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sabato 1 maggio 2021

Il basilico di Palazzo Galletti

Il Basilico di Palazzo Galletti
Giuseppina Torregrossa
pag. 256
ed. Mondadori
****
04/2019

Come si sceglie un libro? Ma poi siamo proprio sicuri di essere noi a scegliere un libro?
Non é che magari é proprio il libro in questione che ci chiama, che ci manda messaggi?
Io sono sempre più convinta che il libro di cui abbiamo bisogno ci capiti nel momento giusto.
Avevo visto questo libro in libreria in diverse occasioni, ero attratta dalla copertina, ho letto la trama, sembrava interessante.
Ma come ogni volta che entro in libreria, mi devo dare un freno, prendo nota di parecchi titoli che poi cercherò nella fornitissima biblioteca cantonale di Lugano e mi concedo solo un libro, e non era mai il momento.

Poi come tutti gli anni, un gruppo di amici verso maggio fa un giro in Sicilia in moto, alcuni di loro me ne parlano già da settimane prima con un tono di aspettativa che mi fa venir voglia di partire, se non fosse per il piccolo particolare che ho una paura tremenda ad andare in moto, e che comunque é una vacanza di soli colleghi di lavoro.
I giorni che precedono la partenza, la loro, riescono a trasmettere un'allegria da giorno prima delle vacanze anche a me che rimango qui a lavorare, a un paio di loro chiedo di pubblicare fotografie e aggiornamenti così che possa virtualmente gustarmi il viaggio.

Comincia così la mia settimana siciliana vissuta a Lugano, con tanto pesce, pesto alla trapanese, visite a quel negozio sotto la Cattedrale di Lugano che vende cannoli.
Ed é in questo momento che mi viene in mente il libro "Il basilico di palazzo Galfetti".
Vado in libreria e lo prendo, ed é stata la scelta perfetta!
Fin dalle prime pagine sono stata catapultata nel calore delle persone, nel caos della città e nei profumi della Sicilia.
Non importa se questo non é il suo primo libro, non importa se questo fa parte di una serie e mi sa che ho cominciato dal secondo, posso solo dire che mi é piaciuto moltissimo.
L'idea di avere ancora diversi libri suoi da leggere mi riempie di gioia e di aspettativa, tanto quanto il viaggio in Sicilia che sono sicura farò.

La trama la rubo qui:
L'estate avvampa a Palermo, la terra è arida e i bacini a secco. Dai rubinetti, come sempre in agosto, l'acqua scende appena, sui marciapiedi l'immondizia fermenta rendendo l'aria irrespirabile, e a nulla servono preghiere e invocazioni a santa Rosalia affinché faccia piovere. I poveri si muovono nei bassi come fantasmi nella polvere, i più abbienti hanno già lasciato i quartieri alti per le loro ville al mare. Nell'attesa della festa in onore della patrona della città, Marò, da poco promossa a capo del gruppo "antifemminicidio", porta avanti con riluttanza una nuova complessa indagine su un omicidio avvenuto il giorno di Ferragosto. Non attraversa un periodo felice, la commissaria. La promozione, anziché gratificarla, l'ha resa insicura, come non si sentisse all'altezza di quella nuova responsabilità - e in cuor suo desidera smettere "la pesante divisa da poliziotta, per vestire i panni più leggeri della cuciniera" -; la turbolenta relazione con Sasà, sempre più intrattabile da quando il questore l'ha spedito in un sonnacchioso commissariato dove nulla funziona e nulla accade, pare volgere al tramonto fra risentimenti, incomprensioni e défaillance sessuali. Gli anni passano veloci, troppo, e forse quell'uomo bizzoso, un tantino rozzo e grossolano, è l'ultima possibilità che le rimane di crearsi una famiglia. È per questo, perché la sua vita è a un punto morto, che Marò avrebbe preferito non occuparsi del caso? Intanto l'indagine, inaspettatamente, le sta mettendo sotto il naso man mano elementi che sembrano avere bizzarre implicazioni con la sua vita privata. Quale svolta l'attende in fondo a questa estate "che non lascia presagire nulla di buono"?

