venerdì 21 novembre 2014
3 - Kitchen di Banana Yoshimoto
Kitchen
Banana Yoshimoto
pag. 150
Ed. Universale Economica Feltrinelli
****
L'anno scorso avevo scelto questa scrittrice per la sezione Giappone della sfida di lettura, e avevo letto Honeymoon, e non ne ero proprio stata conquistata...
Giannina nei commenti mi aveva scritto che a volte questa scrittrice fa l'effetto "ma perché la leggo?" e devo dire che anche questa volta me lo sono chiesta.
Ho scelto Kitchen, primo libro scritto da Banana Yoshimoto, sempre per la sfida di lettura, con l'intenzione di metterla nella sezione "Passione", in quanto amo cucinare, ma dopo averlo letto non me la sono sentita, il libro in sé parla marginalmente della cucina, se non nel fatto che Mikage, la protagonista, ama la cucina e fa la cuoca.
Il libro non è male, gli ho dato quattro stelle perché non l'ho trovato brutto, ma imputo il mio scarso entusiasmo al fatto che non sono un'appassionata della cultura orientale.
Penso che anch'io, come Giannina, leggerò altri libri suoi, ma a piccole dosi...
Etichette:
Banana Yoshimoto,
Feltrinelli,
LeggiAmo 2014,
Libri,
Woman Challenge 2014
2 - Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto di Paulo Coelho
Sulla Sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto
Paulo Coelho
pag 216
Ed. Bompiani
****
Non so...
Mi piace Coelho, mi piacciono molto le singole frasi, che molto spesso annoto, ma ogni volta che leggo un suo libro mi areno sempre un pochino, nel senso che non sono libri che mi viene voglia di "divorare" che porto ovunque e che approfitto di ogni momento libero per poter continuare.
Spesso leggendo i commenti ai suoi libri nei gruppi di lettura mi accorgo che ci sono significati che mi sono sfuggiti, o che io avevo interpretato in modo differente.
Questo è il mio terzo libro di Coelho, dopo "Brida" e "Undici minuti", penso che ne leggerò altri, ma penso anche che per farlo deve essere in un certo stato d'animo.
Etichette:
Bompiani,
Coelho,
LeggiAmo 2014,
Libri
lunedì 17 novembre 2014
1 - Io nascerò di Loretta Goggi
Io Nascerò
di Loretta Goggi
Ed. Piemme
Pag. 224
Non so perché ho cominciato l'anno con questo libro di Loretta Goggi, di solito per il primo libro dell'anno cerco sempre qualcosa di allegro e solare, per cominciare con un sorriso, all'inizio credevo di essermi sbagliata, ma a mente fredda posso dire di aver cominciato l'anno con un libro positivo.
Loretta Goggi mi piace molto, non l'ho seguita moltissimo negli anni passati, ma nella scorsa edizione di Tale e Quale mi ha colpita molto, sia per la sua arguzia, che per la sua autoironia, come anche per la bravura nelle imitazioni.
Il libro parla della sua vita, racconta delle vittorie, ma anche delle difficoltà, della sua vita dopo la morte del marito.
Mi è piaciuto moltissimo il suo raccontarsi così apertamente, me la immaginavo li, davanti ad una tazza di caffè che mi parlava di quello che aveva fatto, di quello che aveva passato.
Ad onore del vero, il sottotitolo non la rispecchia; "La forza della mia fragilità", ho riscontrato in lei una forza continua, una tenacia ad andare avanti.
Ho letto diverse autobiografie di personaggi famosi, mi fa quasi tenerezza questo loro "mettersi a nudo" me li fa sentire un po' più vicini, e mi fa capire che nonostante la fama, sono persone come noi che ogni giorno sono confrontate con la vita vera.
Qui il libro "Neanche con un morso all'orecchio" di Flavio Insinna
Etichette:
LeggiAmo 2014,
Libri,
Loretta Goggi,
Piemme,
Woman Challenge 2014
sabato 1 novembre 2014
Leggere e stare di nuovo bene
Come si fa a passare da una media di 70 libri all'anno a 15?
Come fa una lettrice che legge rigorosamente un libro alla volta ad averne ben 9 cominciati?
Come si fa a passare ore con insulsi giochini e stupidi telefilm tutto a scapito della lettura?
Dopo aver cercato un nuovo lavoro per diversi mesi, finalmente ho trovato quello che sembrava il mio lavoro ideale!
Un'offerta alla quale non puoi dire di no, la possibilità finalmente di mettere in pratica tutto quello che hai imparato in quasi trent'anni di gavetta, poter sfruttare i diplomi ottenuti, lavorare con i miei adorati numeri ma usando anche le lingue, lavorare dal lunedì al venerdì (non così evidente nel ramo alberghiero), colleghi simpatici con cui in alcuni casi hai già collaborato...
Ho cominciato alla fine di febbraio, data che coincide con l'ultimo post prima di questo...
Da subito il lavoro era molto, e molto impegnativo, c'erano parecchie cose da sistemare, prima di me per parecchi mesi, il posto era rimasto vacante.
Fino a due anni fa era occupato da una ragazza che conosco, e tutto il lavoro svolto fino a quella data era ineccepibile!
