lunedì 12 agosto 2013

Oprah e la borsa

foto da qui


In questi giorni si fa un gran parlare ovunque della borsa negata a Oprah Winfrey.
Confesso subito : sono svizzera, lo dico non per prendere o meno una posizione, ma solo così per darmi una collocazione geografica.
La storia della borsa di Oprah è diventato un caso mediatico, se ne parla ovunque, in ogni paese, ognuno dice la sua.
La Bahnhofstrasse a Zurigo è un po' come la Via Montenapoleone a Milano, solo negozi esclusivi.
Se vai in questa strada dedicata allo shopping e hai un reddito basso, ci vai a guardare le vetrine, molte delle quali senza i prezzi esposti.
Se ci vai per comperare, sai che te lo puoi permettere.
E lo sanno anche le commesse, assurda la scusa della direzione : " è stato un malinteso, la commessa non parla bene inglese, è di lingua madre italiana, di solito lavora a St. Moritz."

Alcune piccole considerazioni :
  1. normalmente queste boutique assumono ragazze giovanissime in cui le doti richieste in cui le doti richieste sono : giovane età, ottima presenza e ottime conoscenze linguistiche. 
  2. queste ragazze seguono corsi interni e sanno come trattare con questi clienti VIP
  3. in alcuni negozi hanno anche una percentuale sulle vendite
  4. a maggior ragione se normalmente lavora a St. Moritz dove le persone che "frequentano" sono molto facoltose, teste coronate e nuovi ricchi, che sicuramente non hanno problemi a spendere

Mi sembra un po' strano che una commessa abituata a clienti di questo calibro abbia fatto una dichiarazione del genere, di solito vige il detto :
" Compra quello che vuoi, mi dai la carta di credito e se quando la striscio non viene bloccata vuol dire che te lo puoi permettere" e vi assicuro che Oprah minimo avrà un pacchetto di carte platino ...

Proprio ieri in un intervista rilasciata ad un giornale, la commessa dà la sua versione : "è stato solo un malinteso, forse non mi sono espressa bene, ma non volevo di sicuro dirle che non se la può permettere".
E ci credo, una appariscente come Oprah entra in negozio con due bodygard e tu le dai della pezzente?

Mi sembra molto improbabile ...

Ma siamo sicuri che è stato un episodio di razzismo, se è davvero successo ?


Sono stata testimone di un gesto maleducato da parte di una commessa nei confronti di una signora, ma non aveva a che fare con il razzismo.
Le gioiellerie di Lugano una volta davano cartine e buoni sconto da dare ai clienti degli alberghi più stellati, non so se con la crisi ci sia ancora questa usanza.

Entro in una gioielleria molto chic della città, vestita molto elegantemente con la divisa dell'albergo, di solito sono molto più casual, mentre aspetto il mio turno per ritirare il pacchetto entra una signora un po' robusta, con i capelli legati ad in un'approssimativa coda di cavallo, un paio di fuseaux e una maglietta sformata.
Una delle commesse la squadra dall'alto in basso e non dice niente, quando la signora si rivolge proprio a lei fa una faccia tutta raggrinzita con la bocca all'ingiù ...
La cliente saluta educatamente e dice :
"Sto cercando un regalo speciale per mio nipote che si laurea questa settimana, farà una grande festa questo fine settimana e avevo pensato di regalargli un orologio" (cita marca e modello che non mi ricordo)
"ma è un orologio da 50'000 Fr. (più o meno 40'000 euro ca 20 anni fa ...)" risponde la commessa solerte.
"Non so il prezzo esatto, ma pensavo più o meno su questa cifra"
"Mi spiace ma non l'abbiamo"
"Non potrebbe vedere se l'avete in una degli altri negozi?"
"No, mi spiace, non è possibile"
a questo punto ricevo il mio pacchetto e devo uscire, ancora sbalordita dal tono arrogante della commessa.