sabato 30 gennaio 2021

Il visconte dimezzato

Il Visconte dimezzato
Italo Calvino
133 pag.
e-book
****

Quando andavo alle elementari avevo un maestro molto bravo che ha saputo nutrire la mia voglia di sapere e ha ampliato i miei orizzonti di lettura inserendo parecchi scrittori che a casa mia non erano molto amati, probabilmente perché discostavano un po' dai gusti degli adulti di casa.
Italo Calvino é uno di questi.
Mi ricordo di aver letto diversi suoi libri alle elementari, ma di ricordarmene ben pochi.
Alcune settimane fa ho letto diversi post su "Se una notte d'inverno un viaggiatore" e mi é venuta voglia di rileggerli.
Non avendo nessun libro di questo scrittore, ho guardato sulla piattaforma MLOL, mia fonte di salvezza assieme alla mia amica Raffaella delle mie numerose letture durante i lunghi mesi a casa dal lavoro a causa della pandemia.
Probabilmente in questi tempi é molto usata e c'era disponibile solo "Il visconte dimezzato", che si é rivelato una lettura molto piacevole.
Mi é piaciuta la storia e anche il messaggio che ne scaturisce.

Trama (presa qui):
La bizzarra storia del visconte Medardo di Terralba che, colpito al petto da una cannonata turca, torna a casa diviso in due metà ( una cattiva, malvagia, prepotente, ma dotata di inaspettate doti di umorismo e realismo, l'altra gentile, altruista, buona, o meglio "buonista").

02/2021
Sfida personale: 64. Letteratura italiana del passato

Cosa ho imparato?
Come dice l'autore in un'intervista, in ognuno di noi possono convivere una parte buona e una parte cattiva.

sabato 23 gennaio 2021

Un figlio e ho detto tutto

Un figlio e ho detto tutto
The Pozzolis family
245 pag.
Mondadori
****

Comincio sempre l'anno con dei libri divertenti, e come l'anno scorso volevo cominciare con un libro della serie di "Flavia de Luce", che normalmente prendo in biblioteca, ma per diversi motivi non sono riuscita a passare.

Diversi mesi fa avevo preso in una bibliocabina un paio di libri, e fra gli altri c'era anche questo dei Pozzoli, ho pensato di cominciare l'anno con questo libro e devo dire che ne sono stata contenta.
Conoscevo già Gianmarco per il suo lavoro di attore e comico in diversi programmi TV e nella fiction "A un passo dal cielo", e conoscevo Alice per la loro pagina su Facebook e Instagram.
Il libro parla dei loro primi incontri, di quando si sono innamorati, della decisione di avere Giosué e termina un Natale strampalato con la notizia dell'arrivo di Olivia.
Mentre leggevo mi sembrava di sentirli parlare, e devo ammettere che ho riso in più di un'occasione, un diario tenero e irriverente di una coppia che si é decisamente "trovata".

01/2021
Sfida personale : 5.un libro che avevo già in casa

Cosa ho imparato?
Più che imparato, ho consolidato la certezza che prendere la vita con un po' più di allegria e spensieratezza non ci mette al riparo dai momenti no, ma di sicuro ci aiuta ad alleggerirli.

domenica 19 aprile 2020

Proibito leggere


Proibito leggere
Alan Gratz
ed. Mondadori
****

Ho trovato questo libro per ragazzi molto piacevole, l'ho letto a febbraio, ma per una questione di tempo riesco a scriverne la mia recensione.
Devo dire che per una volta il mio ritardo cronico a scrivere le recensioni, dovuto soprattutto alla voglia di tuffarmi in un nuovo libro quando ne finisco uno, é stata una delle cose più significative che potessi fare in termine di post.

La storia racconta di una protagonista che ha qualche problema a relazionarsi con i compagni di scuola  e che anche a casa non riesce mai ad imporsi, l'unica sua isola felice sono i libri.
Un po' come quello che sta succedendo a tutti noi in questo periodo che siamo chiusi in casa, in cui oltretutto hanno chiuso librerie e biblioteche.
Mai come in questo periodo ho potuto capire fino in fondo quello che la piccola Amy Anne deve aver provato quando le hanno portato via la possibilità di rifugiarsi nel nido confortevole che solo i libri le sanno dare, e proprio come lei ho attuato degli stratagemmi per poter continuare a leggere, tipo scambi con amiche, leggere in digitale, rileggere e dare una possibilità a libri che non avrei mai letto.


