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martedì 10 novembre 2015

Il Fu Mattia Pascal


Il Fu Mattia Pascal
Luigi Pirandello
ed. Giunti
pag. 320

Questo libro mi ricorda sempre di quanta differenza possa fare un buon insegnante nella formazione dei ragazzi.
Al ginnasio avevo una docente di italiano, professoressa Siebenburger, che aveva una vera passione per la letteratura, e che mi ha fatto amare Verga, Pirandello, Carducci e altri grandi della letteratura italiana, mi ricordo l'esame finale come un bel momento, l'occasione per ridare alla professoressa tutto quello che mi aveva dato nei due anni in cui era stata la mia docente, e l'occasione per mostrare agli esperti (o periti d'esame) quanto era riuscita a trasmettermi questa piccola donna in poco tempo.
Sono consapevole che l'amore per la lettura che ho fin da piccola abbia fatto la sua parte, altri miei compagni non amavano leggere, ma ancora oggi, a parecchi anni di distanza se penso a questa professoressa mi torna il sorriso sulle labbra al pensiero della passione per la professione che trapelava dalle sue lezioni.

Il romanzo parla di Mattia Pascal che scopre in seguito ad una grossa vincita a Montecarlo che tutti lo credono morto.
Decide quindi di non parlare del malinteso ma di ricominciare da zero la sua vita, inventandosi una nuova identità e cambiando paese.
Ma purtroppo non sarà tutto cosi facile, fin da subito,


venerdì 9 gennaio 2015

Tutte le mie preghiere guardano verso ovest


Tutte le mie preghiere guardano verso ovest
Paolo Cognetti
pag. 108
Ed. EDT
****

Ho scelto questo libro principalmente per la categoria viaggi della sfida di lettura LeggiAmo 2015, così a scatola chiusa in quanto non ho mai letto niente di questo scrittore, e mi è piaciuto moltissimo.
Il libro è piccino, non molte pagine, ma ho voluto gustarmele, assaporarmele.
Racconta la città di New York vista attraverso i suoi piatti, che qui, più che altrove, offre il maggior numero di cucine etniche.

Fa parte della collana "Allacarta" che citando il risvolto di copertina è una collana in cui grandi scrittori contemporanei raccontano le grandi città del mondo attraverso il cibo. Ogni viaggio, una storia. Ogni storia, un piatto.

Di questa collana avevo già letto "La famiglia Tortilla", che avevo scelto sia perché mi piace Malvaldi, sia perché Barcellona è una delle città che mi piacerebbe maggiormente visitare.
Come dicevo sopra non conosco Paolo Cognetti e per quanto mi piacerebbe visitare New York, non rientra fra le mie top ten.
Ma mi sono ritrovata a passeggiare con lui per le strade, a girare in bicicletta, a guardare fuori dai bus, a prendere la metropolitana, a salire su un traghetto, tutto per visitare questa città che è diventata così popolosa nel giro di trecento anni, quasi sempre in un itinerario gastronomico scelto non in base a stelle od altro, ma in base alle sensazioni personali dello scrittore.
A volte il viaggio è stato anche fra le persone di varie etnie che compongono la città, con la compagnia fissa di alcuni amici degni dello stereotipo da film.
Mi è piaciuto molto anche il fatto che nonostante lui conosca bene la città, ci siano ancora molte cose che riescono a sorprendo, come riuscirebbero a sorprendere qualsiasi persona che la visiterebbe per la prima volta.

Alla fine del libro c'è una serie di indirizzi golosi, ma Cognetti avverte che durante la vostra prossima visita potreste non trovarli, perché la città cambia in modo quasi perpetuo e non sta mai ferma.

Ho amato molto il paragrafo in cui immaginava di cucinare per il giorno del Ringraziamento :
"Comunque il menu del Ringraziamento l'ho studiato con cura: avevo già accarezzato l'idea di soffriggere sedano e carote nel burro, scioglierci dentro castagne bollite e mollica di pane, aggiungere timo e maggiorana e farcire con questo composto un tacchino di almeno dieci chili.
Avevo fantasticato di massaggiarlo con sale e pepe, strofinarlo con il limone,  infornarlo tra fette di mela e bagnarlo con il  vino bianco."
Trovo che sia poesia e amore per la cucina.