Tre o quattro gioiellerie più su, mi fermo a chiacchierare con una commessa molto simpatica, dopo qualche minuto entra la stessa signora, la commessa si scusa con me e accoglie la cliente con un bel sorriso.
La cliente ripete la richiesta :
"Sto cercando un regalo speciale per mio nipote che si laurea questa settimana, farà una grande festa questo fine settimana e avevo pensato di regalargli un orologio" (stessa marca e modello di prima)
"Mi dispiace signora, ma quel modello non ce l'ho in negozio, desidera vedere altri modelli o vorrebbe proprio quello?"
"Avrei preferito quel modello, ma se non è possibile....."
"Signora si accomodi mentre faccio un paio di chiamate, le posso portare qualcosa da bere?"
La signora si accomoda, prende un caffè, e legge una rivista.
La commessa nel frattempo comincia a fare un paio di telefonate in tedesco e dopo alcuni minuti torna e dice :
"Signora se per lei va bene ho quel modello in un negozio di Zurigo, una mia amica che lavora alla Swissair rientra in Ticino giovedì, passa lei a ritirarlo nell'altra filiale e me lo porta qui. Potrebbe passare lei qui in negozio venerdì o preferisce pagarlo ora e glielo faccio consegnare direttamente a casa?"
La Signora sceglie questa seconda opzione dicendo che in previsione della partenza ha ancora parecchie cose da fare e le farebbe proprio comodo non dover scendere ancora fino in città.
Estrae la carta di credito e la dà alla commessa, quando esce vediamo che ha lasciato una mancia molto cospicua, ma soprattutto leggiamo il nome, è la moglie di un uomo molto ricco ...

Molte volte non è facile lavorare con chi si crede una star, ho lavorato per parecchi anni in un grandissimo albergo della città e di VIP o presunti VIP che si comportano da stronzi ne ho incontrati a bizzeffe, e potrei raccontare talmente tanti episodi da scriverne un libro...
Ho conosciuto persone fantastiche che avevano quasi paura di disturbare, ma ho anche conosciuto una marea di persone che dopo un'apparizione in televisione si collocavano su un piedistallo.

Ma poi, in conclusione, anche la Signora Winfrey ha proprio bisogno di sbattere in faccia a milioni di persone che lei può permettersi una borsa il cui costo ammonta a quello che parecchi di noi guadagnano in parecchi mesi ?
A parte che già lo sapevamo, ma non si vergogna?

Batto le mani alla datrice di lavoro della commessa che ha detto di non avere nessuna intenzione di licenziarla (a parte l'increscioso incidente, tutto il mondo sta parlando del suo negozio, bel colpo di marketing).

Faccio una faccia schifata per tutte quelle persone, per le autorità svizzere e enti del turismo che si sono scusati, e qui come per il caso Gheddafi abbiamo ancora una volta calato le braghe ...

Vorrei con questo post inaugurare una nuova rubrica del mio blog : "attualità" perché spesso rimango molto sconcertata da quello che leggo, ma alcune volte anche piacevolmente sorpresa.

sabato 10 agosto 2013

Guide di viaggio



Faccio parte in FB di diversi gruppi che parlano di viaggi e mi è capitato spesso di vedere le domande "Qual'é la vostra guida di viaggio ?" "usate ancora guide cartacee?", ecc.
Dopo aver letto questo post di Patato Friendly ho pensato di dire la mia, anche perché nei commenti mi dilungo sempre troppo.

Ho un cellulare normale, che non ha app o cose simili, e quindi per forza di cose non posso usufruire di internet mentre viaggio.

1. Prima
Il mio viaggio comincia molto prima di partire, quando so la meta, comincio a gironzolare fra blog, apt e siti specializzati.
Mi faccio diversi giri in libreria, guardo le guide turistiche e scelgo quella che secondo me mi da più informazioni.
Quest'anno la mia destinazione era Pisa, e non è stato facile trovare una guida sulla Toscana che desse il giusto posto a questa bella città.
L'anno scorso eravamo andate a Firenze, e la guida "Firenze e la Toscana" dedicava 5 pagine a Pisa, non molte a dire la verità ma ricche di informazioni sui principali monumenti.
Dopo averci pensato a lungo ho comperato una guida Routard, quella che dedicava un capitolo a Pisa e dintorni, anche se principalmente la mia scelta è dovuta alle numerose informazioni su come raggiungere i luoghi per chi non viaggia in macchina.

Mi leggo la guida, metto post-it alle cose che mi interessano, leggo post nei blog che parlano della stessa destinazione prendendo appunti e comincio a creare un taccuino di viaggio con una sorta di scaletta sulle cose che voglio vedere assolutamente, quelle che mi piacerebbe fare e le chicche.
Il taccuino di viaggio fino a questo punto è virtuale, nel senso che si tratta di fogli nel pc.
Consulto le aziende di promozione turistica, aggiungo o tolgo qualche cosa da vedere, guardo sui siti dei musei o delle cose che vorrei vedere e correggo il taccuino con le informazioni aggiornate e dettagliate (orari, chiusure, prezzi).
Credo delle schede formato A5 che metto in un classificatore con mappette trasparenti e qui nasce la mia personale guida di viaggio.
Quando parto prendo anche quella ufficiale, ma la mia sarà quella che mi porterò nello zainetto.

