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lunedì 8 marzo 2021

Il peso della farfalla

Il peso della farfalla
Erri De Luca
Ed. Feltrinelli
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Ho trovato questo libro breve in una cabina telefonica convertita in biblioteca gratuita e l'ho preso al volo.
Ho in lettura libri un po' impegnativi e questo mi sembrava il libro giusto per alleggerire un po'.
Non é stato così, in un primo momento mi é sembrata una storia normale, ma mi ha scavato dentro e mi ha lasciato diversi pensieri.
Una storia sulla solitudine come scelta individuale, sulla gerarchia fra i camosci, sul rispetto fra uomo e animale.
Mi é sembrato di rivivere le stesse sensazioni e lo stesso amore per la montagna che avevo percepito nel libro di Paolo Cognetti "Le otto montagne", una voglia di sedersi al margine del bosco a rilassarsi, a rigenerarsi e a fare pace con se stessi.

Questo é il secondo libro che leggo di Erri De Luca, e prima di scrivere questo breve post, sono andata a rileggermi quello che avevo scritto su "Storia di Irene".
Posso affermare con sicurezza che oggi, il mio post su quel libro sarebbe molto diverso, perché nonostante quello che avevo scritto, ancora oggi a distanza di 6 anni, é un libro che ricordo con piacere e a cui ripenso.
Penso che non mi fermerò qui con questo scrittore.

Trama dal sito dell'editore:
Il re dei camosci è un animale ormai stanco. Solitario e orgoglioso, da anni ha imposto al branco la sua supremazia. Forse è giunto il tempo che le sue corna si arrendano a quelle di un figlio più deciso. È novembre, tempo di duelli: è il tempo delle femmine. Dalla valle sale l’odore dell’uomo, dell’assassino di sua madre.
Anche l’uomo, quell’uomo, era in là negli anni, e gran parte della sua vita era passata a cacciare di frodo le bestie in montagna. E anche quell’uomo porta, impropriamente, il nome di ‟re dei camosci” per quanti ne ha uccisi. Possiede una Trecento magnum e una pallottola da undici grammi: non ha mai lasciato la bestia ferita, l’ha sempre abbattuta con un solo colpo. Erri De Luca spia l’imminenza dello scontro, di un duello che sembra contenere tutti i duelli. Lo fa entrando in due solitudini diverse: quella del grande camoscio fermo sotto l’immensa e protettiva volta del cielo e quella del cacciatore, del ladro di bestiame, che non ha mai avuto una vera storia da raccontare per rapire l’attenzione delle donne, per vincere la sua battaglia con gli altri uomini. ‟In ogni specie sono i solitari a tentare esperienze nuove,” dice De Luca. E qui si racconta, per l’appunto, di questi due animali che si fronteggiano da una distanza sempre meno sensibile, fino alla pietà di un abbraccio mortale. ‟La montagna nasconde, ha vicoli, soffitte, sotterranei, come la città dei suoi anni più violenti, ma più segreti.


5/2021
Sfida personale 132. Un libro che parli di natura

Ho imparato che anche in poche pagine si possono trasmettere forti emozioni.

lunedì 1 marzo 2021

Martin Eden

Martin Eden
Jack London
ed. Feltrinelli
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Ho cominciato a leggere Martin Eden con un gruppo di lettura di Instagram.
Non conoscevo questo libro, ma avevo già letto da ragazzina "Il richiamo della foresta" e "Zanna bianca" dello stesso scrittore.
Il libro mi ha preso subito dalle prime pagine e devo dire che ho fatto parecchia fatica a rispettare il limite dei capitoli che ci siamo autoimposte, avrei voluto poterlo divorare, non vedevo l'ora di scoprire cosa sarebbe successo a Martin e Ruth.

Nel gruppo hanno trovato antipatica Ruth, ma io penso che il suo modo di agire e di pensare é dovuto a come lei é stata cresciuta.
Abbiamo tutte adorato Martin, la sua voglia di studiare, di migliorare, di potersi evolvere.
E' stato molto piacevole trovarci ogni settimana a dare il nostro parere, e devo dire che in più di un'occasione mi é capitato di notare sfumature che non avevo colto.

Trama dal sito dell'editore:
Martin Eden, un giovane marinaio di Oackland, salva la vita a un ragazzotto della buona borghesia di San Francisco, Arthur Morse. Per ringraziarlo, questi lo presenta alla famiglia e alla sorella, Ruth. Tra questa e il giovane marinaio scatta subito un'attrazione vitale, ostacolata però dalle differenze di classe e quindi dalla prevedibile resistenza della famiglia di lei. Un po' per farsi accettare socialmente, un po' perché sinceramente affascinato da quel mondo borghese, Martin decide di affinare la propria cultura. Da giovinastro un po' rozzo, in anni di studio forsennato, si trasforma alla fine in scrittore: dopo un inizio puntellato di rifiuti (tra cui l'abbandono di lei), improvvisamente gli arride la fama. Il suo saggio filosofico, "La vergogna del sole", gli apre le porte dei circoli più esclusivi di San Francisco. Tutti si contendono la sua presenza. Anche Ruth decide di tornare sui suoi passi. Ma questa volta Martin Eden sente di non essere più interessato a lei. Non è più interessato alla vanagloria di quel mondo, a cui pure era riuscito ad accedere…



23/2020
Sfida personale: 17. Un classico

Ho imparato che anche se non abbiamo tutti le stesse opportunità possiamo darci da fare per migliorare.

mercoledì 6 maggio 2020

Lungo petalo di mare

Lungo petalo di mare
Isabel Allende
ed. Feltrinelli
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Mi piace moltissimo Isabel Allende, ho letto diversi suoi libri, e ne ho parecchi suoi da leggere nella mia libreria, per ora qui nel blog ho parlato solo de "La figlia della Fortuna", penso il primo che avevo letto, che mi aveva profondamente soddisfatta, perché aveva tutto quello che cerco in un libro: una trama piacevole e non pesante, nozioni storiche esatte e la capacità di farmi imparare cose nuove.