Ma a partire dal 2012 era tutto da sistemare, e se pensiamo che si tratta di contabilità, si capisce subito che la sfida era grande.
Ma ho pensato che con l'esperienza e la voglia di fare sarei riuscita a sistemare tutto.
Mi sono buttata a capofitto, rimboccandomi le maniche, macinando una marea di ore al giorno, a volte 12, aggiungendo anche i sabati.
Mi alzavo, facevo colazione e andavo in albergo, dove mi fermavo spesso fino alle 20, ora in cui per andare a casa mi facevo un bel pezzo a piedi, visto che il bus per casa mia non c'era più.
Cenavo tardi e poi avevo solo voglia di andare a letto.
Purtroppo avevo la mente così sovraccarica che non riuscivo a leggere niente, ma non me ne rendevo conto, per questo cominciavo diversi libri senza mai trovarne uno che mi piacesse, ma non mi accorgevo che il problema era in me e non nei libri che non mi acchiappavano.
Prima di me parecchie persone, tutte donne, avevano lasciato l'albergo, e piano piano, altre se ne stavano andando...
Cominciavo a captare i segnali, cominciavo a capire molte cose, i disagi, le problematiche.
Ma pensavo che io sarei riuscita a tenere duro, che avrei resistito.
Non mi ero ancora resa conto che piano piano stavo scivolando pure io in questa spirale, come le altre prima di me...
Cercavo di tenere duro, giustificavo comportamenti.
A chi mi diceva molla!
rispondevo: "no, so fare il mio lavoro, ce la posso fare"
Non mi accorgevo che gli altri, chi mi voleva bene, chi mi stava accanto, avevano capito prima di me che la situazione era insostenibile, che mi stavo avvicinando pericolosamente ad una depressione o ad un esaurimento.
Dopo una fine di giugno-inizi di luglio costellata da vari problemi di salute dei miei cari, ero veramente stanca.
Sono stata invitata con la famiglia al compleanno del mio datore di lavoro precedente, alla serata c'erano altri albergatori, con qualcuno di loro avevo già lavorato in precedenza, quasi tutti mi chiedevano :
"Ma come lavori li?" "Ma come fai?"
Parlando con loro mi sono accorta di aver lavorato precedentemente con persone che mi avevano apprezzato e che pensavano che io valessi qualcosa, cosa che vista la stanchezza mentale e la pesantezza che sentivo, in quel momento non era cosi evidente, non lo pensavo nemmeno io.
Questa positività, e in seguito una graditissima offerta di lavoro, anche se temporanea mi ha fatto capire di essere arrivata al limite, e allo scatenarsi dell'ennesima bufera ho preso la palla al balzo e mi sono licenziata.
Non posso raccontare in dettaglio i motivi del mio malessere perché altre mie colleghe hanno fatto causa, ma penso che si possa leggere fra le righe.
Sono stata indecisa per parecchio tempo se pubblicare o meno, questo post è nelle bozze da qualche settimana, e adesso dopo aver passato questi due mesi lavorando per una famiglia che apprezzo tantissimo, e alla quale non smetterò mai di dire grazie, che mi ha permesso di tornare un po' nel nido prima di ricominciare a volare, trovo giusto raccontare, augurandomi che se qualcun altro si trova in questa situazione possa ricevere la spinta ideale a dire basta.
Circa un mese fa, mia figlia mi ha detto :
Come fa una lettrice che legge rigorosamente un libro alla volta ad averne ben 9 cominciati?
Come si fa a passare ore con insulsi giochini e stupidi telefilm tutto a scapito della lettura?
Dopo aver cercato un nuovo lavoro per diversi mesi, finalmente ho trovato quello che sembrava il mio lavoro ideale!
Un'offerta alla quale non puoi dire di no, la possibilità finalmente di mettere in pratica tutto quello che hai imparato in quasi trent'anni di gavetta, poter sfruttare i diplomi ottenuti, lavorare con i miei adorati numeri ma usando anche le lingue, lavorare dal lunedì al venerdì (non così evidente nel ramo alberghiero), colleghi simpatici con cui in alcuni casi hai già collaborato...
Ho cominciato alla fine di febbraio, data che coincide con l'ultimo post prima di questo...
Da subito il lavoro era molto, e molto impegnativo, c'erano parecchie cose da sistemare, prima di me per parecchi mesi, il posto era rimasto vacante.
Fino a due anni fa era occupato da una ragazza che conosco, e tutto il lavoro svolto fino a quella data era ineccepibile!
Ma a partire dal 2012 era tutto da sistemare, e se pensiamo che si tratta di contabilità, si capisce subito che la sfida era grande.
Ma ho pensato che con l'esperienza e la voglia di fare sarei riuscita a sistemare tutto.
Mi sono buttata a capofitto, rimboccandomi le maniche, macinando una marea di ore al giorno, a volte 12, aggiungendo anche i sabati.
Mi alzavo, facevo colazione e andavo in albergo, dove mi fermavo spesso fino alle 20, ora in cui per andare a casa mi facevo un bel pezzo a piedi, visto che il bus per casa mia non c'era più.