2. Durante
Appena arrivo nella località prendo due piante della città, di solito alle apt le distribuiscono gratuitamente, e compero un giornale locale, che mi servirà in seguito per il mio libro delle vacanze.
Metto sempre una pianta in una busta, per conservarla, mentre l'altra sarà quella che mi servirà sul campo per orientarmi nella città.
Ad ogni cosa visitata tengo i biglietti d'entrata, i prospetti, e gli appunti che prendo e li inserisco nelle mappette del classificatore.
Se una cosa non riesco a fotografarla per bene, compero delle cartoline che finiranno anche loro nel classificatore.
Mi annoto sempre aneddoti e curiosità di cui vengo a conoscenza, ascoltando le guide o chiacchierando con i locali, e soprattutto ascolto i loro suggerimenti.

3. Dopo
Quando torno a casa, anche parecchi giorni dopo, creo una specie di "Libro di viaggio" o "Diario di bordo", scrivendo quello che abbiamo visto, quello che abbiamo fatto, aggiungendo i biglietti, i prospetti, le foto, le cartine, ecc.
Per me è un sistema per rivivere a lungo le emozioni suscitate dalle vacanze e per poterle riassaporare.
Queste informazioni mi servono inoltre per scrivere i post per il mio blog La Belle vie.

E voi come vi organizzate? Conservate tutto anche voi ? ma soprattutto stampate le foto che avete scattato?

venerdì 9 agosto 2013

50 - Scacco alla torre

 
Scacco alla torre
Marco Malvaldi
pag. 128
Ed. Felici Editore
 
 
Mi è capitato diverse volte di vedere fra i libri della Sellerio anche quelli di Marco Malvaldi, ma non ne ho mai preso uno.
Forse perché della stessa casa editrice ho deciso di leggere tutti i libri del commissario Montalbano di Camilleri e non volevo cominciare un'altra serie.
 
A luglio ho passato parecchi giorni facendo la spola fra la Toscana e casa e passando davanti alla Feltrinelli di Pisa ho notato una vetrina dedicata ai romanzi ambientati a Pisa, ho deciso di comperarne uno, per immergermi ancora di più in questa fantastica città.
Pensavo di prendere un romanzo, ma quando ho visto questo libro, ho deciso d'istinto che sarebbe stato il libro giusto, e non mi sono sbagliata !
 
Come avevo già detto nel mio post che parlava di Pisa, oltre la torre c'è di più.
Ed è proprio partendo da questo presupposto che Malvaldi, Pisano DOC, ci porta a scoprire la sua città, dal di dentro, prendendoci per mano e passando per le vie del paese meno famose ci porta a conoscere veramente Pisa, a farci vedere quegli scorci che abbagliati dal bianco della torre pendente non vediamo, ed è così che io ho vissuto questa bellissima città, perché a Pisa ogni angolo, è uno scorcio di storia, ogni piazza ha qualcosa da dire, e ogni chiesa, e ce ne sono molte, ha la sua bellezza unica.
 
Un libro che mi ha fatto spesso sorridere, mi ha svelato aneddoti curiosi e mi ha fatto innamorare ancora di più di questa città.
 
Il libro non vuole essere una guida, in effetti non contiene ne cartine, ne indirizzi ne altro, ma vuole solo insegnarci ad essere meno turisti e ad immergerci un po' di più nei tesori che secoli di storia ci hanno lasciato in eredità.
 

49 - Un anno in Provenza

Un anno in Provenza
Peter Mayle


Peter Mayle è un pubblicitario londinese che dopo aver lavorato una quindicina di anni nella City e dopo aver passato le vacanze in Provenza, decide di acquistare una casa in questa fantastica regione.
Questo libro è il racconto del suo primo anno in Provenza, suddiviso in 12 capitoli, uno per ogni mese, nel quale racconta principalmente le differenze fra provenzali e inglesi, della difficoltà di farsi accettare e di non essere trattato da turista, e della ristrutturazione della casa, che non è una casettina, no, è una vera e propria "tenuta".

Una tenuta con tanto di campo di meloni, vigne, ulivi, boschi ricchi di selvaggina di funghi e di tartufi.
In questo libro la cucina la fa da padrone, in ogni capitolo si parla di cucina francese, di ristoranti stellati e di prelibatezze.