Trama dal sito dell'editore
Amy Anne ha nove anni, obbedisce sempre ai genitori, non si lamenta mai e non dice mai la sua. Ma quando alcuni libri, tra cui il suo preferito - quello che ha già letto tredici volte e non si stancherebbe mai di rileggere -, vengono banditi dalla biblioteca della scuola perché accusati da una mamma di essere inappropriati, Amy Anne capisce di non poter restare ferma a guardare. Leggere tutti i libri messi all'indice vorrebbe essere il suo silenzioso gesto di protesta, ma altri compagni si uniscono a lei e in breve tempo si trova a gestire segretamente nel suo armadietto una Biblioteca dei Libri Banditi. Quando viene scoperta, Amy Anne e i suoi amici decidono di non arrendersi e contrattaccare: in fin
dei conti, una volta che hai bandito un libro puoi bandirli tutti….


12/2020
Sida personale: 27. Un libro che parla di libri

Ho imparato che in caso di bisogno ci sono sempre delle valide alternative e che bisogna battersi per quello in cui si crede.

mercoledì 19 febbraio 2020

Il socio

Il Socio
John Grisham
ed. I Miti
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Recensione molto, ma molto vecchia.
Da quando mi ricordo ho sempre avuto un libro nella borsa, passo parecchie ore al giorno sui mezzi pubblici, o in attesa dei mezzi pubblici e per ingannare l'attesa leggo.
Mi ricordo che parecchi anni fa, avevo finito un libro, ma considerando che ne avevo parecchi a casa in attesa, mi dispiaceva comprarne dei nuovi.
Di ritorno da una visita in ospedale a mia nonna, con parecchio tempo da aspettare prima di rientrare a casa, a pochi giorni dalla nascita della mia prima figlia, entro in un'edicola, che all'epoca vendeva ancora prevalentemente riviste e racconto all'edicolante che per la prima volta da diverso tempo ero rimata senza il "sostegno" di un libro.
Lui mi fa vedere una nuova serie di libri appena usciti, se non sbaglio in edizione ultraeconomica, e ne scelgo due, uno di Rosamunde Pilchner e l'altro "Il socio" di John Grisham.
Comincio subito il primo, carino, ma dopo averne letti altri due di questa scrittrice, mi accorgo che non mi appassiona come dovrebbe, trovo il suo stile di scrittura un po' troppo descrittivo e mieloso, oltrettutto i libri mi sembrano tutti simili.
L'altro libro, quello di Grisham, lo comincio il giorno prima di avere mia figlia, mi prende talmente tanto che non riesco a staccarmene, lo infilo nella borsa dell'ospedale e lo leggo voracemente in quei giorni bellissimi, tra le numerosi visite e le coccole alla mia piccola che dormiva moltissimo.

Da quel giorno é nato il mio amore per John Grisham, che mi ha portato a leggere moltissimi suoi libri, anche se non tutti, per variare un po' le mie letture.
Ne ho parecchi suoi che non ho ancora letto, ma che sono li in paziente attesa.

Di sicuro uno scrittore molto prolifico, forse quello di cui ho letto di più, da parecchi suoi libri sono stati tratti film, che ho guardato solo dopo averli letti.
Oggi, a distanza di poco più di 24 anni, posso affermare senza ombra di dubbio che é lo scrittore al quale sono rimasta più fedele, e che continuerò a seguire.
Per parecchi anni, ogni anno al mio compleanno ricevevo il suo ultimo libro, che ovviamente divoravo in un attimo.

Cosa ho imparato?
A volte dare una chance ad uno scrittore sconosciuto o a un genere a noi inusuale può portare ottime sorprese.

martedì 20 febbraio 2018

Storie della buonanotte per bambine ribelli


Storie della buonanotte per bambine ribelli
di Francesca Cavallo e Elena Favilli
ed. Mondadori

Ho acquistato questo libro alla Feltrinelli in stazione centrale a Milano per mia figlia mentre stavo andando da lei a trovarla a Firenze.
Me lo sono letto tutto durante il viaggio.
Poi ce lo siamo rilette assieme durante la settimana, a volte sorridendo a volte commosse.
La maggior parte delle donne descritte le conoscevamo già, ma abbiamo approfondito lo stesso la loro storia, alcune non le conoscevamo e ci ha fatto piacere sapere qualche cosa in più su di loro.