Avevo sentito che alcuni suoi libri recenti non erano così, mentre invece con "Lungo petalo di mare" era tornata al suo stile iniziale di scrittura.
Devo dire che per me é stato così senza dubbio.
Mi sono lasciata trasportare dalle vicende di Victor Dalmau, prima durante la guerra civile spagnola, poi a bordo del Winnipeg e in seguito in Cile, definito da Neruda "lungo petalo di mare" per la sua conformazione, che da il titolo al libro.
Ho avuto modo di conoscere la dittatura di Francisco Franco, di cui ovviamente avevo sentito parlare ma di cui non so ancora molto, di conoscere l'impegno umanitario di Pablo Neruda a favore di migliaia di profughi spagnoli e di avere un'idea della storia del Cile e del golpe.
Tutti argomenti che mi riprometto di approfondire prossimamente.

Alcuni giorni dopo aver finito questo libro, é purtroppo mancato Luis Sepulveda e ho visto in televisione un documentario sulla sua vita, mi ha fatto piacere aver letto il libro perché mi ha permesso di capire meglio il documentario e le persecuzioni che hanno dovuto subire.

Trama dal sito dell'editore:
1939. Alla fine della Guerra civile spagnola, il giovane medico Víctor Dalmau e un’amica di famiglia, la pianista Roser Bruguera, sono costretti, come altre migliaia di spagnoli, a scappare da Barcellona. Attraversati i Pirenei, a Bordeaux, fingendosi sposati, riescono a imbarcarsi a bordo del Winnipeg, il piroscafo preso a noleggio da Pablo Neruda per portare più di duemila profughi spagnoli in Cile – il “lungo petalo di mare e neve”, nelle parole dello stesso poeta –, in cerca di quella pace che non è stata concessa loro in patria. Lì hanno la fortuna di essere accolti con generosa benevolenza e riescono presto a integrarsi, a riprendere in mano le loro vite e a sentirsi parte del destino del paese, solo però fino al golpe che nel 1973 fa cadere il presidente Salvador Allende. E allora, ancora una volta, si ritroveranno in esilio, questa volta in Venezuela, ma, come scrive l’autrice, “se si vive abbastanza, i cerchi si chiudono”.

19/2020
Sfida personale 67. un libro di uno scrittore sudamericano

lunedì 8 gennaio 2018

Per dieci minuti


Per dieci minuti
di Chiara Gamberale
ed. Feltrinelli
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Trama da Anobi:
Dieci minuti al giorno. Tutti i giorni. Per un mese. Dieci minuti per fare una cosa nuova, mai fatta prima. Dieci minuti fuori dai soliti schemi. Per smettere di avere paura. E tornare a vivere. Tutto quello con cui Chiara era abituata a identificare la sua vita non esiste più. Perché, a volte, capita. Capita che il tuo compagno di sempre ti abbandoni. Che tu debba lasciare la casa in cui sei cresciuto. Che il tuo lavoro venga affidato a un altro. Che cosa si fa, allora? Rudolf Steiner non ha dubbi: si gioca. Chiara non ha niente da perdere, e ci prova. Per un mese intero, ogni giorno, per almeno dieci minuti, decide di fare una cosa nuova, mai fatta prima. Lei che è incapace anche solo di avvicinarsi ai fornelli, cucina dei pancake, cammina di spalle per la città, balla l'hip-hop, ascolta i problemi di sua madre, consegna il cellulare a uno sconosciuto. Di dieci minuti in dieci minuti, arriva così ad accogliere realtà che non avrebbe mai immaginato e che la porteranno a scelte sorprendenti.

Libro carino che mi è piaciuto, ho apprezzato l'idea di cercare sempre di fare cose nuove, o di buttarsi in cose che non abbiamo mai fatto, di cercare di uscire un po' dalla nostra "confort zone", potremo rimanere sorpresi di noi stessi, imparare cose nuove, scoprire nuovi sapori, conoscere persone nuove.

Ho avuto l'impressione che il libro fosse un po' autobiografico, ma nonostante questo, la protagonista del romanzo a volte mi risultava antipatica, soprattutto per la sua incapacità di reagire.
Parecchie delle cose che lei ha deciso di inserire nei suoi dieci minuti sono azioni che tutti noi fanno spessissimo e ho pensato che con una vita cosi piatta non era difficile trovare cose da fare, forse la parte più difficile era proprio il "buttarsi" a farle.

sabato 7 novembre 2015

Il coperchio del mare



Il coperchio del mare
Banana Yoshimoto
Ed. Feltrinelli
pag. 113
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Banana Yoshimoto non è una delle mie scrittrici preferite.
Non riesco a cogliere quella magia, quella profondità che decantano le mie "colleghe" lettrici, e devo ammettere con molta vergogna che per il terzo anno consecutivo leggo un suo libro per riempire la lettera Y nelle sfide di lettura.