Cenavo tardi e poi avevo solo voglia di andare a letto.
Purtroppo avevo la mente così sovraccarica che non riuscivo a leggere niente, ma non me ne rendevo conto, per questo cominciavo diversi libri senza mai trovarne uno che mi piacesse, ma non mi accorgevo che il problema era in me e non nei libri che non mi acchiappavano.
Prima di me parecchie persone, tutte donne, avevano lasciato l'albergo, e piano piano, altre se ne stavano andando...
Cominciavo a captare i segnali, cominciavo a capire molte cose, i disagi, le problematiche.
Ma pensavo che io sarei riuscita a tenere duro, che avrei resistito.
Non mi ero ancora resa conto che piano piano stavo scivolando pure io in questa spirale, come le altre prima di me...
Cercavo di tenere duro, giustificavo comportamenti.
A chi mi diceva molla!
rispondevo: "no, so fare il mio lavoro, ce la posso fare"
Non mi accorgevo che gli altri, chi mi voleva bene, chi mi stava accanto, avevano capito prima di me che la situazione era insostenibile, che mi stavo avvicinando pericolosamente ad una depressione o ad un esaurimento.
Dopo una fine di giugno-inizi di luglio costellata da vari problemi di salute dei miei cari, ero veramente stanca.
Sono stata invitata con la famiglia al compleanno del mio datore di lavoro precedente, alla serata c'erano altri albergatori, con qualcuno di loro avevo già lavorato in precedenza, quasi tutti mi chiedevano :
"Ma come lavori li?" "Ma come fai?"
Parlando con loro mi sono accorta di aver lavorato precedentemente con persone che mi avevano apprezzato e che pensavano che io valessi qualcosa, cosa che vista la stanchezza mentale e la pesantezza che sentivo, in quel momento non era cosi evidente, non lo pensavo nemmeno io.
Questa positività, e in seguito una graditissima offerta di lavoro, anche se temporanea mi ha fatto capire di essere arrivata al limite, e allo scatenarsi dell'ennesima bufera ho preso la palla al balzo e mi sono licenziata.
Non posso raccontare in dettaglio i motivi del mio malessere perché altre mie colleghe hanno fatto causa, ma penso che si possa leggere fra le righe.
Sono stata indecisa per parecchio tempo se pubblicare o meno, questo post è nelle bozze da qualche settimana, e adesso dopo aver passato questi due mesi lavorando per una famiglia che apprezzo tantissimo, e alla quale non smetterò mai di dire grazie, che mi ha permesso di tornare un po' nel nido prima di ricominciare a volare, trovo giusto raccontare, augurandomi che se qualcun altro si trova in questa situazione possa ricevere la spinta ideale a dire basta.
Circa un mese fa, mia figlia mi ha detto :
"Mamma si vede che cominci a stare bene, perché hai ricominciato a leggere"
venerdì 21 febbraio 2014
Ultime letture 2013
Prima di cominciare l'elenco dei libri che sto leggendo quest'anno, volevo terminare le "recensioni" di quelli del 2013, ma per un motivo o per l'altro non riesco mai.
Faccio quindi qui un piccolo riassunto.
Annie che amava il vento di Joseph Pittman
Brian lavora per un importante studio di Manhattan, e a causa di una malattia deve stare parecchi mesi lontano dal lavoro. Quando finalmente si ristabilisce, decide di fare una sorpresa alla sua fidanzata e collega Maddie, appena tornata da un viaggio di lavoro, ma purtroppo è lui a ricevere una sorpresa, una sgradita sorpresa, trova infatti la sua fidanzata a letto con il loro capo.
Decide quindi di lasciare tutto e tutti e di prendersi del tempo per riflettere.
Parte quindi senza una meta, finché un bellissimo mulino a vento attira la sua attenzione e lui decide di fermarsi per un po' in questo paesino.
Ai piani bassi di Margaret Powell
Margaret è la seconda figlia di una modesta famiglia inglese nell'Inghilterra di inizio 900, e come molte di lei all'epoca viene mandata presso una famiglia a fare la sguattera di cucina.
Fra il personale c'è una complessa gerarchia e su tutti la fa da padrona la cuoca, posto a cui anche la protagonista ambisce.
Uno sguardo molto interessante, a volte divertente a volte triste, sulla dura vita che il personale di servizio faceva, spesso lavorando per famiglie con pochissimi mezzi, ma disposti a tutto pur di mantenere la facciata di nobiltà che avevano avuto per anni.
La cosa incredibile é che dopo aver scritto questo libro la protagonista é diventata ricchissima, dopo aver fatto una vita di sacrifici.
Triologia di Sylvia Day
Questa trilogia racconta la storia fra Gideon Cross e Eva Tramell, ricalcando molto la trama delle sfumature.
Per alcuni versi mi è piaciuto di più della precedente trilogia, anche se diverse cose che non anticipo per non fare spolier mi hanno proprio lasciata basita ...
Lettura piacevole, non pesante, anche se a parere mio si sarebbe potuto farne un solo libro ben fatto, infatti sia nel secondo che nel terzo libro, parecchie pagine sono riassunti del primo libro per spiegare "chi è chi".