Ho letto parecchi pareri su questo libro, da chi come me ne era entusiasta, a chi diceva che per essere straordinarie non bisogna essere ribelli.
Forse il termine ribelli era inteso come andare controcorrente da quello che ci si aspettava da queste donne all'interno del loro contesto sociale o del loro periodo storico.
Se non sbaglio, é uscito un secondo libro e non vedo l'ora di conoscere altre donne che hanno saputo crearsi il loro posto speciale nel mondo.


giovedì 2 febbraio 2017

2/2017 Amiche di penna


Amiche di penna
di Marosella di Francia
e di Daniela Mastrocinque
pag. 193
ed. Mondadori
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Ho scelto questo libro per la sfida di LeggiAmo, mi serviva un romanzo epistolare e durante il mio giro per librerie ha subito catturato la mia attenzione.
Devo purtroppo ammettere che non ho letto ne Anna Karenina ne Madame Bovary, e se da una parte il libro mi ha dato modo di conoscere a grandi linee le due storie, non mi ha nemmeno invogliato a leggerle, soprattutto quando ad un certo punto le due storie si intersecano con un terzo personaggio famoso.

Trama:
Mentre è in viaggio in Italia con il suo amante Vrónskij, Anna Karénina avvia quasi per caso una corrispondenza con Emma Bovary, una signora francese che abita in provincia. Per sfuggire alla monotonia della propria vita, Emma cerca rifugio nei piaceri della letteratura e quindi non esita a consigliare ad Anna di leggere L'epistolario di Abelardo ed Eloisa, che l'ha conquistata. Anche sulla spinta di questa comune passione, le due donne iniziano a scriversi con assiduità e a scambiarsi racconti, chiacchiere e considerazioni sulle rispettive esistenze, che in parte ricalcano la trama dei romanzi di cui sono protagoniste, in parte la reinterpretano o la reinventano. Mentre la corrispondenza tra Anna ed Emma si fa sempre più intima e disinibita, a una festa in casa Guermantes Anna incontra Charles Swann, che la introduce nei fascinosi ambienti di una Parigi a lei sconosciuta, l'accompagna al Père-Lachaise sulla tomba di Abelardo ed Eloisa, all'atelier di Degas, ai caffè degli impressionisti e soprattutto le presenta la sua amante, la cocotte Odette de Crécy. Nel frattempo, a Rouen, Emma incontra a teatro Rossella O'Hara e Rhett Butler: prigioniera delle sue passioni e ostinata nel desiderio di evadere dal meschino orizzonte borghese, progetta di partire per l'America con la sua nuova ed effervescente amica... Lettera dopo lettera prende dunque forma una galleria di personaggi femminili indimenticabili: donne romantiche, appassionate e sognatrici oppure irrisolte, ciniche, disincantate. Anna ed Emma, specchiandosi l'una nell'altra, mettono a confronto con sempre maggiore intensità le rispettive concezioni dell'amore, si confidano, s'ingannano, s'inseguono, si sfiorano senza mai incontrarsi. Riusciranno a cambiare il proprio destino?

sabato 31 gennaio 2015

Lo zaino di Emma


Lo zaino di Emma
Martina Fuga
Ed. Mondadori
Pag. 144
****

Sono venuta a conoscenza di questo libro nel gruppo facebook Runningformommies, di cui faccio immeritatamente parte visto che per il momento di correre non se ne parla.
Martina invece è una mamma che correre, ed è anche la mamma di Emma, una bimba nata con la sindrome di down, ma è anche la mamma di Giulia e di Cesare.
Racconta la sua esperienza per condividerla con gli altri genitori, e si mette veramente a nudo, parlando dei suoi timori e delle sue preoccupazioni, di tutti gli iter burocratici da seguire per ogni minima cosa, ma lo fa in un modo che mi è piaciuto moltissimo, senza vittimismi e senza voler sembrare una mamma eccezionale, e dal libro traspare questa donna che è semplicemente una mamma come tante altre.

Emma ha partecipato con la sua mamma alla campagna "Dear Future Mom".

Il blog di Martina si chiama Imprevisti, sottotitolo "Fai di ogni imprevisto un'opportunità".