Questo fino ad oggi.
Non so se è perché finalmente comincio ad  abituarmi al suo stile di scrittura, o se perché in questo romanzo il tema della morte non è il fulcro attorno al quale ruota tutta la storia.
Mi è piaciuto, non tanto da farmi cambiare idea, ma questo in particolare l'ho letto senza sentirmi gravata da un peso.

Racconta dell'amicizia che si crea fra due ragazze che sono obbligate a passare un'estate assieme.
Mari dopo aver finito l'università decide di aprire al suo paese un chiosco per le granite, la mamma di Mari decide di ospitare Hajime, figlia di una sua amica, alla quale è appena morta la nonna alla quale lei era legatissima.
Ovviamente Mari non è molto felice di questa imposizione, ma alla fine nascerà tra loro una bella e solida amicizia.

Mentre leggevo mi chiedevo come fosse possibile che dopo essersi laureata all'università decidesse di aprire un chiosco di granite, fino a quando non ha spiegato di aver visto una signora anziana che faceva lo stesso lavoro, e la gioia che si dipingeva sul volto dei bambini e degli adulti quando gustavano la loro granita. Aveva deciso che per la vita avrebbe sempre voluto poter donare un momento di beatitudine agli altri.

Amo moltissimo le granite, d'estate appena posso me la concedo, anche se qui nella mia zona non se ne trovano molte.
Il mio posto preferito è vicino a San Lorenzo, lontanissima da casa mia, ma mio posto del cuore.
Quest'anno inoltre ho avuto modo di gustare altre due granite che resteranno a lungo nella mia memoria, la prima a Pavia, in un baretto nei pressi della stazione degli autobus, dove una signora gentilissima ci ha fatto assaggiare per le prima volta una granita fatta al momento, non dalle solite macchinette. Tutta un'altra cosa!
La seconda l'abbiamo mangiata all'expo 2015 a Milano guardando lo spettacolo dell'Albero della Vita, degna conclusione di una giornata davvero bella.

martedì 3 febbraio 2015

Il veleno dell'oleandro


Il veleno dell'oleandro
Simonetta Agnello Hornby
Ed. Feltrinelli
Pag. 224
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Ho cominciato questo libro una mattina e non sono più riuscita a staccarmene, tanto che l'ho finito in una giornata.
Ho amato molto lo stile di scrittura, come nei precedenti libri di questa brava scrittrice, e mi è piaciuta molto anche la storia, andavo avanti pagina dopo pagina dicendo fra me e me: "ancora una" e quando sono arrivata alla fine mi sono sentita molto dispiaciuta di dover averlo finito!
Ho apprezzato molto anche il finale, forse l'unico possibile.
La storia parte proprio dalla fine, per andare poi a ritroso, narrata a due voci da Mara, la figlia maggiore e da Bede, amico di Anna e del marito da tantissimi anni.
Questi due punti di vista hanno reso ancora più interessante la storia, facendomi restare sempre imparziale, avevano tutti ragione e avevano tutti torto.

Trama:
I fratelli Carpineti arrivano a Pedrara dove sorge la magnifica villa di famiglia al capezzale della Zia Anna, che sta morendo, ma non sono mossi solo dall'affetto, ognuno di loro torna a Pedrara anche per interesse, per il bisogno di scoprire il tesoro di nonna Mara, che li aiuterebbe ad uscire da situazioni economiche non proprio felici e per cercare di capire perché l'ambiguo Bede ha così tanto potere nella loro famiglia.
Mara la primogenita, è sui cinquant'anni, ha una figlia con problemi e un divorzio alle spalle, ed è una designer di scarpe.
Giulia, alle prese con l'amore per Pasquale, suo compagno, che la sfrutta e la tratta male.
Luigi, fratello di Mara e Giulia, ma figlio di Anna, in quanto il loro padre aveva sposato la sorella della moglie morta, sta vivendo un secondo matrimonio non proprio felice e sospetta che il figlio Thomas sia omosessuale.

venerdì 21 novembre 2014

3 - Kitchen di Banana Yoshimoto


Kitchen
Banana Yoshimoto
pag. 150
Ed. Universale Economica Feltrinelli
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L'anno scorso avevo scelto questa scrittrice per la sezione Giappone della sfida di lettura, e avevo letto Honeymoon, e non ne ero proprio stata conquistata...
Giannina nei commenti mi aveva scritto che a volte questa scrittrice fa l'effetto "ma perché la leggo?" e devo dire che anche questa volta me lo sono chiesta.

Ho scelto Kitchen, primo libro scritto da Banana Yoshimoto, sempre per la sfida di lettura, con l'intenzione di metterla nella sezione "Passione", in quanto amo cucinare, ma dopo averlo letto non me la sono sentita, il libro in sé parla marginalmente della cucina, se non nel fatto che Mikage, la protagonista, ama la cucina e fa la cuoca.

Il libro non è male, gli ho dato quattro stelle perché non l'ho trovato brutto, ma imputo il mio scarso entusiasmo al fatto che non sono un'appassionata della cultura orientale.

