combaciano fra di loro in modo perfetto per poter vedere il risultato finale.
57 - Storia di Irene
Storia di Irene
Erri De Luca
ed. Feltrinelli
pag. 112
E' il primo libro che leggo di Erri De Luca, e ho voluto cominciare con questo per avere un assaggio.
Non penso che potrà entrare nella top ten dei miei scrittori preferiti, ma non mi è nemmeno dispiaciuto.
Il libro si suddivide in tre storie.
La prima storia è quella di Irene, che è appunto il titolo.
Irene è una ragazzina orfana di 14 anni che vive solo in un'isoletta greca e che nuota come un delfino. Irene è incinta e sull'isola in molti si chiedono chi possa essere il padre.
Poco prima di partorire fa amicizia con uno scrittore anziano che vive sull'isola e gli racconta la sua storia.
Non il mio genere di letteratura, ma comunque leggibile.
la seconda storia, "Il cielo in una stalla", è un racconto di poche pagine sulla fuga in barca di notte di un gruppo di uomini, durante la seconda guerra mondiale, che da Napoli vanno verso Capri, visto che sull'isola la guerra non è arrivata.
la terza storia, "Una cosa stupida", è un racconto breve anche questo, ma che da solo vale tutto il libro.
Erri De Luca
ed. Feltrinelli
pag. 112
E' il primo libro che leggo di Erri De Luca, e ho voluto cominciare con questo per avere un assaggio.
Non penso che potrà entrare nella top ten dei miei scrittori preferiti, ma non mi è nemmeno dispiaciuto.
Il libro si suddivide in tre storie.
La prima storia è quella di Irene, che è appunto il titolo.
Irene è una ragazzina orfana di 14 anni che vive solo in un'isoletta greca e che nuota come un delfino. Irene è incinta e sull'isola in molti si chiedono chi possa essere il padre.
Poco prima di partorire fa amicizia con uno scrittore anziano che vive sull'isola e gli racconta la sua storia.
Non il mio genere di letteratura, ma comunque leggibile.
la seconda storia, "Il cielo in una stalla", è un racconto di poche pagine sulla fuga in barca di notte di un gruppo di uomini, durante la seconda guerra mondiale, che da Napoli vanno verso Capri, visto che sull'isola la guerra non è arrivata.
la terza storia, "Una cosa stupida", è un racconto breve anche questo, ma che da solo vale tutto il libro.
giovedì 2 gennaio 2014
2014 Woman Challenge
Ho ricevuto l'invito a partecipare anche quest'anno alla sfida di lettura Woman Challenge da parte di Valentina di Peek a book.
La sfida consiste nel leggere libri scritti da donne.
La sfida si svolge su diversi livelli, ognuno può scegliere il suo :
Livello 1: BABY GIRL - leggi da 1 a 5 libri scritti da un'autrice donna
Livello 2: GIRLS POWER - leggi da 6 a 10 libri scritti da un'autrice donna
Livello 3: SUPER GIRL - leggi da 11 a 15 libri scritti da un'autrice donna
Livello 4: WONDER WOMAN - leggi più di 16 libri scritti da un'autrice donna
Mi sono iscritta con il libello 4, visto che nel 2013 l'ho ampiamente raggiunto !
Fra le altre regole che potrete trovare qui, assieme al modulo d'iscrizione, bisogna citare le nostre 3 scrittrici preferite, le mie sono :
- Kathy Reichs
- Torey L. Hayden
- Jeanne Kalogridis
Nel 2013 ad un certo punto mi sono persa con gli aggiornamenti, aggiorno quindi qui la lista totale dei libri del 2013 Woman Challenge :
- 50 smagliature di Gina di Rossella Calabrò
- Caffè Babilonia di Marsha Mehran
- Il sapore dei semi di mela di Katharina Hagena
- Honeymoon di Banana Yoshimoto
- La Fuggitiva di Tracy Chevalier
- Niente mi basta di Giulia Quarenghi
- Miss Alabama e la casa dei sogni di Fannie Flagg
- La grande casa di Nada Malanima
- Il sapore del curry di Mary Anne Mohanraj
- Estasi culinaria di Muriel Burbery
- L'amore rubato di Dacia Maraini
- P.S. I Love You di Cecilia Ahern
- La ragazza con il violino di Virginia Euwer Wolff
- Il ballo di Irène Némirovsky
- Se la Casa é vuota di Isabella Bossi Fedrigotti
- Le bambine di Sugar Beach di Helene Cooper
- La strada di Smirne di Antonia Arslan
- Fiori nel fango di Hillary Jordan
- La sinfonia di Parigi e altri racconti di Irène Némirovsky
- La parte più tenera di Ruth Reichl
- L'albero delle lattine di Anne Tyler
- Strane creature di Tracy Chevalier
- La figlia della fortuna di Isabel Allende
- Io prima di te di Jojo Moyes
- Annus Mirabilis di Geraldine Brooks
- Il paese delle donne di Yang Erche Namu
- Scomparsa di Chevy Stevens
- La bambina con la neve fra i capelli di Ninni Schulman
- Il treno dell'ultima notte di Dacia Maraini
- Alla corte dei Borgia di Jeanne Kalogridis
- Le ricette segrete della cucina dell'amore di Melissa Senate
- Venivamo tutte per mare di Julie Otsuka
- Le ossa del ragno di Kathy Reichs
- Il ritorno del soldato di Rebecca West
- Costretta al silenzio di Linda Castillo
- L'albero di fagioli di Barbara Kingsolver
- La cucina delle spezie di Amit Majmudar
- La voce delle ossa di Katy Reichs
- Le ossa dei perduti di Kathy Reichs
- Ai piani bassi di Margareth Powell
- A nudo per te di Silvia Day
- Riflessi di te di Silvia Day
- Nel profondo di te di Silvia Day
domenica 3 novembre 2013
56 - La cucina delle spezie
La cucina delle spezie
di Amit Majumdar
pag. 279
ed. Frassinelli
La cucina delle spezie è un racconto molto delicato di una mamma di origini indiani, che in seguito al matrimonio ha raggiunto il marito, indiano come lei, negli Stati Uniti.