Mi è piaciuto moltissimo il fatto che consideri l'handicap di Emma come uno zaino che la bimba dovrà portare sulle sue spalle per tutta la vita, che per quanto tutta la famiglia cercherà sempre di alleggerire resterà appunto sulle spalle di Emma.

Mi è piaciuto molto il suo modo di scrivere e trovo che il capitolo in cui parla del marito Paolo Orlandoni, portiere dell'Inter, sia una bellissima dichiarazione d'amore.
Una frase su tutte mi ha colpito : "Hai insegnato ai nostri figli il valore del contare senza essere protagonisti, ..."

Se posso permettermi, devo dire che questa donna, mamma di una rossa, di una bruna e di un biondo mi piace molto!




sabato 13 dicembre 2014

11 - Stelle, Starlet e adorabili frattaglie


Stelle, Starlet e adorabili frattaglie
Gaetano Capelli
Pag. 182
Ed. Mondadori
***

Su un sito di cucina che mi piace molto avevo letto di questo autore, che scrive sempre libri che parlano anche di vini, cibo e ristoranti, così mi sono lasciata attirare.
L'unico libro a cui ho dato tre stelline quest'anno, e questo la dice lunga...

Pensavo che il romanzo ruotasse attorno al cibo, o che almeno ne parlasse, invece ho trovato tutto un intreccio abbastanza grottesco e irreale basato su coincidenze ed equivoci.

La storia ruota attorno alla famosa "stella" ricevuta da un ristorante sconosciuto, che grazie a trucchetti balza agli onori della cronaca, intervallata dalla storia dell'organizzazione della sagra annuale delle frattaglie.

lunedì 24 novembre 2014

22 - Il piccolo burattinaio di Varsavia di Eva Weaver


Il piccolo burattinaio di Varsavia
Eva Weaver
pag. 274
Ed. A. Mondadori
*****

Ho appena finito questo libro, ho letto l'ultima pagina proprio ora e nonostante io abbia parecchi altri libri di cui parlare, che ho letto prima di questo, voglio scrivere di getto quello che mi ha lasciato, quello che mi ha trasmesso.

Circa un anno fa ero in libreria con mia sorella, che decise di comperare questo libro per Amedea, la mia nipotina e figlioccia, accanita lettrice, che al quarantesimo compleanno di sua madre, alla vista dello scatolone con all'interno 40 libri che le regalammo disse :
"Questo è il regalo più bello del mondo, lo vorrei anch'io"
Il libro era anche in previsione di un viaggio che avrebbero poi fatto a Cracovia.

Mi era sembrato interessante, me l'ero annotato e le avevo chiesto di prestarmelo una volta che Amedea l'avrebbe finito.
Poi me ne sono dimenticata.
Non mi è nemmeno mai capitato di vederlo nei gruppi di lettura.

Sei giorni fa sono uscita a cena con una ex compagna di scuola, ci eravamo perse di vista e poi ci siamo ritrovate circa tredici anni fa, abbiamo due figli della stessa età che hanno frequentato le scuole assieme, anzi, i nostri secondi sono nella stessa classe da ben undici anni, avendo scelto lo stesso percorso formativo.
A cena fra una chiacchiera e una risata, mi dice che mentre aspetta fra un turno e l'altro del suo lavoro legge; per chi è malato di libri come noi, questa è un'esca appetitosa, si comincia a chiacchierare di libri e mi dice che ha appena finito di leggere "Il Burattinaio di Varsavia".
Le dico che mi sarebbe piaciuto leggerlo, lei dice che me lo presta e parliamo d'altro.

Quattro giorni fa, mia figlia arriva a casa e mi da il libro, scherzando sul fatto di essere la mia spacciatrice di libri, visto che spesso prende dalla biblioteca scolastica libri che  poi mi passa.
Manca una decina di minuti a cena, la tavola è pronta, e nonostante io abbia altri libri cominciati, leggo una paginetta, così tanto per dare un'occhiata.
La cena è in tavola e io ne ho già lette una ventina, faccio in fretta la cucina per poter riprendere a leggere e non me ne stacco più.

Come si può intuire il libro parla della guerra e della vita nel ghetto di Varsavia, ma non intendo scrivere la trama o fare il riassunto, perché non so se troverei le parole per descriverlo come merita.