Mi sono piaciute anche le seguenti frasi:
"Ci sono luoghi di New York che si oppongono ai cambiamenti come i sassi in mezzo al fiume"

"...anche seduti a tavola non bisognerebbe mai smettere di andare" (parlando dei diner, carrozze ristorante)

"A New York gli orti scompaiono nei momenti di benessere e ricompaiono con le crisi"

(I pescatori) "Indossano berretti di lana e sudici giacconi imbottiti. Ogni tanto recuperano la lenza e la gettano di nuovo al largo, poi appoggiano la canna alla ringhiera, si accendono una sigaretta, la fumano osservando i gabbiani e le acque oleose dell'East River. Come tutti i pescatori hanno l'aria di aspettare qualcuno che non torna, o la barca che doveva passare a prenderli e non è mai arrivata."

Qui potete trovare il suo blog personale, mentre qui parla di questo libro.

mercoledì 4 settembre 2013

51 - Oltre la rottamazione


Oltre la rottamazione
Matteo Renzi
pag. 112
Mondadori

Non so perché mi piace Matteo Renzi, o meglio so perché mi piace adesso, ma fin da subito quando l'ho visto la prima volta mi sono detta : "ecco un politico diverso".

Sarà stata la sua aria da bravo ragazzo, da scout under 40 come si definisce lui...
Sarà perché al contrario di quello che lui dice la politica non è un fatto anagrafico, conta certo l'esperienza, ma conta moltissimo anche la voglia di cambiare, di rinnovare, di non volersi sedere sugli allori...
Sarà che ha fatto suo il motto "Lasciate questo mondo migliore di come l'avete trovato" di G. Baden Powell, fondatore degli scout...
Sarà che a vederlo girare a Firenze in bicicletta c'ha quell'aria da fiorentino al lavoro...
Sarà che è il sindaco della mia città preferita...

Ma di sicuro dopo aver letto il suo libro e aver seguito la sua pagina FB so che mi piace per quello che pensa, per come lo dice, ma soprattutto perché "FA", e questo non è da tutti.

Un post nato per parlare di questo libro che ho divorato in poche ore, al quale ho fatto cose che mai nella mia vita avevo fatto ad altri (tipo orecchie e sottolineature, molte sottolineature), si sta trasformando nella prossima campagna elettorale per il sindaco Renzi, tranquilli io non posso nemmeno votare in Italia ;) e dei partiti italiani non capisco praticamente nulla, e se devo dirla tutta ho un po' gufato contro di lui quando si parlava di una poltrona a Roma, spero che mi scusi, ma volevo tenerlo lontano ancora un po' dalla fossa delle iene (lo so che erano leoni, ma al giorno d'oggi ...)

Il suo libro mi è piaciuto molto, è un libro positivo, che mi ha fatto ridere e sorridere, mi ha fatto capire meglio certi meccanismi assurdi della politica, mi ha fatto quasi annegare nella complessa burocrazia italiana ma soprattutto mi ha dato parecchi spunti di riflessione.

Ho amato moltissimo il racconto vero sulla Signora Rita, che si lamenta di tutte le mancanze vere o presunte di Matteo Renzi, ma appena un giornalista prova ad attaccarlo lei controbatte : "Fermo lì, te. Come ti permetti? Il mio sindachino me l'offendo da sola"

Ecco alcune frasi che mi sono rimaste "attaccate" di questo libro :
  • preferisco ammirare che invidiare
  • un leader  è chi leggendo i sondaggi, prova a cambiarli, non a contestarli
  • quando si sbaglia si usa sempre l' "io", quando si vince si usa sempre il "noi"
  • nell'esperienza da sindaco, agisco laicamente : ho giurato sulla Costituzione, non sul Vangelo. Rappresento la città, tutta intera, non solo quella che va a messa la domenica.
  • occorre far sì che il domani torni a essere il domani. Che esprima un'idea di Italia non solo per i prossimi tre mesi, ma magari per i prossimi venti anni. Un paese che non stia a piangere sui cervelli in fuga ma che provi ad attrarre i cervelli di chi vuol venire.
  • ... guardandoci allo specchio la mattina dobbiamo abituarci a pensare che le scelte per un Paese non si fanno per le elezioni successive, ma si fanno per le generazioni successive.
Come mi piace questo sindachino che dice :