La vita da moglie e le due gravidanze hanno fatto si che mettesse da parte i suoi studi in medicina per dedicarsi alla casa e alla famiglia.
Il figlio Ronak, Ron per gli amici americani, ha sposato una ragazza non indiana, ha tre figli e un lavoro a Wall Street che lo fa vivere nel lusso.
La figlia Mala, sposata con un indiano tramite un matrimonio combinato, ha due figli, lavora come medico e ha poco tempo per coltivare le sue origini.
Sarà proprio la malattia della mamma, il suo amore per le tradizioni da tramandare e le ricette del suo paese d'origine a riavvicinarli tutti e a dissipare tensioni che si sono accumulate nel corso degli anni.
Il libro mi è piaciuto molto, senza voler essere un capolavoro è una storia molto piacevole, anche se con lo spettro della malattia che fa sempre da sfondo a tutti i capitoli.
Mi ha ricordato molto nell'atmosfera il libro "Profumo di spezie proibite" di Priya Basil.
venerdì 1 novembre 2013
55 - Il vecchio che leggeva romanzi d'amore
Il vecchio che leggeva romanzi d'amore
Luis Sepùlveda
pag. 132
ed. Tea
Come ho già scritto in parecchi commenti su FB le mie figlie dal 2 settembre frequentano entrambe una scuola superiore.
Tutte e due hanno ricevuto una lista con un elenco di titoli da leggere durante l'anno, chiaramente non tutti!
Lucrezia, la più grande, ha ricevuto una lista molto interessante, composta da alcuni classici e da parecchi bei titoli, alcuni li ho letti, altri mi piacerebbe leggerli.
Uno dei libri consigliati è proprio questo di Luis Sepùlveda, del quale ha ricevuto un estratto per un lavoro di italiano.
Questo breve riassunto del libro ci è piaciuto così tanto che siamo andate subito a cercarlo.
E devo dire che questo racconto è veramente bello. Un inno alla lettura e al gustare il più possibile le parole scritte, immergendosi nella lettura sillaba per sillaba, assaporando in pieno il piacere che leggere ci procura.
Trama:
Antonio José Bolìvar Proaño è un uomo, lo si potrebbe definire "anziano", ma di preciso non si sa quanti anni ha.
Ha sempre vissuto in Amazzonia e in seguito ad un'onta subita si trasferisce con la moglie a pochi passi dalla tribù degli Shuar, dai quali apprende come vivere rispettando la natura e gli animali e tutte le cose necessarie per poter sopravvivere in questa zona ancora oggi selvaggia.
Rimasto vedovo Antonio José Bolìvar Proaño scopre l'amore per la lettura, scoprendo pagina dopo pagina posti a lui sconosciuti e imparando cos'è l'amore.
Questo libro partecipa al Venerdì del libro.
54 - L'albero di fagioli
L'albero di fagioli
Barbara Kingsolver
pag. 304
ed. Sperling & Kupfer
Questo libro mi è piaciuto moltissimo e l'ho letto in fretta.
Molto semplice, senza grandi colpi di scena, si rivela pagina dopo pagina.
Fanno da sfondo alla storia la vita difficile degli immigrati messicani clandestini in America, e diversi personaggi che mettono in rischio la loro incolumità pur di poter dare una speranza a persone che se restassero nel loro paese rischierebbero la vita.
Ho apprezzato questi personaggi, dalla dolcissima Edna all'acida Virgie Mae, passando da Esperanza e Esteban, una coppia che nasconde un segreto molto doloroso e arrivando fino all'eccentrica Mattie che fa la gommista e coltiva un orto fuori dal normale, ma che ha un cuore d'oro.
Tutti assieme a formare quanto di più simile a una famiglia ci possa essere.
Trama:
Taylor è una ragazza americana che vive in piccolissimo paesino del Kentucky che non offre molto alle nuove generazioni.
Dopo aver risparmiato abbastanza per comperarsi un vecchio maggiolino scassato decide di andarsene in cerca di fortuna.
Durante una sosta le viene affidata la piccola Turtle, una bimba pellerossa, con qualche problema.
Dopo aver soggiornato e lavorato per un po' di tempo in un albergo, arriva infine in Oklahoma dove farà la conoscenza con Lou Ann, una ragazza del Kentucky come lei, che è appena stata lasciata dal marito con un bimbo appena nato.
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