In un commento finale la scrittrice precisa che ci sarà un quarto e ultimo libro per sapere come va a finire la storia fra i due protagonisti.
Faccio quindi qui un piccolo riassunto.
Annie che amava il vento di Joseph Pittman
Brian lavora per un importante studio di Manhattan, e a causa di una malattia deve stare parecchi mesi lontano dal lavoro. Quando finalmente si ristabilisce, decide di fare una sorpresa alla sua fidanzata e collega Maddie, appena tornata da un viaggio di lavoro, ma purtroppo è lui a ricevere una sorpresa, una sgradita sorpresa, trova infatti la sua fidanzata a letto con il loro capo.
Decide quindi di lasciare tutto e tutti e di prendersi del tempo per riflettere.
Parte quindi senza una meta, finché un bellissimo mulino a vento attira la sua attenzione e lui decide di fermarsi per un po' in questo paesino.
Ai piani bassi di Margaret Powell
Margaret è la seconda figlia di una modesta famiglia inglese nell'Inghilterra di inizio 900, e come molte di lei all'epoca viene mandata presso una famiglia a fare la sguattera di cucina.
Fra il personale c'è una complessa gerarchia e su tutti la fa da padrona la cuoca, posto a cui anche la protagonista ambisce.
Uno sguardo molto interessante, a volte divertente a volte triste, sulla dura vita che il personale di servizio faceva, spesso lavorando per famiglie con pochissimi mezzi, ma disposti a tutto pur di mantenere la facciata di nobiltà che avevano avuto per anni.
La cosa incredibile é che dopo aver scritto questo libro la protagonista é diventata ricchissima, dopo aver fatto una vita di sacrifici.
Triologia di Sylvia Day
Questa trilogia racconta la storia fra Gideon Cross e Eva Tramell, ricalcando molto la trama delle sfumature.
Per alcuni versi mi è piaciuto di più della precedente trilogia, anche se diverse cose che non anticipo per non fare spolier mi hanno proprio lasciata basita ...
Lettura piacevole, non pesante, anche se a parere mio si sarebbe potuto farne un solo libro ben fatto, infatti sia nel secondo che nel terzo libro, parecchie pagine sono riassunti del primo libro per spiegare "chi è chi".
In un commento finale la scrittrice precisa che ci sarà un quarto e ultimo libro per sapere come va a finire la storia fra i due protagonisti.
domenica 5 gennaio 2014
59 - Le ossa dei perduti
Le ossa dei perduti
Kathy Reichs
ed. Rizzoli
pag. 378
La storia comincia con una ragazzina con la pelle olivastra che viene investita in una zona poco raccomandabile e viene lasciata li a morire.
Temperance Brennan prende molto a cuore questo caso, ma per fare un favore al marito Pete parte per l'Afghanistan per stabile se un soldato americano ha sparato a dei civili per legittima difesa o meno.
Come dicevo nel post precedente troppe coincidenze, ho dato quattro stelline comunque perché lo stile in cui Kathy Reichs scrive è molto avvincente e riesce a far scattare in me la molla "ancora una pagina", quel voler sapere a tutti i costi cosa succederà.
58 - La voce delle ossa
La voce delle ossa
Kathy Reichs
ed. Rizzoli
pag. 360
Kathy Reichs è una delle mie scrittrici preferite e riesce sempre a tenermi incollata fino all'ultima pagina.
In questo libro la dottoressa Temperance Brennan si trova a dover indagare su un caso di neonati morti.
Molto intrigante e interessante.
Spesso le sue descrizioni sono troppo dettagliate, ma quando finisco i suoi libri mi accorgo di aver acquisito nuove nozioni su argomenti che non mi sarei mai immaginata.
In questo caso ho imparato molto sui diamanti canadesi e sulle concessioni minerarie relative.
Come sempre però la cosa che mi disturba di questa scrittrice sono le troppe coincidenze che alla fine del libro come tasselli di un puzzle combaciano fra di loro in modo perfetto per poter vedere il risultato finale.
Kathy Reichs
ed. Rizzoli
pag. 360
Kathy Reichs è una delle mie scrittrici preferite e riesce sempre a tenermi incollata fino all'ultima pagina.
In questo libro la dottoressa Temperance Brennan si trova a dover indagare su un caso di neonati morti.
Molto intrigante e interessante.
Spesso le sue descrizioni sono troppo dettagliate, ma quando finisco i suoi libri mi accorgo di aver acquisito nuove nozioni su argomenti che non mi sarei mai immaginata.
In questo caso ho imparato molto sui diamanti canadesi e sulle concessioni minerarie relative.
Come sempre però la cosa che mi disturba di questa scrittrice sono le troppe coincidenze che alla fine del libro come tasselli di un puzzle combaciano fra di loro in modo perfetto per poter vedere il risultato finale.
57 - Storia di Irene
Storia di Irene
Erri De Luca
ed. Feltrinelli
pag. 112
E' il primo libro che leggo di Erri De Luca, e ho voluto cominciare con questo per avere un assaggio.
Non penso che potrà entrare nella top ten dei miei scrittori preferiti, ma non mi è nemmeno dispiaciuto.