Penso che anch'io, come Giannina, leggerò altri libri suoi, ma a piccole dosi...

domenica 5 gennaio 2014

57 - Storia di Irene

Storia di Irene
Erri De Luca
ed. Feltrinelli
pag. 112

E' il primo libro che leggo di Erri De Luca, e ho voluto cominciare con questo per avere un assaggio.
Non penso che potrà entrare nella top ten dei miei scrittori preferiti, ma non mi è nemmeno dispiaciuto.

Il libro si suddivide in tre storie.

La prima storia è quella di Irene, che è appunto il titolo.
Irene è una ragazzina orfana di 14 anni che vive solo in un'isoletta greca e che nuota come un delfino. Irene è incinta e sull'isola in molti si chiedono chi possa essere il padre.
Poco prima di partorire fa amicizia con uno scrittore anziano che vive sull'isola e gli racconta la sua storia.
Non il mio genere di letteratura, ma comunque leggibile.

la seconda storia, "Il cielo in una stalla", è un racconto di poche pagine sulla fuga in barca di notte di un gruppo di uomini, durante la seconda guerra mondiale, che da Napoli vanno verso Capri, visto che sull'isola la guerra non è arrivata.

la terza storia, "Una cosa stupida", è un racconto breve anche questo, ma che da solo vale tutto il libro.

lunedì 15 aprile 2013

37 - D'un tratto nel folto del bosco


D'un tratto nel folto del bosco
Amos Oz
pag. 114
ed. I Narratori Feltrinelli

Avete mai pensato a come sarebbe la nostra vita se non ci fosse nemmeno un animale nel villaggio in qui viviamo?
In questo paesino in mezzo al bosco non esiste più nessun animale, ed è perfino proibito parlarne.
Al crepuscolo tutti si barricano in casa e non escono fino al mattino.
La gente non ricorda cosa è successo, o quando è successo, una mattina si sono svegliati e a parte le persone non c'era nessun altro essere vivente.
Ma davvero non si ricordano? O forse è meglio non ricordare?

Ma in paese c'è chi non si arrende:
  • la maestra Emanuela, che quella notte ha perso la sua gatta con tre micini, e che insegna ai bambini a scuola cos'erano gli animali, che versi facevano
  • Almon, il pescatore, ma che adesso visto che non ci sono più pesci fa l'agricoltore e che nel suo campo ha messo uno spaventapasseri in caso tornassero gli uccellini, e che intaglia nel legno animali da regalare ai bambini
  • Danir, il tegolaio, che quando si ritrova con gli amici progetta spedizioni per trovare animali e riportarli al paese
  • Maya e Mati, due ragazzini che non vogliono arrendersi a questa situazione e che scopriranno qualcosa di veramente importante
  • Lilia, la fornaia, mamma di Maya che alla sera sparge le sue briciole di pane per uccelli e pesci nella speranza di vederli tornare
  • Nimi, il ragazzino un po' diverso, oggetto di scherno da parte dei compagni che una notte fugge e torna malato di "nitrillo"
  • Solina, la sarta, che si prende cura di suo marito Ghinom, diventato disabile, che porta in giro su una carrozzina e che bela come una capretta
Una piacevolissima favola sulle differenze, sulle persone che non sono uguali fra di loro, su chi a volte per un piccolo problema viene messo alla berlina e allontanato.
Ma anche una favola sull'amore e sul rispetto per gli animali, perché come dice Nehi, demone dei monti e colpevole della sparizione degli animali :
"Gli animali parlano lingue differenti, ma facili da imparare, non hanno ne passato ne futuro, e non hanno parole per umiliare ed offendere".

Questo libro partecipa a "100 libri in un anno", "Tributes Reading Challenge", "Reading Challenge 2013", "Library Books Reading Challenge 2013".

venerdì 5 aprile 2013

34 - La figlia della fortuna


La figlia della fortuna
Isabel Allende
pag. 336
ed. Feltrinelli


"La figlia della fortuna" è il libro che abbiamo scelto assieme sul gruppo FB La Locanda dei libri, ed è il primo dei due libri che rappresentano la categoria "Insieme".
Non ho mai letto niente di questa famosa scrittrice sudamericana, ma ho sempre letto recensioni molto positive, così ho cominciato questo suo libro con entusiasmo.
Nelle prime pagine ho fatto fatica, l'edizione che possiedo è scritta con un carattere molto piccolo e pagine fitte e questo non aiuta, ma quando la storia ha cominciato a prendermi non sono più riuscita a fermarmi.
Mi è piaciuto moltissimo e posso solo dire che la tristezza di averlo finito viene mitigata da altri quattro libri di Isabel Allende che mi aspettano vicino al comodino.

Trama :
Eliza viene trovata sulla soglia della famiglia Sommers in Cile nel 1832.
I Sommers sono tre fratelli inglesi, Jeremy posato e compassato direttore della Compagnia Britannica di importazione, John capitano di navi sempre in giro per il mondo e Rose l'eccentrica sorella che decide di tenere la piccola e di crescerla come una di famiglia nonostante il fratello Jeremy non sia d'accordo.
Rose alleva la bambina secondo il rigido sistema di educazione nel quale anche lei era stata cresciuta sognando per Eliza un buon matrimonio.
Eliza però cresce anche a contatto con la sua parte cilena, nelle vesti di Mama Fresia che le insegna a cucinare, ad usare le erbe medicinali e tutte le tradizioni e le usanze del suo popolo.
Eliza si innamora di Joaquin Andrièta e per ritrovarlo lascerà il mondo dorato nel quale è cresciuta per affrontare un viaggio pericoloso verso la California.