Una Provenza diffidente verso i turisti, che si riappropria del paesaggio quando le vacanze sono finite.
Ma che nonostante questo mi ha fatto venir voglia di ritornarci, anche se non mi sono gustata il racconto come avrebbe meritato in quanto l'ho letto mentre ero in Toscana, forse sarebbe stato meglio leggerlo a casa sognando di partire.

Mi hanno dato un po' fastidio i continui riferimenti, velati o meno, alla grande disponibilità economica dei Signori Mayle, persone che ancora giovanissime possono ritirarsi dal mondo del lavoro, una grande casa, molto terreno, le migliori ristrutturazioni senza badare a spese, pranzi e cene nei migliori ristoranti, prelibatezze costose negli altri pasti.
Già solo il fatto di essere riusciti ad andare a vivere in Provenza mi aveva affascinata e diciamolo resa anche un pochino invidiosa, ma i continui riferimenti al "noi possiamo" me li ha resi decisamente antipatici, aiutati anche dalle descrizioni quasi tutte negative che fanno dei Provenzali, dei turisti e dei loro connazionali.


Questo libro partecipa a "100 libri in un anno", "Tributes Reading Challenge", "Reading Challenge 2013", Sfida libri appetitosi.

48 - Le ossa del ragno




Le ossa del ragno
Kathy Reichs
pag. 376
ed. Superpocket

Kathy Reichs è una delle mie scrittrici di gialli preferite, anche se a volte le coincidenze che le permettono di risolvere i casi sono veramente troppe.
Anche in questo romanzo, il ritrovamento di un corpo innesca una catena di eventi che faranno uscire allo scoperto segreti e misteri celati da molto tempo.
Molto ben scritto, come sempre riesce a tenermi incollata fino alla fine per scoprire la causa della morte e il sciogliersi di molte matasse.

Trama.
In un lago del Québec viene ritrovato il corpo di un uomo vestito da infermiera, risalendo alla sua identità si scopre che l'uomo risultava morto in guerra, e che aveva ricevuto una degna sepoltura.
Chi è sepolto nella tomba che dovrebbe essere la sua?

Sfida LeggiAmo 2013
Libro 17/50
Sezione Alfabeto, lettera R,
Lista LeggiAmo 2013
totale libri 2013 : 48



Questo libro partecipa a "LeggiAmo 2013" , "100 libri in un anno", "Tributes Reading Challenge", "Reading Challenge 2013", "Woman Challenge", 10 Books Project.

venerdì 14 giugno 2013

47 - Lunga é la notte


Lunga è la notte
di Anthony Flacco con Jerry Clark
pag. 314
ed. Piemme

Amo molto i film tipo CSI, Criminal minds, Bones, ecc. e spesso ci sono storie molto agghiaccianti che vengono raccontate, alcune basate anche su storie vere.
Ma questo libro è una storia vera, la storia di Sanford Clark che all'età di 13 anni viene "consegnato" dalla madre allo zio Stewart, uno psicopatico di 20 anni che ha dovuto lasciare il Canada con i genitori per andare in California a causa di alcuni genitori che reclamavano per come trattava i loro figli, leggendo la storia si capiranno i veri motivi.
Stewart con l'aiuto dei genitori sta costruendo un ranch per l'allevamento dei polli, che sarà solo una copertura per le nefandezze che riuscirà a compiere.

Ho letto il libro in due giorni, sempre con una sensazione di freddo alla schiena, a tratti pensavo di abbandonarlo, ma volevo sapere a tutti i costi se Sanford si sarebbe salvato.

Il film "Changeling" con Clint Eastwood è ispirato da questo libro, che ho visto solo dopo aver letto "Lunga è la notte".
Il film ruota attorno alla mamma del piccolo Collins, che si scoprirà poi che è stato rapito da Stewart, e sulla corruzione e l'abuso di potere della polizia di Los Angeles alla fine degli anni 20, infatti i due processi si svolgono parallelamente fra loro.
Molto bello anche il film.

Sfida LeggiAmo 2013
Libro 16/50
Sezione Istinto,
Lista LeggiAmo 2013
totale libri 2013 : 47

 
 
Questo libro partecipa a "LeggiAmo 2013" , "100 libri in un anno", "Tributes Reading Challenge", "Reading Challenge 2013", 10 Books Project.

domenica 9 giugno 2013

Trattoria Il Cenacolo

foto presa da qui

Trattoria Il Cenacolo
6945 Ponte Capriasca

La trattoria "Il Cenacolo" si trova a Ponte Capriasca, un piccolo paese a due passi da Lugano.
E' situato in un edificio storico del 1300 e deve il suo nome al dipinto dell' Ultima cena presente nella chiesetta di Sant'Ambrogio davanti al ristorante, che pare sia stato fatto da un allievo di Leonardo Da Vinci nel 1550.