Mi ha dato tanto, mi ha fatto divorare un libro dopo un bel po' di tempo, ma non per come è scritto, ma per quello che dice, lo so che gli avvenimenti sono reali ma quello che succede un po' improbabile, l'ho trovato un libro molto "intimo", che mi ha coinvolto molto, facendomi spesso tenerezza e molto più spesso commuovere, facendomi capire come sia stata dura la lotta giornaliera per poter sopravvivere, sia cercando di non farsi uccidere o deportare, ma soprattutto cercando di non lasciarsi schiacciare da tutta la cattiveria, la malignità e le privazioni a cui erano sottoposti ogni giorno.
A trovare ogni giorno la forza per alzarsi, la forza per andare avanti, la forza di cercare del cibo, ma sopra ogni cosa la forza per continuare a vivere.

Molto toccante il senso di colpa che il protagonista prova per essere costretto ad esibirsi e a far divertire i soldati nazisti, da lui definiti ratti, senza rendersi conto che in realtà faceva molto di più, oltre a riuscire ad avere qualche piccolissimo beneficio occasionale, in parecchi casi ha salvato delle vite grazie ai suoi burattini.

Forse ho preso questo libro in modo molto personale, rivedendo nel carattere del protagonista da anziano Mika, tutto il carattere di mio nonno Pawel, nato in Polonia, che all'epoca dell'inizio della guerra aveva 30 anni, e che come il burattinaio, una volta arrivato in una zona di pace, ha preferito non parlare più di quello che è successo.

Il libro si divide in tre parti, una in cui parla Mika il burattinaio di Varsavia, l'altra in cui parla Max il soldato tedesco, la terza è il collegamento fra i due racconti, e mi ha dato la conferma che:
 
in una guerra non c'è mai nessuno che vince.

domenica 23 novembre 2014

10 - Gli effetti secondari dei sogni di Delphine de Vigan


Gli effetti secondari dei sogni
Delphine de Vigan
pag. 239
ed. Mondadori
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Questo libro è stato consigliato a mia figlia dalla bibliotecaria della scuola, premetto che mi piacciono le persone che amano il proprio lavoro e, come in questo caso si diano il tempo per parlare con gli utenti della loro biblioteca, consigliando libri adatti alla loro età.

Il libro in effetti è ideale per degli adolescenti, parecchie cose sono scritte in modo "non crudo" e pensate per il pubblico a cui è rivolto, nonostante questo è un libro molto bello anche per chi ha qualche anno in più, con alcuni spunti che dovrebbero far riflettere noi genitori.

Mi ha intenerito molto il fatto che Lou scriva le nuove parole che impara su dei foglietti e se li appenda in camera.

Trama da Anobii:
Lou Bertignac ha dodici anni: la sua famiglia, chiusa nel ricordo inconfessabile di una tragedia del passato, vive in un silenzio opprimente, mentre a scuola la sua intelligenza fuori dal comune l'ha portata in una classe avanzata, piena di studenti più grandi che non hanno nulla a che spartire con lei. Incapace di creare una relazione con chiunque, Lou passa la maggior parte del suo tempo libero a vivere le emozioni degli altri: guarda il calcio in televisione per osservare la gioia dei giocatori, spia le persone per strada e, soprattutto, frequenta le stazioni ferroviarie parigine perché in quei luoghi si concentra l'emozione di amanti che si salutano, di famiglie rimaste a lungo separate, di amici che si ritrovano. È proprio qui, alla stazione di Austerlitz, che Lou trova, tra la folla, una ragazza appena più grande di lei, Nolwenn, che si è lasciata alle spalle un passato difficile e ora vive da randagia. Tra le due, nel tempo di uno sguardo, si crea un'intesa speciale, che nessuna delle due aveva mai trovato prima. Due ragazze totalmente sole, diverse ma destinate, in qualche modo, a riconoscersi tra la folla della città, finiranno così per stringere un'amicizia che, nata lentamente, arriverà a cambiare la loro vita e il loro mondo. La vicenda, drammatica eppure lieve, di due vite chiamate a intrecciarsi e, se non a salvarsi, almeno a trovare nuove speranze.

Citazioni dal libro
"Siamo capaci di spedire aerei supersonici e missili nello spazio, identificare un criminale grazie a un capello o un minuscolo lembo di pelle, creare un pomodoro che resti tre settimane in frigorifero senza raggrinzirsi, contenere miliardi d'informazioni in un microchip. Siamo capaci di lasciar morire la gente per strada."