Il libro si suddivide in tre storie.
La prima storia è quella di Irene, che è appunto il titolo.
Irene è una ragazzina orfana di 14 anni che vive solo in un'isoletta greca e che nuota come un delfino. Irene è incinta e sull'isola in molti si chiedono chi possa essere il padre.
Poco prima di partorire fa amicizia con uno scrittore anziano che vive sull'isola e gli racconta la sua storia.
Non il mio genere di letteratura, ma comunque leggibile.
la seconda storia, "Il cielo in una stalla", è un racconto di poche pagine sulla fuga in barca di notte di un gruppo di uomini, durante la seconda guerra mondiale, che da Napoli vanno verso Capri, visto che sull'isola la guerra non è arrivata.
la terza storia, "Una cosa stupida", è un racconto breve anche questo, ma che da solo vale tutto il libro.
Erri De Luca
ed. Feltrinelli
pag. 112
E' il primo libro che leggo di Erri De Luca, e ho voluto cominciare con questo per avere un assaggio.
Non penso che potrà entrare nella top ten dei miei scrittori preferiti, ma non mi è nemmeno dispiaciuto.
Il libro si suddivide in tre storie.
La prima storia è quella di Irene, che è appunto il titolo.
Irene è una ragazzina orfana di 14 anni che vive solo in un'isoletta greca e che nuota come un delfino. Irene è incinta e sull'isola in molti si chiedono chi possa essere il padre.
Poco prima di partorire fa amicizia con uno scrittore anziano che vive sull'isola e gli racconta la sua storia.
Non il mio genere di letteratura, ma comunque leggibile.
la seconda storia, "Il cielo in una stalla", è un racconto di poche pagine sulla fuga in barca di notte di un gruppo di uomini, durante la seconda guerra mondiale, che da Napoli vanno verso Capri, visto che sull'isola la guerra non è arrivata.
la terza storia, "Una cosa stupida", è un racconto breve anche questo, ma che da solo vale tutto il libro.
giovedì 2 gennaio 2014
2014 Woman Challenge
Ho ricevuto l'invito a partecipare anche quest'anno alla sfida di lettura Woman Challenge da parte di Valentina di Peek a book.
La sfida consiste nel leggere libri scritti da donne.
La sfida si svolge su diversi livelli, ognuno può scegliere il suo :
Livello 1: BABY GIRL - leggi da 1 a 5 libri scritti da un'autrice donna
Livello 2: GIRLS POWER - leggi da 6 a 10 libri scritti da un'autrice donna
Livello 3: SUPER GIRL - leggi da 11 a 15 libri scritti da un'autrice donna
Livello 4: WONDER WOMAN - leggi più di 16 libri scritti da un'autrice donna
Mi sono iscritta con il libello 4, visto che nel 2013 l'ho ampiamente raggiunto !
Fra le altre regole che potrete trovare qui, assieme al modulo d'iscrizione, bisogna citare le nostre 3 scrittrici preferite, le mie sono :
- Kathy Reichs
- Torey L. Hayden
- Jeanne Kalogridis
Nel 2013 ad un certo punto mi sono persa con gli aggiornamenti, aggiorno quindi qui la lista totale dei libri del 2013 Woman Challenge :
- 50 smagliature di Gina di Rossella Calabrò
- Caffè Babilonia di Marsha Mehran
- Il sapore dei semi di mela di Katharina Hagena
- Honeymoon di Banana Yoshimoto
- La Fuggitiva di Tracy Chevalier
- Niente mi basta di Giulia Quarenghi
- Miss Alabama e la casa dei sogni di Fannie Flagg
- La grande casa di Nada Malanima
- Il sapore del curry di Mary Anne Mohanraj
- Estasi culinaria di Muriel Burbery
- L'amore rubato di Dacia Maraini
- P.S. I Love You di Cecilia Ahern
- La ragazza con il violino di Virginia Euwer Wolff
- Il ballo di Irène Némirovsky
- Se la Casa é vuota di Isabella Bossi Fedrigotti
- Le bambine di Sugar Beach di Helene Cooper
- La strada di Smirne di Antonia Arslan
- Fiori nel fango di Hillary Jordan
- La sinfonia di Parigi e altri racconti di Irène Némirovsky
- La parte più tenera di Ruth Reichl
- L'albero delle lattine di Anne Tyler
- Strane creature di Tracy Chevalier
- La figlia della fortuna di Isabel Allende
- Io prima di te di Jojo Moyes
- Annus Mirabilis di Geraldine Brooks
- Il paese delle donne di Yang Erche Namu
- Scomparsa di Chevy Stevens
- La bambina con la neve fra i capelli di Ninni Schulman
- Il treno dell'ultima notte di Dacia Maraini
- Alla corte dei Borgia di Jeanne Kalogridis
- Le ricette segrete della cucina dell'amore di Melissa Senate
- Venivamo tutte per mare di Julie Otsuka
- Le ossa del ragno di Kathy Reichs
- Il ritorno del soldato di Rebecca West
- Costretta al silenzio di Linda Castillo
- L'albero di fagioli di Barbara Kingsolver
- La cucina delle spezie di Amit Majmudar
- La voce delle ossa di Katy Reichs
- Le ossa dei perduti di Kathy Reichs
- Ai piani bassi di Margareth Powell
- A nudo per te di Silvia Day
- Riflessi di te di Silvia Day
- Nel profondo di te di Silvia Day
domenica 3 novembre 2013
56 - La cucina delle spezie
La cucina delle spezie
di Amit Majumdar
pag. 279
ed. Frassinelli
La cucina delle spezie è un racconto molto delicato di una mamma di origini indiani, che in seguito al matrimonio ha raggiunto il marito, indiano come lei, negli Stati Uniti.