Parecchi anni fa era un ristorante molto quotato.
Negli ultimi tempi ha subito parecchi cambi di gestione passando per diversi tipi di cucina.
Per la nostra annuale cena di comitato abbiamo deciso di provarlo.
Secondo alcune voci è stato ripreso da un ex giocatore di ruby che sta in cucina e da sua moglie, parecchie recensioni apparse su questo ristorante dicono che entrando si ha l'impressione di entrare nel tempio del rugy, io non ho visto niente che mi ricordasse questo sport.
La signora che ci ha servito ci ha detto che il cuoco non è suo marito, quindi non so se ci sia stato un nuovo cambio di gestione.
L'ambiente è molto bello e curato, abbiamo mangiato nella saletta principale dove c'è un bellissimo soffitto a volta, ma c'è anche un magnifico giardino esterno.

Sulla carta compaiono pochissimi piatti, un paio per portata, supportati da alcuni piatti sulla lavagna appesa alla parete, per i miei gusti una scelta un po' limitata.
Mentre prendiamo l'aperitivo e aspettiamo il resto della comitiva, ci viene portato un tagliere con fette di ottimo salame, un formaggio stagionato molto gustoso e dei grissini croccantissimi.
Quando ordiniamo c'è qualche problemino, non c'è l'insalata mista perché hanno finito i pomodori (?), mi arriva un piatto di "Antipasto il Cenacolo" che non avevo ordinato ma che decido di mangiare lo stesso e che si rivela squisito e gli gnocchi allo zafferano e pancetta che avevo ordinato erano al gorgonzola, ma anche questi risultano buonissimo e serviti in un cestino di parmigiano.
Fra i piatti che hanno preso i miei compagni di cena ho visto : pesce persico su risotto e filetto di manzo, ottimo secondo loro ma carente sul contorno.
Per dessert ho preso un tortino al cioccolato caldo con la crema alla vaniglia : ottimo!!!

Nelle recensioni che ho letto si parla della cordialità dei proprietari, io purtroppo ho trovato la signora che ci ha servito molto affettata e sbrigativa, in sala c'eravamo noi dieci e un tavolo da tre, quindi non un pienone.
Mentre serviva i piatti noi chiacchieravamo, e se non rispondevamo subito alzava la voce, mi sembrava una maestrina che ci bacchettava.
Si è scocciata quando le abbiamo detto che a parte per le bevande che avremmo fatto un conto unico, per il resto ognuno avrebbe pagato quello che ha consumato, che da addetta ai lavori non capisco mai che fastidio possa dare, è vero che da un po' più da fare, ma in 5 minuti ognuno ha pagato il suo...
E' però uscita una discussione su un dessert non pagato, ne avevamo presi 5 e ne ha fatturati 6, se avessimo diviso il conto non ce ne saremmo accorti, ma la cosa peggiore è che la signora insisteva e alla fine se ne è uscita con una frase del tipo :
"va bene, vuol dire che lo pagherò io anche se non l'ho preso"
tutto senza andare in cucina a controllare quanti ne avesse veramente serviti (i cuochi tengono i buoni di ogni tavolo fino alla fine della serata).
Mi è sembrato che non vedesse l'ora di vederci uscire.

Commento
come qualsiasi ristoratore sa, la miglior pubblicità, oltretutto gratuita è il passaparola, a questa cena eravamo in dieci, membri di un comitato, ognuno con una sua famiglia, con amici, membri anche di altri comitati, tutte cose che potrebbero innescare un effetto a catena per quanto riguarda la futura frequentazione del locale, com'era successo con altri locali in cui avevamo mangiato in precedenza.
Non ci siamo limitati a insalatina e acqua del rubinetto (!), ma aperitivi, vini, digestivi quindi antipasti, primi, secondi e dessert.
Uscendo prendo l'opuscolo in bella mostra del Grotto Ticinese di Cureglia che festeggia i 125 anni, tutta un'altra accoglienza ...

Punti di forza
  • ottima cucina
  • ambiente molto bello

Punti negativi
  • la Signora che ci ha servito
  • la carta un po' scarna
  • situazione un po' complicata per i parcheggi, bisogna parcheggiare in quelli del paesi già sempre pieni
Ho mangiato
1/2 antipasto "Il Cenacolo", mezza porzione ma abbondante Fr. 16.--
Gnocchi al gorgonzola e pancetta Fr. 21.--
Tortino al cioccolato con cuore di cioccolato caldo e crema alla vaniglia Fr. 9.--

Abbiamo mangiato il 5 giugno, 10 persone.

