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venerdì 30 marzo 2012

Neanche con un morso all'orecchio


Flavio Insinna mi piace molto e quando ho preso il libro pensavo che era il solito libro del solito comico, con battute, raconti ironici ecc.

Fin dalla prima pagina mi sono lasciata rapire e incantare, perché questo libro non fa ridere, nemmeno un po'.
Parte con il ricovero in ospedale del papà di Flavio, e da li si dipana tutta la storia, oserei dire un inno all'amore da parte di un figlio verso il padre che sta morendo.
Ogni capitoletto un racconto, un momento di vita, un ricordo.
Ma tutto senza smielature, Flavio a volte non era d'accordo con gli insegnamenti che gli venivano impartiti dal papà, ma come ogni figlio di una volta, li accettava e li rispettava.
Conoscendolo come attore, mi sembrava di essere li, fuori dalle cure intense che mi raccontava della sua vita, seduta vicina a lui, su quelle seggioline sempre così scomode, che magari sono anche comode, ma é la situazione che stai vivendo che te le fa sembrare così inospitali .
Spesso ho riconosciuto nelle sue parole le stesse senzazioni che ho provato io quando ho perso mio fratello, la stessa rabbia, la stessa impotenza e la stessa voglia di illudersi che andrà tutto bene anche se in fondo si sa già che non sarà così.

Un libro con parecchie belle frasi che mi sono annotata, alcune sue, altre no, ma tante belle parole.

"La vita non è una questione di gusti, è una questione di gusto"