La vita da moglie e le due gravidanze hanno fatto si che mettesse da parte i suoi studi in medicina per dedicarsi alla casa e alla famiglia.
Il figlio Ronak, Ron per gli amici americani, ha sposato una ragazza non indiana, ha tre figli e un lavoro a Wall Street che lo fa vivere nel lusso.
La figlia Mala, sposata con un indiano tramite un matrimonio combinato, ha due figli, lavora come medico e ha poco tempo per coltivare le sue origini.
Sarà proprio la malattia della mamma, il suo amore per le tradizioni da tramandare e le ricette del suo paese d'origine a riavvicinarli tutti e a dissipare tensioni che si sono accumulate nel corso degli anni.
Il libro mi è piaciuto molto, senza voler essere un capolavoro è una storia molto piacevole, anche se con lo spettro della malattia che fa sempre da sfondo a tutti i capitoli.
Mi ha ricordato molto nell'atmosfera il libro "Profumo di spezie proibite" di Priya Basil.
venerdì 1 novembre 2013
55 - Il vecchio che leggeva romanzi d'amore
Il vecchio che leggeva romanzi d'amore
Luis Sepùlveda
pag. 132
ed. Tea
Come ho già scritto in parecchi commenti su FB le mie figlie dal 2 settembre frequentano entrambe una scuola superiore.
Tutte e due hanno ricevuto una lista con un elenco di titoli da leggere durante l'anno, chiaramente non tutti!
Lucrezia, la più grande, ha ricevuto una lista molto interessante, composta da alcuni classici e da parecchi bei titoli, alcuni li ho letti, altri mi piacerebbe leggerli.
Uno dei libri consigliati è proprio questo di Luis Sepùlveda, del quale ha ricevuto un estratto per un lavoro di italiano.
Questo breve riassunto del libro ci è piaciuto così tanto che siamo andate subito a cercarlo.
E devo dire che questo racconto è veramente bello. Un inno alla lettura e al gustare il più possibile le parole scritte, immergendosi nella lettura sillaba per sillaba, assaporando in pieno il piacere che leggere ci procura.
Trama:
Antonio José Bolìvar Proaño è un uomo, lo si potrebbe definire "anziano", ma di preciso non si sa quanti anni ha.
Ha sempre vissuto in Amazzonia e in seguito ad un'onta subita si trasferisce con la moglie a pochi passi dalla tribù degli Shuar, dai quali apprende come vivere rispettando la natura e gli animali e tutte le cose necessarie per poter sopravvivere in questa zona ancora oggi selvaggia.
Rimasto vedovo Antonio José Bolìvar Proaño scopre l'amore per la lettura, scoprendo pagina dopo pagina posti a lui sconosciuti e imparando cos'è l'amore.
Questo libro partecipa al Venerdì del libro.
54 - L'albero di fagioli
L'albero di fagioli
Barbara Kingsolver
pag. 304
ed. Sperling & Kupfer
Questo libro mi è piaciuto moltissimo e l'ho letto in fretta.
Molto semplice, senza grandi colpi di scena, si rivela pagina dopo pagina.
Fanno da sfondo alla storia la vita difficile degli immigrati messicani clandestini in America, e diversi personaggi che mettono in rischio la loro incolumità pur di poter dare una speranza a persone che se restassero nel loro paese rischierebbero la vita.
Ho apprezzato questi personaggi, dalla dolcissima Edna all'acida Virgie Mae, passando da Esperanza e Esteban, una coppia che nasconde un segreto molto doloroso e arrivando fino all'eccentrica Mattie che fa la gommista e coltiva un orto fuori dal normale, ma che ha un cuore d'oro.
Tutti assieme a formare quanto di più simile a una famiglia ci possa essere.
Trama:
Taylor è una ragazza americana che vive in piccolissimo paesino del Kentucky che non offre molto alle nuove generazioni.
Dopo aver risparmiato abbastanza per comperarsi un vecchio maggiolino scassato decide di andarsene in cerca di fortuna.
Durante una sosta le viene affidata la piccola Turtle, una bimba pellerossa, con qualche problema.
Dopo aver soggiornato e lavorato per un po' di tempo in un albergo, arriva infine in Oklahoma dove farà la conoscenza con Lou Ann, una ragazza del Kentucky come lei, che è appena stata lasciata dal marito con un bimbo appena nato.
giovedì 5 settembre 2013
53 - Costretta al silenzio
Costretta al silenzio
Linda Castillo
pag. 419
Fanucci Editore
Ho letto moltissimo fino a metà giugno, ma poi non so perché ho rallentato, di solito durante le vacanze si ha molto più tempo per leggere, e il tempo non mi è di sicuro mancato, complici anche parecchi viaggi in treno, eppure da parecchio tempo mi sto trascinando dei libri.