Mi piacciono molto i libri che mi insegnano qualcosa, quest'anno ne ho letti diversi, ed essendo appassionata di storia in questo libro ho avuto la possibilità di conoscere meglio i seguenti argomenti :
  • la guerra dell'oppio fra Cina e Inghilterra, in seguito alla quale Hong Kong diventò di proprietà britannica per 99 anni, fino al 1997, dopo avrebbe dovuto essere di nuovo annessa alla Cina. Ma la "dichiarazione congiunta" firmato da entrambe le parti nel 1984 stabilisce che Hong Kong può mantenere una sua indipendenza fino al 2047 (50 anni) delegando alla Cina le responsabilità di politica estera e difesa
  • la guerra fra Messico e Stati Uniti, dal 1846 al 1848, nata da conflitti irrisolti fra il Messico e dei coloni statunitensi che formarono la Repubblica del Texas su territori messicani. Il trattato di Guadalupe Hidalgo decretò la fine della guerra, nella quale gli Stati Uniti si aggiudicarono il dominio assoluto di California, Nevada, Texas, Utah e parte del Colorado, Arizona, New Mexico e Wyoming. Il Messico ricevette 18.250.000 dollari.
  • la corsa all'oro, nel 1848 venne trovato un giacimento aurifero nella Sierra Nevada e cominciò la corsa all'oro, la popolazione della California passò in ca 50 anni da 93'000 abitanti a un milione e mezzo di abitanti. Venivano da tutto il mondo avendo sentito che c'era oro per tutti, anche se poi non era così in realtà, ma questa miscellanea di persone provocò parecchi problemi fra le diverse etnie.
  • 49ers, i cercatori d'oro vennero chiamati gli avventurieri del '49 (se ne parla anche nel libro), la squadra di rugby di San Francisco venne chiamata così proprio per ricordare che furono loro a fondare la città.

Per la sfida "LeggiAmo 2013"
Sezione Insieme
Libro n. 13/50




 


sabato 23 marzo 2013

31 - Tra amici


Tra amici
Amos Oz
pag. 144
Ed. Feltrinelli
traduzione di Elena Loewenthal

Continua qui la mia strada per arricchire di nuovi scrittori il mio viaggio attraverso la lettura.
Amos Oz mi attirava già da diverso tempo, e complice la recensione di Michele Fazioli, ho deciso di cominciare dal suo ultimo libro.

"Tra amici" è ambientato nel kibbutz Yekhat, 8 storie dedicate ad altrettanti personaggi, che si intrecciano fra loro nella vita comunitaria di un Kibbutz degli anni 50.

Il re di Norvegia : il protagonista è il giardiniere Zvi Provizor, la sua passione è dare agli altri brutte notizie, ascoltate dalla radio o lette sui giornali, infarcisce i suoi discorsi su tragedie, allagamenti, catastrofi ovunque nel mondo.

Due donne : è la storia di Osnat che viene lasciata da suo marito per la sua vicina di casa Ariela, alla quale manda un biglietto su come prendersi cura dell'ex marito.

Tra amici : è il racconto di un padre che non si da pace perchè sua figlia diciassettenne è andata a convivere con David, suo ex professore di una cinquantina di anni e leader indiscusso del kibbutz.

Papà : è la storia di Moshe che a fatica riceve qualche ora di permesso per poter far visita al padre ammalato e in ospedale.

Un bambino piccolo : il piccolo Yuval è obbligato come tutti gli altri bambini a dormire nella casa dei bambini, lontano dai genitori, ma è costretto a subire i maltrattamenti dei compagni e delle educatrici.

Di notte : il segretario Yoav è di turno settimanale con la ronda notturna e incontra Nina, la donna che gli piace fin da ragazzo e che proprio questa notte ha deciso di lasciare il marito.

Dir Ajlun : Yotam si sente soffocare nel mondo circoscritto del kibbutz e vorrebbe viaggiare, lo zio, partito anni prima e diventato ricco vorrebbe pagargli gli studi in Italia, il Consiglio del Kibbutz non è d'accordo perchè va contro i loro princìpi fondamentali.

Esperanto : il calzolaio Martin, sofferente, ha come sogno di insegnare l'esperanto, perchè pensa che se le persone avranno una lingua in comune, nel mondo cesseranno le guerre, in quanto provocate dal non comprendersi fra i popoli.

Questo libro mi è piaciuto molto e aiuta a capire com'era la vita in un kibbutz in quegli anni.
Si parlava di parità fra uomo e donna, ma le donne avevano accesso solo ad alcune occupazioni : cucina, lavanderia, pollaio, educazione dei bambini.
Settimanalmente venivano tenute delle riunioni in cui venivano discussi i temi principali, ma in fondo erano i fondatori, quelli più "chiusi" che alla fine avevano l'ultima parola.
Per poter lasciare il Kibbutz anche solo per poche ore bisognava chiedere dei permessi e non sempre venivano concessi.
Dopo il periodo militare obbligatorio per tutti, dovevano lavorare per almeno 3 anni nel kibbutz prima di avere accesso agli studi superiori.
Era il consiglio del kibbutz che stabiliva inoltre qual'era il ciclo di studi a cui iscriversi, non a seconda delle capacità e dei desideri dello studente ma in base alle necessità della comunità.
Come ho già detto sopra, i bambini dormivano nella casa dei bambini, separati per fasce d'età e non con i genitori, venivano inoltre cresciuti con delle regole molto rigide.