Il futuro è passione, è sfida, è curiosità
 
 

Questo libro partecipa a "Io leggo italiano", "100 libri in un anno", "Tributes Reading Challenge", "Reading Challenge 2013".

venerdì 9 agosto 2013

50 - Scacco alla torre

 
Scacco alla torre
Marco Malvaldi
pag. 128
Ed. Felici Editore
 
 
Mi è capitato diverse volte di vedere fra i libri della Sellerio anche quelli di Marco Malvaldi, ma non ne ho mai preso uno.
Forse perché della stessa casa editrice ho deciso di leggere tutti i libri del commissario Montalbano di Camilleri e non volevo cominciare un'altra serie.
 
A luglio ho passato parecchi giorni facendo la spola fra la Toscana e casa e passando davanti alla Feltrinelli di Pisa ho notato una vetrina dedicata ai romanzi ambientati a Pisa, ho deciso di comperarne uno, per immergermi ancora di più in questa fantastica città.
Pensavo di prendere un romanzo, ma quando ho visto questo libro, ho deciso d'istinto che sarebbe stato il libro giusto, e non mi sono sbagliata !
 
Come avevo già detto nel mio post che parlava di Pisa, oltre la torre c'è di più.
Ed è proprio partendo da questo presupposto che Malvaldi, Pisano DOC, ci porta a scoprire la sua città, dal di dentro, prendendoci per mano e passando per le vie del paese meno famose ci porta a conoscere veramente Pisa, a farci vedere quegli scorci che abbagliati dal bianco della torre pendente non vediamo, ed è così che io ho vissuto questa bellissima città, perché a Pisa ogni angolo, è uno scorcio di storia, ogni piazza ha qualcosa da dire, e ogni chiesa, e ce ne sono molte, ha la sua bellezza unica.
 
Un libro che mi ha fatto spesso sorridere, mi ha svelato aneddoti curiosi e mi ha fatto innamorare ancora di più di questa città.
 
Il libro non vuole essere una guida, in effetti non contiene ne cartine, ne indirizzi ne altro, ma vuole solo insegnarci ad essere meno turisti e ad immergerci un po' di più nei tesori che secoli di storia ci hanno lasciato in eredità.
 

domenica 9 giugno 2013

46 - La cucina degli amori impossibili

La cucina degli amori impossibili
Roberto Perrone
pag. 290
ed. Mondadori

Lo scrittore è un giornalista sportivo del Corriere della sera, scrive anche di viaggi e di enogastronomia ed ha coniugato queste tre cose nella trama di questo libro appena uscito in libreria.
La storia mi è piaciuta molto, anche se leggendo la trama e la frase sul retro del libro :
"Due cuori e due cucine. Amori e dissapori tra i fornelli di due ristoranti d'eccellenza"
mi aspettavo qualcosa d'altro, ma questa è colpa mia.
Pensavo che i due innamorati si sarebbero fatti la guerra a suon di ricette e di stelle, invece il libro è quasi tutto incentrato sul passato, su cosa è successo e su cosa ha portato a questa situazione di "guerra" fra i due ristoranti, per poi liquidare alla fine in poche pagine l'epilogo della storia fra i due.
Ho trovato lo stile narrativo poco scorrevole, era sempre il protagonista che parlava e parlava, ci ho messo una vita a finirlo


Trama dal sito dell'autore.
Forse due ristoranti “stellati” sono troppi per un piccolo borgo, anche se quel piccolo borgo è incastonato nello splendido ed esclusivo scenario della Riviera ligure: la rivalità diventa inevitabile e il conflitto aperto molto probabile.

È quello che succede tra i Cavasso e i Maggiorasca, le famiglie titolari dei due ristoranti pluripremiati, da sempre vicinissime, da sempre irriducibilmente contrapposte.

Cesare Cavasso, uomo eccentrico e autoritario cuoco di genio, ma abituato a tiranneggiare parenti e sottoposti, sostiene che Vittorio Maggiorasca, ex sous chef nel suo ristorante prima di mettersi in proprio, gli abbia rubato le ricette; Vittorio, al contrario, ritiene che sarebbe stato Cesare a ispirarsi alle sue idee.