"Chi pensa che la grammatica sia solo un insieme di regole e obblighi si sbaglia. Se ti appassioni, la grammatica ti rivela il senso nascosto della storia, occulta il disordine e l’abbandono, collega gli elementi, accosta i contrari, la grammatica è uno strumento formidabile per organizzare il mondo come si vorrebbe che fosse."

"...C'è come una città invisibile nel cuore stesso della città. La donna che ogni notte dorme nello stesso posto, fra le buste di plastica e nel sacco a pelo. Direttamente sul marciapiede. Gli uomini sotto i ponti, nelle stazioni, la gente distesa sui cartoni o rannicchiata sopra una panchina. Un giorno cominci a notarli. Per strada, in metropolitana. Non solo quelli che chiedono l'elemosina. Anche quelli che si nascondono. Li riconosci dall'andatura, la giacca sformata, il maglione bucato. Un giorno ti affezioni a una figura, una persona, ti fai delle domande, cerchi di trovare delle risposte, delle spiegazioni. E inizi a contarli. Sono migliaia. Il sintomo del nostro mondo malato. Le cose sono come sono. Ma io credo che occorra tenere gli occhi bene aperti. Per cominciare."

"Vado spesso alla Gare d'Austerliz, il martedì o il venerdì, quando le lezioni finiscono prima. Ci vado per guardare i treni partire e per l'emozione, mi piace vedere l'emozione della gente, per questo non mi perdo una partita di calcio in televisione, mi piace così tanto quando si abbracciano dopo aver fatto goal, corrono con le braccia alzate al cielo e si stringono, come non mi perdo mai Chi vuol essere milionario?, dovete vedere le ragazze quando azzeccano la risposta giusta, mettono le mani davanti alla bocca, buttano indietro la testa, strillano e tutto quanto, gli occhi gonfi di lacrime. Nelle stazioni è un'altra cosa, l'emozione s'intuisce dagli sguardi, dai gesti, dai movimenti, ci sono innamorati che si lasciano, nonne che ripartono, donne dagli ampi cappotti che abbandonano uomini dal colletto rialzato, o viceversa, osservo persone che partono non si sa per dove nè perchè nè per quanto tempo, che si dicono arrivederci attraverso il finestrino con un cenno oppure si sgolano quando nessuno può più sentirle. Con un po' di fortuna assisti a delle vere e proprie separazioni, voglio dire che si capisce che durerà a lungo o che sembrerà eterna (il che è lo stesso), allora l'emozione si fa densa, come se l'aria s'inspessisse, come se fossero soli, senza nessuno intorno. Lo stesso succede quando arrivano i treni, mi piazzo all'inizio della banchina, osservo le persone che aspettano, il viso teso, impaziente, gli occhi che scrutano e di colpo quel sorriso sulle labbra, il braccio teso, la mano che si agita, mentre si vengono incontro e si abbracciano: è la cosa che fra tutte preferisco."

6 - La cena di Natale di Luca Bianchini


La cena di Natale di Io che amo solo te
di Luca Bianchini
Pag. 183
Ed. Mondadori (Libellule)
****

Nonostante io non abbia letto il primo libro, Io che amo solo te, non ho fatto fatica a seguire lo svolgersi della vicenda.
Un racconto divertente, a volte con qualche spunto di riflessione, con personaggi talmente strani che risultano realistici.
Un romanzo che scorre bene, che si legge in fretta e che fa sorridere.

Trama da Anobii :
È la vigilia di Natale e sono tutti più romantici, più buoni, ma anche un po' più isterici. Polignano a Mare si sveglia magicamente sotto la neve che stravolge la vita del paese, dividendolo tra chi ha le gomme termiche e chi no. La più sconvolta è Matilde, che riceve quella mattina un anello con smeraldo da don Mimì, suo marito, "colpevole" di averla troppo trascurata negli ultimi tempi. Lei si esalta a tal punto da improvvisare un cenone per quella stessa sera nella loro grande casa, soprannominata il "Petruzzelli", in cui troneggia un albero di Natale alto quattro metri e risplendono le luminarie sul tetto...


mercoledì 4 settembre 2013

51 - Oltre la rottamazione


Oltre la rottamazione
Matteo Renzi
pag. 112
Mondadori

Non so perché mi piace Matteo Renzi, o meglio so perché mi piace adesso, ma fin da subito quando l'ho visto la prima volta mi sono detta : "ecco un politico diverso".