46 - La cucina degli amori impossibili

La cucina degli amori impossibili
Roberto Perrone
pag. 290
ed. Mondadori

Lo scrittore è un giornalista sportivo del Corriere della sera, scrive anche di viaggi e di enogastronomia ed ha coniugato queste tre cose nella trama di questo libro appena uscito in libreria.
La storia mi è piaciuta molto, anche se leggendo la trama e la frase sul retro del libro :
"Due cuori e due cucine. Amori e dissapori tra i fornelli di due ristoranti d'eccellenza"
mi aspettavo qualcosa d'altro, ma questa è colpa mia.
Pensavo che i due innamorati si sarebbero fatti la guerra a suon di ricette e di stelle, invece il libro è quasi tutto incentrato sul passato, su cosa è successo e su cosa ha portato a questa situazione di "guerra" fra i due ristoranti, per poi liquidare alla fine in poche pagine l'epilogo della storia fra i due.
Ho trovato lo stile narrativo poco scorrevole, era sempre il protagonista che parlava e parlava, ci ho messo una vita a finirlo


Trama dal sito dell'autore.
Forse due ristoranti “stellati” sono troppi per un piccolo borgo, anche se quel piccolo borgo è incastonato nello splendido ed esclusivo scenario della Riviera ligure: la rivalità diventa inevitabile e il conflitto aperto molto probabile.

È quello che succede tra i Cavasso e i Maggiorasca, le famiglie titolari dei due ristoranti pluripremiati, da sempre vicinissime, da sempre irriducibilmente contrapposte.

Cesare Cavasso, uomo eccentrico e autoritario cuoco di genio, ma abituato a tiranneggiare parenti e sottoposti, sostiene che Vittorio Maggiorasca, ex sous chef nel suo ristorante prima di mettersi in proprio, gli abbia rubato le ricette; Vittorio, al contrario, ritiene che sarebbe stato Cesare a ispirarsi alle sue idee.

La loro rivalità dura per due decenni, senza che Vittorio riesca a ottenere l’agognata terza stella (quella che fa veramente la differenza).

Fino all’improvvisa morte del patriarca Cavasso. Per i Maggiorasca è finalmente il momento di sorpassare i rivali, rimasti senza guida; e per farsi sostenere in questa impresa fanno rientrare la figlia Rossella, che nel frattempo è diventata socia di un ristorante a Boston.

Sullo stesso aereo che la riconduce in Italia c’è anche Augusto Cavasso, il figlio di Cesare, affascinante giocatore di basket, che è divenuto una star della NBA dopo essersi allontanato vent’anni prima dall’Italia per non dover seguire le orme del padre, e che adesso sta tornando a casa per i funerali e per raccoglierne, malvolentieri, l’eredità.

Tra i due, che non si conoscono, scatta, immediata, un’attrazione fortissima, ma basta scendere dall’aereo perché tutto si complichi. Lo sgomento che, a vederli insieme, si dipinge sul volto di sua sorella, rende subito chiaro ad Augusto che quella passione repentina quanto bruciante ha davanti a sé una strada tutta in salita... E così la contesa tra i Cavasso e i Maggiorasca si arricchisce di nuove tonalità, quasi fossero dei moderni Montecchi e Capuleti. Che stavolta, però, si fronteggiano in cucina.

Scandito con la grazia leggera di una favola e l’implacabile geometria di certe felicissime commedie, Roberto Perrone ci regala (ci serve, potremmo quasi dire) un racconto felice e un mistero inatteso lo costringeranno a rimettersi in gioco, trascinandolo in un’avventura che richiede coraggio, quello vero, la forza di guardare indietro e ripercorrere la propria vita come alla moviola, di fare i conti con il passato per affrontare il futuro.
Questo libro partecipa a  "Io leggo italiano""100 libri in un anno", "Tributes Reading Challenge", "Reading Challenge 2013" Sfida libri appetitosi.

45 - Venivamo tutte per mare


Venivamo tutte per mare
Julie Osaka
pag. 142
ed. Bollati Boringhieri

Il libro racconta delle spose in fotografia, ovvero delle ragazze giapponesi che venivano date in sposa ai connazionali espatriati in America prima di loro.
Le ragazze non conoscevano il futuro marito, che spesso inviava loro una foto di qualcun altro di aspetto migliore e lettere in cui inventavano professioni, case, ricchezze che erano ben lungi dal possedere.