La loro rivalità dura per due decenni, senza che Vittorio riesca a ottenere l’agognata terza stella (quella che fa veramente la differenza).

Fino all’improvvisa morte del patriarca Cavasso. Per i Maggiorasca è finalmente il momento di sorpassare i rivali, rimasti senza guida; e per farsi sostenere in questa impresa fanno rientrare la figlia Rossella, che nel frattempo è diventata socia di un ristorante a Boston.

Sullo stesso aereo che la riconduce in Italia c’è anche Augusto Cavasso, il figlio di Cesare, affascinante giocatore di basket, che è divenuto una star della NBA dopo essersi allontanato vent’anni prima dall’Italia per non dover seguire le orme del padre, e che adesso sta tornando a casa per i funerali e per raccoglierne, malvolentieri, l’eredità.

Tra i due, che non si conoscono, scatta, immediata, un’attrazione fortissima, ma basta scendere dall’aereo perché tutto si complichi. Lo sgomento che, a vederli insieme, si dipinge sul volto di sua sorella, rende subito chiaro ad Augusto che quella passione repentina quanto bruciante ha davanti a sé una strada tutta in salita... E così la contesa tra i Cavasso e i Maggiorasca si arricchisce di nuove tonalità, quasi fossero dei moderni Montecchi e Capuleti. Che stavolta, però, si fronteggiano in cucina.

Scandito con la grazia leggera di una favola e l’implacabile geometria di certe felicissime commedie, Roberto Perrone ci regala (ci serve, potremmo quasi dire) un racconto felice e un mistero inatteso lo costringeranno a rimettersi in gioco, trascinandolo in un’avventura che richiede coraggio, quello vero, la forza di guardare indietro e ripercorrere la propria vita come alla moviola, di fare i conti con il passato per affrontare il futuro.
Questo libro partecipa a  "Io leggo italiano", "100 libri in un anno", "Tributes Reading Challenge", "Reading Challenge 2013",  Sfida libri appetitosi.

lunedì 1 aprile 2013

Io leggo italiano marzo


 
Ecco gli scrittori Italiani che ho letto a marzo per la sfida del blog La Fede Librovora  "Io leggo italiano":
 
Il segreto di Ortelia di Andrea Vitali
La strada di Smirne di Antonia Arslan

Ho letto anche Venti racconti allegri e uno triste di Mauro Corona ma non partecipa alla sfida perché ogni scrittore lo si può contare solo una volta.

A gennaio e febbraio avevo letto :
  1. 50 smagliature di Gina di Rossella Calabrò
  2. Niente mi basta di Giulia Quarenghi
  3. La casa dei sette ponti di Mauro Corona
  4. La grande casa di Nada Malanima
  5. L'amore rubato di Dacia Maraini
  6. Se la Casa é vuota di Isabella Bossi Fedrigotti
La sfida consiste nel leggere almeno 10 libri di 10 scrittori italiani diversi, me ne manca solo uno per poter completare la sfida, anche se non penso che mi fermerò a dieci.

mercoledì 6 marzo 2013

26 - La Strada di Smirne


La Strada di Smirne
Antonia Arslan
pag. 285
ed. BUR Biblioteca Universale Rizzoli

Questo é il terzo libro che leggo di Antonia Arslan, ed é il seguito del primo "La masseria delle allodole".
Ho amato moltissimo il primo libro nonostante la crudezza delle descrizioni e l'ho letto tutto d'un fiato, la storia era narrata in modo scorrevole.
Purtroppo da allora sono passati tre anni e all'inizio leggendo "La strada di Smirne", ho fatto fatica a ricordarmi chi é chi, e ho dovuto continuamente guardare l'albero genealogico delle prime pagine, forse sarebbe stato meglio rileggere il primo e poi questo.
Nonostante questo, é un libro bellissimo in cui si parla della persecuzione contro gli armeni da parte dei turchi, e del loro annientamento in seguito all'incendio doloso della città di Smirne nel 1922.
Purtroppo ancora una volta si capisce che le grandi potenze hanno aiutato fino a quando avevano qualcosa da guadagnare, e poi se ne sono lavate le mani.