Penso che la vita non fosse molto facile, con molto lavoro e poche soddisfazioni personali.

Uno scrittore che mi ha fatto piacere leggere e che rileggerò.
Questo libro, come la maggior parte dei libri di Amos Oz è stato tradotto da Elena Loewenthal, a sua volta scrittrice di parecchi libri.
Io ho letto "Conta le stelle, se puoi" che mi era piaciuto moltissimo, raccontava di come sarebbero state le sorti degli ebrei in Italia, se al "Mussolino" fosse venuto un colpo nel 1923.

Questo libro partecipa a "100 libri in un anno", "Tributes Reading Challenge", "Reading Challenge 2013".

lunedì 4 marzo 2013

24 - Novecento




Novecento
Alessandro Baricco
pag. 62
ed. Universale Economica Feltrinelli

E' il primo libro che leggo di Alessandro Baricco, e mi é piaciuto molto.
Questo racconto é nato come un monologo teatrale ed é uscito nel 1994.
Nel 1998 Giuseppe Tornatore ne ha tratto il film "La leggenda del pianista sull'oceano".
Un librino piccolo piccolo, lo si legge in fretta ma molto bello, scorrevole.
Devo dire che mi é piaciuto anche il finale, non poteva che essere così !
Adesso cercherò di vedere il film, pare che io sia una delle poche che non l'abbia ancora visto.

Trama da Anobii.
Il Virginian era un piroscafo. Negli anni tra le due guerre faceva la spola tra Europa e America, con il suo carico di miliardari, di emigranti e di gente qualsiasi. Dicono che sul Virginian si esibisse ogni sera un pianista straordinario, dalla tecnica strabiliante, capace di suonare una musica mai sentita prima, meravigliosa. Dicono che la sua storia fosse pazzesca, che fosse nato su quella nave e che da lì non fosse mai sceso. Dicono che nessuno sapesse il perché.

Questo libro partecipa a "Io leggo italiano", "100 libri in un anno", Tributes Reading Challenge, Reading Challenge 2013.

mercoledì 6 febbraio 2013

14 - La bella di Buenos Aires


La bella di Buenos Aires
Manuel Vàzquez Montàlban
pag. 156

Questo è il primo libro che leggo di Manuel Vàzquez Montàlban, ho trovato un po' intricata la storia e mancava di un po' di scorrevolezza a causa dello stile di scrittura e dei doppi nomi e sopranomi che mi obbligavano a tornare indietro a rileggermi il paragrafo, ma nell'insieme mi è piaciuto.

Nel riassunto del libro si dice : "sempre presente il tango", e anche dalla copertina si intuisce che possa parlare di questo ballo che amo moltissimo.
Questo é uno dei motivi per cui ho scelto questo libro, ma purtroppo di tango se ne parla solo in qualche accenno qua e la.
Il secondo motivo é che non conoscevo questo scrittore e volevo colmare questa lacuna, non penso che diventerà uno dei miei preferiti, ma di sicuro leggerò altri libri suoi.

Trama dalla quarta di copertina.
Un ragazza bonaerense bellissima, destinata a diventare l'Emmanuelle argentina, fugge in Spagna inseguita dai militari. Anni dopo, il cadavere di una barbona assassinata viene ritrovato a Barcellona. Carvalho insieme con Biscuter, ormai diventato suo socio, dovrà chiarire una serie di misteri che coinvolgono dal giudice Garzon, all'ispettore-semiologo Lifante, a tutta una serie di emarginati e a un nucleo di alleanze segrete tra diversi Stati. La Barcellona crepuscolare del Barrio Chino sta ormai diventando la città del design mentre, un po' dappertutto, nuovi cadaveri spuntano come funghi velenosi. E, sempre presente, il tango.

domenica 27 gennaio 2013

11 - La casa dei sette ponti


Mi accorgo che certe volte divento una maniaca della lettura.
Spesso quando so che qualcuno legge mi informo su cosa sta leggendo, se vado a casa di parenti sbircio i libri sui tavolini, com'è successo settimana scorsa a casa di mio cugino che a Natale ha ricevuto due libri di Mauro Corona, che non ho mai letto.
Considerando che lui attualmente sta affrontando degli esami e non ha tempo per leggere, mi ha chiesto se li volevo in prestito, non potevo certo rifiutare !
Ho cominciato con il più piccolo, una sessantina di pagine, potrei definirlo una bella novella, ma mi sembra riduttivo, l'ho letto veramente in meno di mezz'ora, ma il racconto, il modo di narrare mi ha piacevolmente impressionata.
Fin dalle prime pagine mi è sembrato di essere li, di vivere il racconto dal di dentro, grazie alle descrizioni veramente poetiche.

Trama :
Sull'Appennino tosco-emiliano, non lontano dall'Abetone, c'è una valle stretta e tortuosa, e in fondo una casa, una piccola casa con il tetto coperto di plastica colorata e due comignoli che buttano fumo sempre, estate e inverno. Un industriale della seta torna ai boschi dove un tempo andava a far funghi e la vede, quella casa. Malgrado il fuoco acceso sembra disabitata. È incuriosito. Entra. E lì comincia la sua avventura, che lo strappa alla mesta quotidianità del danaro e del potere per precipitarlo dentro un vertiginoso delirio, che è prova e passaggio, alla scoperta di sé.