All'inizio lo stile in cui è scritto il libro mi ha lasciato molto perplessa, mi sembrava un lungo elenco  di persone, azioni, luoghi.
Un modo di narrare una storia che non mi dispiaceva ma che non me la faceva neppure amare molto, sperando che prima o poi attaccasse con il raccontare UNA storia.
Ma poi circa a metà ho pensato che lo scopo di questo stile era proprio di dar risalto al fatto che queste donne contavano poco o niente, che non potevano far sentire ognuna la propria voce, che per le persone che le circondavano e che avevano a che fare con loro giornalmente erano invisibili e scontate.
E da qui l'ho amato moltissimo, ho pensato che scrivendo la storia di una sola, si lasciava ancora una volta tutte le altre nell'ombra, mentre così mi sembrava di essere seduta in mezzo a loro, ad ascoltare le loro voci.


Questo libro partecipa a "100 libri in un anno", "Tributes Reading Challenge", "Reading Challenge 2013", "Woman Challenge".

mercoledì 22 maggio 2013

44 - Le ricette segrete della cucina dell'amore


Le ricette segrete della cucina dell'amore
Melissa Senate
pag. 350
ed. Corbaccio

Mi piacciono moltissimo questi libri che coniugano il racconto con la cucina, e qui si parla di cucina italiana e alcune ricette mi sembrano un po' stridenti con la cucina tradizionale (salsa alla vodka per la pasta?).
Considerando il fatto che amo moltissimo cucinare, mi sono posta delle domande :
senza saper cucinare come si fa a gestire un take away di cucina italiana?
come si fa a tenere un corso di cucina italiana, se tu stessa non sai cucinare?
Non credo che basti un libro di ricette, anche se con ingredienti speciali come quelli che vengono menzionati.
Il libro in se è bello, anche se non ci vogliono grandi doti da veggente per  capire fin dall'inizio tutta la trama, in se comunque è molto scorrevole e piacevole.

Trama:
Holly ha lasciato il Maine per andare in California a seguire il suo presunto amore, ma dopo due anni torna a casa, sull'isola di Blue Crab Island.
Camilla è la nonna di Holly e viene chiamata da tutti la dea dell'amore, perché aggiunge sempre degli ingredienti speciali alle ricette e nella sua casa sull'isola tiene corsi di cucina e gestisce un piccolo take away.
Camilla è inoltre una veggente e tutti le chiedono dei consulti.
Holly eredita "il cucinino di Camilla" e il suo ricettario segreto, ma non ha nessuno dei doni della nonna, riuscirà lo stesso a mandare avanti l'attività a cui tiene molto?

Questo libro partecipa a "100 libri in un anno", "Tributes Reading Challenge", "Reading Challenge 2013", "Woman Challenge", Sfida libri appetitosi.

43 - Alla corte dei Borgia


Alla corte dei Borgia
Jeanne Kalogridis
pag. 590
ed. Longanesi

Ancora una volta Jeanne Kalogridis mi ha tenuta incollata dalla prima all'ultima pagina.
Il primo libro che avevo letto era "La regina maledetta" che parlava di Caterina De Medici e mi era piaciuto moltissimo.
In questo secondo romanzo parla della famiglia Borgia, ma vista dalla prospettiva di Sancia D'Aragona, principessa di Napoli che sposerà Goffredo, uno dei figli di Rodrigo Borgia, Papa Alessandro VI.

Entrambi i romanzi si basano sulla storia vera, ma vengono anche arricchiti di particolari inventati per dare una fluidità alla lettura.
Come dice la scrittrice nella postfazione non ha la presunzione di raccontare in dettaglio come si sono svolti i fatti, ma su eventi realmente successi ci ha ricamato su.

Nonostante la mole del libro, una lettura molto scorrevole e che ti prende, non vedo l'ora di leggere anche "L'enigma della Gioconda".

Questo libro partecipa a "100 libri in un anno", "Tributes Reading Challenge", "Reading Challenge 2013", "Woman Challenge", "Library Books Reading Challenge 2013".