Trama de "La strada di Smirne" da Anobii.
È finita. La fuga è giunta alla sua conclusione. Al sicuro a bordo di una nave che li condurrà in Italia, Shushanig e i suoi quattro figli si lasciano alle spalle le atrocità che hanno sconvolto la loro vita e sterminato i loro cari e tante altre famiglie armene. Quello è il passato, racchiuso e conservato per sempre tra le pagine della "Masseria delle allodole". Ora una nuova storia incalza. Mentre in Italia i figli di Shushanig si adattano dolorosamente a una nuova realtà, Ismene, la lamentatrice greca che tanto ha fatto per strapparli alla morte, cerca di dare corpo all'illusione di salvare altre vite, prendendosi cura degli orfani armeni che vagano nelle strade di Aleppo, ostaggi innocenti di una brutalità che non si può dimenticare. Ma proprio quando nella Piccola Città dove tutto ha avuto inizio qualcuno torna per riprendere quel che gli appartiene, ogni speranza di ricostruire un futuro compromesso cade in frantumi. La narrazione di Antonia Arslan stupisce per il coraggio di testimoniare fino in fondo le vicende di un popolo condannato all'esilio e per la capacità di dipingere un mondo vivo e pulsante di donne e uomini straordinari. Donne e uomini normali che hanno sofferto senza spezzarsi, attraversando le alte fiamme che, nell'incendio di Smirne, sembravano voler bruciare la speranza di una vita nuova.

Trama de "La masseria delle allodole" da Anobii.

Ispirato ai ricordi familiari dell'autrice, il racconto della tragedia di un popolo "mite e fantasticante", gli armeni, e la struggente nostalgia per una terra e una felicità perdute. La masseria delle allodole è la casa, sulle colline dell'Anatolia, dove nel maggio 1915, all'inizio dello sterminio degli armeni da parte dei turchi, vengono trucidati i maschi della famiglia, adulti e bambini, e da dove comincia l'odissea delle donne, trascinate fino in Siria attraverso atroci marce forzate e campi di prigionia. In mezzo alla morte e alla disperazione, queste donne coraggiose, spinte da un inesauribile amore per la vita, riescono a tenere accesa la fiamma della speranza; e da Aleppo, tre bambine e un "maschietto-vestito-da-donna" salperanno per l'Italia...

Dei tre il mio preferito resta comunque "Il cortile dei girasoli parlanti", 77 brevi racconti di una paginetta o poco più,  piccole storie dell'infanzia, tradizioni che non ci sono più, ricordi di antiche saggezza perdute.


Questo libro partecipa a "LeggiAmo 2013" , "Io leggo italiano", "100 libri in un anno", "Tributes Reading Challenge", "Reading Challenge 2013", "Woman Challenge".

25 - Il Segreto di Ortelia


Il segreto di Ortelia
Andrea Vitali
pag. 159
Ed. Superpocket (Bestsellers)

L'anno scorso ho deciso di conoscere nuovi scrittori, nuovi per me, Andrea Vitali era uno di questi.
Il primo libro che ho letto era "Un amore di zitella" e mi era piaciuto molto, sia per lo stile dello scrittore, sia perchè ambientata a due passi da casa mia, e quindi zone che conosco e riesco a visualizzare, sia perchè nel racconto c'era uno spaccato della gente di paese.
Persone un po' strampalate, con le loro manie e le loro peculiarità, che sembrano un po' irreali e fuori dal tempo, ma chiunque abiti in un paesino sa che esistono davvero.

"Il segreto di Ortelia" è piacevole, molto scorrevole, l'unica cosa che mi ha dato un po' fastidio è che visto il titolo ho continuato a chiedermi : ma qual'è questo segreto?
Nel romanzo di Ortelia si accenna solo qua e la, parlando della sua nascita e della sua timidezza, e parlando del suo matrimonio, ma tutto il libro è incentrato su Amleto e Cirene, i genitori, sulle voglie di lui e sulla sottomissione di lei.
Si parla di lei e del segreto solo negli ultimi capitoli, e poi non mi sembra questo gran segreto.
Alla fine qualche pagina dedicata ad un epilogo che sembra mettere a posto tutto.
Nonostante queste mie considerazioni, l'ho trovato un bel libro, e di sicuro rileggerò altri libri scritti da Vitali.