Di solito leggo un libro alla volta, se non mi piace molto cerco comunque di finirlo, lo so che c'è il diritto di lasciare un libro a metà, ma proprio non ce la faccio ...
Attualmente ho sul comodino 4 libri cominciati e continuo a rimandarli, non mi decido a finirli e non mi viene molta voglia di leggere niente altro.
Il primo è "Il gioco di Gerald" di Stephen King, che a dire la verità non so nemmeno dove l'ho messo, ma è quasi un anno che ce l'ho in lettura e proprio non mi manca.
Il secondo libro è molto interessante ed è "Il Duca" di Piero Gattari, parla della vera storia di Federico di Montefeltro, duca di Urbino.
L'argomento mi piace molto, sono un appassionata delle biografie storiche, trovo però che lo stile narrativo sia un po' troppo infarcito di dettagli su altri personaggi e sulle varie battaglie e che dia un po' troppo spazio a tutto il contorno e tralasci spesso il vero protagonista di questa biografia.
Il terzo è "The restaurant Man" di Joe Bastianich, il libro è interessante e tratti di temi inerenti al mio lavoro, ma Bastianich è arrogante e presuntuoso, moltissime cose che lui spaccia per sue idee o sue invenzioni si usavano già trenta anni fa negli alberghi e ristoranti dove ho fatto gli apprendistati ...
Il quarto è "Scentology" di Jenna Miscavige Hill ed è la storia narrata direttamente da Jenna, nipote del big boss di Scientology, molto interessante l'argomento, ma ripete spesso gli stessi concetti ed è molto ricco di dettagli irrilevanti che appesantiscono un po' la lettura.
Lunedì stavo raccontando appunto a mia sorella di questa mia fase di calma piatta letteraria, c'è il blocco dello scrittore, io ero sicura di avere quello del lettore, quando lei mi da il pacchetto per il mio compleanno, che conteneva una bellissima foto di noi due assieme e tre libri, uno dei quali "Costretta al silenzio" di Linda Castillo e mi dice che con questo libro il blocco mi sarebbe di sicuro passato.
Come mi conosce bene !!! Ho letto in due sere le 419 pagine ed ero dispiaciutissima di averlo finito quando ho scoperto che questo è il primo di una serie di Thriller ambientati in Ohio in cui una comunità Amish e la popolazione inglese vivono a stretto contatto.
Mi è piaciuto moltissimo e non vedo l'ora di leggere il secondo romanzo, per ora da noi il terzo non è ancora stato pubblicato.
Molto bello e scorrevole lo stile di questa scrittrice, ti viene voglia di leggerne ancora solo una pagina e ti ritrovi a mezzanotte con gli occhi che ti si chiudono e tu che non vuoi mollare.
Questo libro partecipa a "100 libri in un anno", "Tributes Reading Challenge", "Reading Challenge 2013", "Woman Challenge".
52 - Il ritorno del soldato
Il Ritorno del Soldato
Rebecca West
pag. 144
Ed. Neri Pozza
Mentre stavo per fare un viaggio in treno mi sono accorta che non avevo con me nessun libro, e mi sono lasciata conquistare da questo romanzo piccolo piccolo.
All'inizio questo libro mi sembrava un po' un Harmony storico ambientato durante la prima guerra mondiale, ma mentre lo si legge si intuisce che la storia non avrà il finale classico e che la guerra riesce a ferire le persone in molti modi, e spesso le ferite che non si vedono sono quelle che fanno più male.
Quando l'ho finito ho avuto voglia di guardare il film "Sommersby" dove Richard Gere interpreta un soldato che torna a casa dal fronte, ma dove non tutto è come sembra.
Ho trovato alcune parti un po' noiosette, soprattutto quando la cugina si lascia andare a pensieri bui e troppo introspettivi che appesantiscono la lettura, comunque molto scorrevole.
Trama dal sito dell'editore.
La Grande Guerra è scoppiata, e per la prima volta l'intera generazione maschile inglese, borghese e aristocratica, si ritrova in trincea. Le donne restano sole a fare da capofamiglia o vengono catapultate fuori della cerchia domestica in ruoli prima impensabili: guidano autoambulanze, vestono abiti maschili, assistono i soldati, curano e alleviano le ferite di poveri corpi.
Jenny e Kitty no. Loro vivono la loro vita di sempre da quando Chris, cugino della prima e marito della seconda, è andato a fare il suo dovere sul fronte francese.
Vivono nella bella casa di Baldry Court che Chris, dopo il matrimonio, si è deciso a ricostruire affidando i lavori a un gruppo di architetti che, in possesso di un meticoloso occhio da «manicure», ha rimodellato quella vecchia dimora in una residenza degna di innumerevoli servizi fotografici sulle riviste illustrate.