Queste alcune delle frasi che mi hanno colpito :

parlando di conoscenti:
"Altri erano scomparsi seppur vivi, dispersi nelle città a cercar fortuna mentre gli anni passavano, la fortuna si nascondeva e la vecchiaia trovava loro"

...I ponti gli piacevano, uniscono separazioni, come una stretta di mano unisce due persone.
I ponti cucciono stappi, annullano vuoti, avvicinano lontananze.

... Era verso mezzogiorno, a metà di un ottobre dorato. La valle ardeva nell'incendio dei boschi arrugginiti...

...al cospetto di un portone di legno. Un'anta di castagno antico, consumata dal tempo, graffiata dalle intemperie, sconnessa dagli acciacchi, abbronzata di sole e lisciata dalla lingua del vento.




 
 

giovedì 17 gennaio 2013

7 - L'amico ritrovato


Avevo preso questo libro per la sfida di lettura, sezione alfabeto lettera U, ma non mi ricordavo che avevo già inserito "Nella fattoria" di John Updike.
Un libro piccolo piccolo, di 92 pagine, ma come scrive Arthur Koestler nell'introduzione :
"... scrissi all'autore dicendo che consideravo il suo libro un capolavoro minore, riferendomi alle dimensioni ridotte dell'opera e all'impressione che, nonostante tratti della più atroce tragedia della storia umana, è scritta in un tono minore, pieno di nostalgia."

Il racconto é ambientato negli anni prima della guerra a Stoccarda, avendola visitata, man mano che descriveva la città mi sembrava di essere li, anche se come scrive, i 3/4 della città furono distrutti e quindi ricostruiti, presumo quindi che sia cambiata moltissimo.

Pensando all'assurdità della seconda guerra mondiale, come di tutte le guerre mi sono sempre fatta delle domande, e l'unica persona che avrebbe potuto rispondermi é purtroppo mancata quando queste domande non me le ponevo ancora.
Questo libro mi ha fatto capire quindi due cose che ho sempre trovato inconcepibili :

Perché gli ebrei in Europa, ma soprattutto in Germania non hanno avuto sentore della minaccia che incombeva su di loro e non sono corsi ai ripari per tempo?
La risposta me la da il padre, quando dice che anche se ebrei, loro abitano in Germania da anni e hanno persino combattuto durante la prima guerra mondiale per il bene di quello che reputano il loro paese e che quindi non correranno nessun rischio.
Favoloso nella sua tragicità anche il suo gesto finale.

Come ha fatto Hitler a trascinare milioni di fedeli in un così grande atto di stupidità?
Qui la risposta me la da Konradin, l'amico di Hans, nella lettera che gli scrive, nella quale descrive il grande carisma di Hitler e l'ingenuità nell'affermare che quello che il Fuhrer sta facendo, lo fa per il bene della Germania e la sua non é una lotta contro gli ebrei, ma contro i nemici della Germania, e che quindi gli ebrei amici della patria non avranno nulla da temere.

Ho trovato inoltre grottesco il modo di pensare del professor Pompetzi, a pag. 77 e 78, in cui dice che la civiltà greca e quella romana sono state fra le più all'avanguardia culturalmente proprio grazie alla comparsa prima in Grecia e poi in Italia dei Dori, antiche tribù ariane.

Un ultimo consiglio :
se siete abituati a leggere subito l'ultima riga di un libro non fatelo in questo caso, perchè il succo di tutto il libro si condensa proprio li.


totale libri 2013 : 7 (-63)
totale pagine : 1117 (-16'6546)


martedì 15 gennaio 2013

6 - Honeymoon


E' il primo libro che leggo di Banana Yoshimoto e l'ho scelto per la categoria Giappone della sfida LeggiAmo 2013.
Non amo molto la cultura Giapponese, soprattutto perchè non la conosco, in effetti fin dalle prime pagine ho fatto un po' fatica a farmi piacere Manaka, la protagonista e il suo sposo Hiroshi, una giovane coppia di sposi, fidanzati fin da bambini, non lavorano, non viaggiano, non vivono assieme ma ognuno con la rispettiva famiglia in due case adiacenti.
Mentre leggevo però mi piaceva questo loro modo di stare assieme, e  mi sono piaciuti molto nella loro semplicità  e normalità.
Il racconto è molto introspettivo ed è raccontato in prima persona da Manaka, piacevole da leggere e scorrevole, molto corto, un centinaio di pagine.
Non penso che la Yoshimoto diventerà una delle mie scrittrici preferite, ma questo romanzo mi ha fatto venir voglia di leggere altro.

Trama da qui.

Manaka, ventitré anni, è cresciuta in una casa circondata da un grande giardino, a pochi passi dalla casa di Hiroshi che, dopo essere stato il compagno di giochi dell'infanzia e l'amico intimo dell'adolescenza, è diventato suo marito. La loro vita sembra procedere senza scosse fino alla morte del nonno di Hiroshi con cui il ragazzo ha sempre vissuto, dopo essere stato lasciato da entrambi i genitori che avevano deciso di far parte di una setta religiosa in America. Nel mettere a posto la casa del nonno, emergono particolari che gettano una luce sinistra sullo spirito della setta e che spiegano le angosce da cui Hiroshi è talvolta sovrastato.