Trama da Anobii.
Qual è il vergognoso segreto che Cirene Selva confida alla figlia Ortelia? in verità c'è più di un segreto dietro la vicenda di Amleto Selva, giovane garzone senza arte nè parte, ma molto ambizioso, arrivato in paese nel 1919 al seguito di un sensale di bestiame. 
Tanto per cominciare c'è il vero motivo del suo matrimonio con Cirene, timida e bruttina ma destinata ad ereditare la macelleria del padre. 
Poi c'è la sua lunga guerra con la bottega rivale, quella del Bereni:una guerra commerciale che dura da decenni, fatta di colpi bassi dai risvolti esilaranti. Sopratutto c'è la passione del Selva per un'altra carne, un'esuberante vitalità sessuale che nel quieto tran tran paesano genera turbolenze e scandali subito soffocati ma destinati a gettare lunghe ombre sul futuro. 
Sgangherato eroe di una "Dinasty" di provincia, Amleto è il fulcro di una parabola carnale e spassosa ma con un sottile filo d'amarezza, dove le donne - Ortelia e Cirene, ma non solo loro - sono le vere protagoniste.

Questo libro partecipa a "LeggiAmo 2013" , "Io leggo italiano", "100 libri in un anno", "Tributes Reading Challenge", "Reading Challenge 2013", 10 Books Project.

lunedì 4 marzo 2013

24 - Novecento




Novecento
Alessandro Baricco
pag. 62
ed. Universale Economica Feltrinelli

E' il primo libro che leggo di Alessandro Baricco, e mi é piaciuto molto.
Questo racconto é nato come un monologo teatrale ed é uscito nel 1994.
Nel 1998 Giuseppe Tornatore ne ha tratto il film "La leggenda del pianista sull'oceano".
Un librino piccolo piccolo, lo si legge in fretta ma molto bello, scorrevole.
Devo dire che mi é piaciuto anche il finale, non poteva che essere così !
Adesso cercherò di vedere il film, pare che io sia una delle poche che non l'abbia ancora visto.

Trama da Anobii.
Il Virginian era un piroscafo. Negli anni tra le due guerre faceva la spola tra Europa e America, con il suo carico di miliardari, di emigranti e di gente qualsiasi. Dicono che sul Virginian si esibisse ogni sera un pianista straordinario, dalla tecnica strabiliante, capace di suonare una musica mai sentita prima, meravigliosa. Dicono che la sua storia fosse pazzesca, che fosse nato su quella nave e che da lì non fosse mai sceso. Dicono che nessuno sapesse il perché.

Questo libro partecipa a "Io leggo italiano", "100 libri in un anno", Tributes Reading Challenge, Reading Challenge 2013.

giovedì 28 febbraio 2013

Io leggo italiano febbraio




Ecco gli scrittori Italiani che ho letto a febbraio per la sfida del blog La Fede Librovora  "Io leggo italiano":
  1. La grande casa di Nada Malanima
  2. L'amore rubato di Dacia Maraini
  3. Se la Casa é vuota di Isabella Bossi Fedrigotti
Ai quali si aggiungono quelli di gennaio :
  1. 50 smagliature di Gina di Rossella Calabrò
  2. Niente mi basta di Giulia Quarenghi
  3. La casa dei sette ponti di Mauro Corona

Meno di quello che pensavo,  se considero che ho parecchi libri che possono partecipare a questa bella sfida che sono li pronti ad aspettare di essere scelti.

venerdì 1 febbraio 2013

Io leggo Italiano gennaio



Ecco gli scrittori Italiani che ho letto a gennaio del blog La Fede Librovora per la sfida "Io leggo italiano":

  1. 50 smagliature di Gina di Rossella Calabrò
  2. Niente mi basta di Giulia Quarenghi
  3. La casa dei sette ponti di Mauro Corona

Meno di quello che pensavo,  se considero che ho parecchi libri che possono partecipare a questa bella sfida che sono li pronti ad aspettare di essere scelti.