42 - Il treno dell'ultima notte

 
 
Il treno dell'ultima notte
Dacia Maraini
pag. 429

ed. Rizzoli

Mia figlia aveva preso questo libro in biblioteca dopo aver ricevuto dalla docente di italiano una lista con un centinaio di titoli fra i quali scegliere.
La lista comprendeva parecchi classici e libri dei principali scrittori italiani, diciamo quelli più conosciuti.
Le era piaciuto molto, tanto che l'aveva finito in macchina diretti verso l'Europapark !
Mi diceva : "devi leggerlo, vedrai ti piacerà"
Ma non so per quale motivo questo libro non mi ispirava.
Scaduto il tempo l'abbiamo riportato in biblioteca, per poi riprenderlo quando doveva presentarlo davanti alla classe.
Da due mesi girava in attesa di essere riconsegnato, ma io non mi decidevo a leggerlo.
Ho deciso di dargli una possibilità, e ho fatto benissimo.
Il libro non è facile, parla del dopoguerra, ma raccontando la guerra.
Trovo che il modo di scrivere di Dacia Maraini sia molto bello, e anche in questo caso parecchie sue frasi sono dei graffi al cuore, ti sembra di essere li, di vivere davvero quello che sta descrivendo.
Senti freddo alla schiena non solo per quello di cui parla, ma di come ne parla.
Gli orrori della guerra vengono descritti senza nascondere niente, forse a sottolineare la brutalità di quei giorni.
Mi ha fatto molta tenerezza il personaggio di Horvat, il bibliotecario di Vienna.
Il finale è abbastanza scioccante, ma forse uno dei pochi possibili.
Ho trovato la parte centrale della rivoluzione di Bucarest troppo descrittiva, mi è sembrato che appesantisse il romanzo.

Trama:
Amara parte da Firenze 11 anni dopo la fine della guerra per ritrovare il suo amico Emanuele, che a causa di una scelta sbagliata dei genitori era tornato a Vienna proprio durante la guerra.
La famiglia di Emanuele è ebrea, ma come viene detto più volte dalla mamma, loro sono "buoni" austriaci, il nonno ha combattuto per l'Austria, si sentono quindi al sicuro.
Ma verranno deportati anche loro come milioni di altre persone.
Un viaggio che parte dall'Italia e tocca diversi paesi dell'Est in questo difficile periodo, accompagnata da Hans, l'uomo delle gazzelle, un austro-ungherese conosciuto sul treno, e Horvat che da Vienna li accompagna in Ungheria, cercando notizie utili per ritrovare Emanuele.


Questo libro partecipa a   "100 libri in un anno", "Tributes Reading Challenge", "Reading Challenge 2013", "Woman Challenge", "Library Books Reading Challenge 2013".

sabato 4 maggio 2013

Library Books reading challenge aprile


 
Libri letti ad aprile per la sfida Library books reading challenge, ovvero i libri presi in prestito in biblioteca organizzata da Book Dragon's Lair.

  1. Tanta vita di Alejandro Palomas
  2. D'un tratto nel folto del bosco di Amos Oz
  3. Annus Mirabilis di Geraldine Brooks
  4. Il paese delle donne di Yang Erche Namu
Che vanno ad aggiungersi a quelli letti nei due mesi precedenti
  1. Nella fattoria di John Updike
  2. Zazie nel metrò di Raymond Queneau
  3. La grande casa di Nada Malanima
  4. Il sapore del curry di Mary Anne Mohanraj
  5. Estasi culinaria di Muriel Burbery
  6. L'amore rubato di Dacia Maraini
  7. La ragazza con il violino di Virginia Euwer Wolff
  8. Il ballo di Irène Némirovsky
  9. Le bambine di Sugar Beach di Helene Cooper
  10. Fiori nel fango di Hillary Jordan
 
Sono passata al quarto gradino della sfida : "libro a capitoli", ne devo leggere ancora molti prima di arrivare al gradino che mi sono riproposta e cioè giovane adulto con 24 libri dalla biblioteca.
Attualmente sto leggendo "Il treno dell'ultima notte" preso in biblioteca e ne ho altri 7 "noleggiati", quindi mi avvicino sempre più al mio traguardo.
Se volete vedere il livelli della sfida, li trovate qui, liberamente tradotti da me.

giovedì 2 maggio 2013

Woman challenge 2013 aprile


I libri che ho letto ad aprile per questa sfida tutta al femminile che potete trovare su Peek a Book sono :

La figlia della fortuna di Isabel Allende
Io prima di te di Jojo Moyes
Annus Mirabilis di Geraldine Brooks
Il paese delle donne di Yang Erche Namu
Scomparsa di Chevy Stevens
La bambina con la neve fra i capelli di Ninni Schulman

per un totale di 28 scrittrici donne su 41 libri letti, non male, anche se due autrici le ho lette due volte, Tracy Chevalier e Irène Némirowsky.