In questo universo chiuso, quasi claustrofobico si aggira Kitty che, capelli biondi sciolti sulle spalle e giacchettine di seta ricamate a boccioli di rosa, tenta di rimuovere il lutto per il figlio prematuramente scomparso. Nel guscio lucido ed elegante di Baldry Court, Jenny coltiva, invece, in sottile complicità con Kitty, il suo amore inconfessato per il cugino Chris. Il fragile eppure perfetto equilibrio viene rotto il giorno in cui compare nell'algido salotto di Baldry Court Margaret Grey, una donna che, benché abbia un corpo ben fatto, è così trascurata nell'aspetto da apparire agli occhi di Jenny e Kitty come un bel guanto che, caduto dietro il letto, si trasforma in un oggetto orribile coperto di polvere e lanugine. Margaret annuncia alle due donne che Chris, colpito da «shock da bombardamento», ha perduto la memoria. Jenny e Kitty mostrano di non credere minimamente al racconto della sgraziata sconosciuta. Quando il capitano ritorna, però, le due donne si ritrovano davanti alla più crudele e inaspettata realtà: Chris non ricorda nulla di Kitty e della sua algida e lunare bellezza.
Della devota Jenny, poi, conserva soltanto la vaga immagine di una compagna d'infanzia. I ricordi del soldato si fermano soltanto al suo grande amore di quindici anni prima, a quella che appare essere l'unica donna della sua vita: Margaret, la ragazza precocemente invecchiata, la più improbabile delle rivali.
Questo libro partecipa a "100 libri in un anno", "Tributes Reading Challenge", "Reading Challenge 2013", "Woman Challenge".
mercoledì 4 settembre 2013
51 - Oltre la rottamazione
Oltre la rottamazione
Matteo Renzi
pag. 112
Mondadori
Non so perché mi piace Matteo Renzi, o meglio so perché mi piace adesso, ma fin da subito quando l'ho visto la prima volta mi sono detta : "ecco un politico diverso".
Sarà stata la sua aria da bravo ragazzo, da scout under 40 come si definisce lui...
Sarà perché al contrario di quello che lui dice la politica non è un fatto anagrafico, conta certo l'esperienza, ma conta moltissimo anche la voglia di cambiare, di rinnovare, di non volersi sedere sugli allori...
Sarà che ha fatto suo il motto "Lasciate questo mondo migliore di come l'avete trovato" di G. Baden Powell, fondatore degli scout...
Sarà che a vederlo girare a Firenze in bicicletta c'ha quell'aria da fiorentino al lavoro...
Sarà che è il sindaco della mia città preferita...
Ma di sicuro dopo aver letto il suo libro e aver seguito la sua pagina FB so che mi piace per quello che pensa, per come lo dice, ma soprattutto perché "FA", e questo non è da tutti.
Un post nato per parlare di questo libro che ho divorato in poche ore, al quale ho fatto cose che mai nella mia vita avevo fatto ad altri (tipo orecchie e sottolineature, molte sottolineature), si sta trasformando nella prossima campagna elettorale per il sindaco Renzi, tranquilli io non posso nemmeno votare in Italia ;) e dei partiti italiani non capisco praticamente nulla, e se devo dirla tutta ho un po' gufato contro di lui quando si parlava di una poltrona a Roma, spero che mi scusi, ma volevo tenerlo lontano ancora un po' dalla fossa delle iene (lo so che erano leoni, ma al giorno d'oggi ...)
Il suo libro mi è piaciuto molto, è un libro positivo, che mi ha fatto ridere e sorridere, mi ha fatto capire meglio certi meccanismi assurdi della politica, mi ha fatto quasi annegare nella complessa burocrazia italiana ma soprattutto mi ha dato parecchi spunti di riflessione.
Ho amato moltissimo il racconto vero sulla Signora Rita, che si lamenta di tutte le mancanze vere o presunte di Matteo Renzi, ma appena un giornalista prova ad attaccarlo lei controbatte : "Fermo lì, te. Come ti permetti? Il mio sindachino me l'offendo da sola"
Ecco alcune frasi che mi sono rimaste "attaccate" di questo libro :
- preferisco ammirare che invidiare
- un leader è chi leggendo i sondaggi, prova a cambiarli, non a contestarli
- quando si sbaglia si usa sempre l' "io", quando si vince si usa sempre il "noi"
- nell'esperienza da sindaco, agisco laicamente : ho giurato sulla Costituzione, non sul Vangelo. Rappresento la città, tutta intera, non solo quella che va a messa la domenica.
- occorre far sì che il domani torni a essere il domani. Che esprima un'idea di Italia non solo per i prossimi tre mesi, ma magari per i prossimi venti anni. Un paese che non stia a piangere sui cervelli in fuga ma che provi ad attrarre i cervelli di chi vuol venire.
- ... guardandoci allo specchio la mattina dobbiamo abituarci a pensare che le scelte per un Paese non si fanno per le elezioni successive, ma si fanno per le generazioni successive.
Il futuro è passione, è sfida, è curiosità
Questo libro partecipa a "Io leggo italiano", "100 libri in un anno", "Tributes Reading Challenge", "Reading Challenge 2013".
Iscriviti a:
Post (Atom)