domenica 27 gennaio 2013

11 - La casa dei sette ponti


Mi accorgo che certe volte divento una maniaca della lettura.
Spesso quando so che qualcuno legge mi informo su cosa sta leggendo, se vado a casa di parenti sbircio i libri sui tavolini, com'è successo settimana scorsa a casa di mio cugino che a Natale ha ricevuto due libri di Mauro Corona, che non ho mai letto.
Considerando che lui attualmente sta affrontando degli esami e non ha tempo per leggere, mi ha chiesto se li volevo in prestito, non potevo certo rifiutare !
Ho cominciato con il più piccolo, una sessantina di pagine, potrei definirlo una bella novella, ma mi sembra riduttivo, l'ho letto veramente in meno di mezz'ora, ma il racconto, il modo di narrare mi ha piacevolmente impressionata.
Fin dalle prime pagine mi è sembrato di essere li, di vivere il racconto dal di dentro, grazie alle descrizioni veramente poetiche.

Trama :
Sull'Appennino tosco-emiliano, non lontano dall'Abetone, c'è una valle stretta e tortuosa, e in fondo una casa, una piccola casa con il tetto coperto di plastica colorata e due comignoli che buttano fumo sempre, estate e inverno. Un industriale della seta torna ai boschi dove un tempo andava a far funghi e la vede, quella casa. Malgrado il fuoco acceso sembra disabitata. È incuriosito. Entra. E lì comincia la sua avventura, che lo strappa alla mesta quotidianità del danaro e del potere per precipitarlo dentro un vertiginoso delirio, che è prova e passaggio, alla scoperta di sé.

Queste alcune delle frasi che mi hanno colpito :

parlando di conoscenti:
"Altri erano scomparsi seppur vivi, dispersi nelle città a cercar fortuna mentre gli anni passavano, la fortuna si nascondeva e la vecchiaia trovava loro"

...I ponti gli piacevano, uniscono separazioni, come una stretta di mano unisce due persone.
I ponti cucciono stappi, annullano vuoti, avvicinano lontananze.

... Era verso mezzogiorno, a metà di un ottobre dorato. La valle ardeva nell'incendio dei boschi arrugginiti...

...al cospetto di un portone di legno. Un'anta di castagno antico, consumata dal tempo, graffiata dalle intemperie, sconnessa dagli acciacchi, abbronzata di sole e lisciata dalla lingua del vento.




 
 

venerdì 25 gennaio 2013

io leggo italiano


Sul sito La Fede Librovora parte una sfida chiamata "Io leggo italiano" e consiste nel leggere almeno 10 libri di autori italiani.

Spesso mi accorgo di snobbare gli scrittori italiani, ma quando per un motivo o per l'altro mi lascio tentare, mi accorgo che ci sono degli ottimi scrittori.

Scrittori italiani che conoscevo, e che ho letto nel 2012 :
Simonetta Agnello Horby, Lia levi

Le mie piacevoli scoperte del 2012 sono state :
Andrea Camilleri, AndreaVitali, Cristina Cattaneo, Margaret Mazzantini, Mario Calabresi, Massimo Gramellini, Stefano Benni,

mi sono piaciuti anche, ma non sono scrittori :
Carlo Verdone, Veronica Pivetti, Flavio Insinna

Altri scrittori italiani letti nel 2012 :
Rossana Calabrò, Niccolò Ammaniti, Massimiliano Verga,
Luciana Littizzetto/Franca Valeri,

16 libri nel 2012, un miglioramento se considero che nel 2011 ne avevo letti solo 3 :
Francesco Nuti, Daniela Palumbo, Daniela Pizzagalli.

Ecco gli scrittori italiani che mi piacerebbe leggere nel 2013 :
  1. Andrea Camilleri "La forma dell'acqua"
  2. Alberto Angela "Una giornata nell'antica Roma"
  3. Margaret Mazzantini " Nessuno si salva da solo"
  4. Andrea Vitali "Il segreto di Ortelia"
  5. Elena Ferrante "L'amica geniale"
  6. Dacia Maraini "L'amore rubato"
  7. Mario Calabresi "La fortuna non esiste"
  8. Anna Marchesini "Il terrazzino dei gerani timidi"
  9. Simonetta Agnello Horby "La monaca"
  10. Umberto Eco "Il cimitero di Praga"
  11. Alessandro D'Avenia " Bianca come il latte, rossa come il sangue"
  12. Mauro Corona "La casa dai sette ponti
Per ora ho letto (nel 2013) :
  1. Niente mi basta di Giusy Quarenghi