Banana Yoshimoto, é nata il 24 luglio 1964 a Tokyo, il suo vero nome é Mahoko Yoshimoto, é sposata con un musicista e ha un figlio di 10 anni di nome Manachinko.
Il suo romanzo d'esordio é Kitchen del 1988 ed ha scritto fino ad oggi una quarantina di libri, fra raccolte e romanzi, aggiudicandosi numerosi premi.


Sfida LeggiAmo 2013
Libro 5/50
Sezione Geografia - Giappone,
Lista LeggiAmo 2013
totale libri 2013 : 6


 

sabato 29 dicembre 2012

Com'è piccolo il mondo


Tutti gli anni alle scuole medie di Tesserete, il gruppo genitori in collaborazione con una libreria del cantone organizza una mostra del libro.
Durante questa settimana, gli allievi vengono accompagnati dai docenti a visitare la mostra, e hanno la possibilità di comperare questi libri, o di segnare i titoli per cercarli poi in biblioteca.
Parallelamente due animatrici vanno due ore in ogni classe e parlano di libri ai ragazzi.

Quest'anno a causa di qualche sostituzione dell'ultimo minuto mi sono trovata a fare i miei due turni, più altri due e ho avuto modo di curiosare ben bene fra i libri che avevano anche una bella scelta per noi adulti.
Mi ha colpito molto, fra gli altri, "Il talento del cuoco" di Martin Suter, tanto che ho deciso di inserirlo nella sezione istinto della sfida LeggiAmo 2013.

Mentre ero in biblioteca della scuola a distribuire i libri della mostra, ho avuto il piacere di conoscere Cecilia, da 30 anni biblitoecaria qui, chiacchierando di libri, al posto di fermarmi per mezz'ora come previsto, ci ho passato la mattinata.
Ho scoperto che la mia tessera della biblitoeca cantonale vale anche qui.
Già che c'ero ho deciso di approfittarne e ho tappato alcuni buchi della mia lista LeggiAmo 2013, se non erro la Q e la U.
Cecilia mi anche consigliato "Com'è piccolo il mondo" di Martin Suter, visto che l'altro non c'era, e devo dire che è stato un bel consiglio.
L'ho letto a cavallo del Natale e con l'influenza, quindi leggevo a poco a poco, ma mi è piaciuto molto.
Vi lascio qui sotto la recensione, presa da qui.

"Com'è piccolo il mondo" di Martin Suter
L'elegante sessantenne Konrad Lang un giorno dà fuoco per errore alla villa di Corfù dei Koch, al momento assenti. Pensionato dei Koch, Konrad è stato allevato come compagno di giochi e schiavo consenziente di Thomas Koch, ricco erede degli stabilimenti Koch ed è un po' il cugino di terzo grado della famiglia, quello di cui ci si vergogna. Innamoratosi, Konrad smette il vizio dell'alcool e sta per affrancarsi dai Koch, coi quali intrattiene rapporti atroci e atrocemente complicati. Sennonché comincia a dimenticare la strada di casa, mette le calze al posto delle verdure, va in vestaglia sulla neve. La diagnosi è: Alzheimer. Il passato prossimo va a brandelli e riaffiorano vecchi ricordi indicibili. L'impero dei Koch a sua volta vacilla perché un vecchio che ha perso tutto tranne l'infanzia saluta tutti con un: «Com'è piccolo il mondo!». Martin Suter scrive un brillante e piacevole romanzo sul tema drammatico e crudele del morbo di Alzheimer, volge lo sguardo sulla buona società svizzero-tedesca, ovattata, ostile, ipocrita, avida di guadagno, e penetra in questa civiltà del segreto scoprendo quanto sia piccolo il mondo, piccolo proprio come la Svizzera.

martedì 20 aprile 2010

Il Sangue dei fiori


Il libro di cui vi parlo oggi è " Il Sangue dei Fiori" di Anita Amirezzvani.
E' un libro che mi è piaciuto moltissimo, ambientato nella Persia del XVII secolo e racconta di una ragazza che poco prima che le venga assegnato uno sposo si trova a dover rivedere la sua posizione a causa della morte del padre.
Per poter sopravvivere deve andare con la madre a casa di lontani parenti, non sapendo cosa il destino le serberà.
La sua dote principale é una grande voglia di creare tappeti, arte in cui é brava e molto veloce, ma la situazione femminile non è di sicuro facile, e la protagonista deve lottare molto per non cadere nella schiavitù e nell'indigenza.
Fa da sfondo una Persia che non c'è più, da racconto da "1000 e una notte", eppure ancora oggi così attuale.

Mi é piaciuto soprattutto perché l'ho trovato non scontato, non é il solito libro dove alla protagonista
o vanno tutte storte per poi "risorgere" con un finale eclatante
o le va sempre tutto bene
la trama viene raccontata come avrebbe potuto effettivamente essere la vita di una qualsiasi ragazza in quel periodo e contesto.

Anche questo libro l'ho letto tutto d'un fiato, e dalle primissime pagine sono corsa a comperare dei datteri, che vengono menzionati spesso e che mi facevano proprio venire l'acquolina in bocca, visto che nel romanzo vengono menzionati spesso.


a presto

Leyla