Sarà stata la sua aria da bravo ragazzo, da scout under 40 come si definisce lui...
Sarà perché al contrario di quello che lui dice la politica non è un fatto anagrafico, conta certo l'esperienza, ma conta moltissimo anche la voglia di cambiare, di rinnovare, di non volersi sedere sugli allori...
Sarà che ha fatto suo il motto "Lasciate questo mondo migliore di come l'avete trovato" di G. Baden Powell, fondatore degli scout...
Sarà che a vederlo girare a Firenze in bicicletta c'ha quell'aria da fiorentino al lavoro...
Sarà che è il sindaco della mia città preferita...

Ma di sicuro dopo aver letto il suo libro e aver seguito la sua pagina FB so che mi piace per quello che pensa, per come lo dice, ma soprattutto perché "FA", e questo non è da tutti.

Un post nato per parlare di questo libro che ho divorato in poche ore, al quale ho fatto cose che mai nella mia vita avevo fatto ad altri (tipo orecchie e sottolineature, molte sottolineature), si sta trasformando nella prossima campagna elettorale per il sindaco Renzi, tranquilli io non posso nemmeno votare in Italia ;) e dei partiti italiani non capisco praticamente nulla, e se devo dirla tutta ho un po' gufato contro di lui quando si parlava di una poltrona a Roma, spero che mi scusi, ma volevo tenerlo lontano ancora un po' dalla fossa delle iene (lo so che erano leoni, ma al giorno d'oggi ...)

Il suo libro mi è piaciuto molto, è un libro positivo, che mi ha fatto ridere e sorridere, mi ha fatto capire meglio certi meccanismi assurdi della politica, mi ha fatto quasi annegare nella complessa burocrazia italiana ma soprattutto mi ha dato parecchi spunti di riflessione.

Ho amato moltissimo il racconto vero sulla Signora Rita, che si lamenta di tutte le mancanze vere o presunte di Matteo Renzi, ma appena un giornalista prova ad attaccarlo lei controbatte : "Fermo lì, te. Come ti permetti? Il mio sindachino me l'offendo da sola"

Ecco alcune frasi che mi sono rimaste "attaccate" di questo libro :
  • preferisco ammirare che invidiare
  • un leader  è chi leggendo i sondaggi, prova a cambiarli, non a contestarli
  • quando si sbaglia si usa sempre l' "io", quando si vince si usa sempre il "noi"
  • nell'esperienza da sindaco, agisco laicamente : ho giurato sulla Costituzione, non sul Vangelo. Rappresento la città, tutta intera, non solo quella che va a messa la domenica.
  • occorre far sì che il domani torni a essere il domani. Che esprima un'idea di Italia non solo per i prossimi tre mesi, ma magari per i prossimi venti anni. Un paese che non stia a piangere sui cervelli in fuga ma che provi ad attrarre i cervelli di chi vuol venire.
  • ... guardandoci allo specchio la mattina dobbiamo abituarci a pensare che le scelte per un Paese non si fanno per le elezioni successive, ma si fanno per le generazioni successive.
Come mi piace questo sindachino che dice :

Il futuro è passione, è sfida, è curiosità
 
 

Questo libro partecipa a "Io leggo italiano", "100 libri in un anno", "Tributes Reading Challenge", "Reading Challenge 2013".

domenica 9 giugno 2013

46 - La cucina degli amori impossibili

La cucina degli amori impossibili
Roberto Perrone
pag. 290
ed. Mondadori

Lo scrittore è un giornalista sportivo del Corriere della sera, scrive anche di viaggi e di enogastronomia ed ha coniugato queste tre cose nella trama di questo libro appena uscito in libreria.
La storia mi è piaciuta molto, anche se leggendo la trama e la frase sul retro del libro :
"Due cuori e due cucine. Amori e dissapori tra i fornelli di due ristoranti d'eccellenza"
mi aspettavo qualcosa d'altro, ma questa è colpa mia.
Pensavo che i due innamorati si sarebbero fatti la guerra a suon di ricette e di stelle, invece il libro è quasi tutto incentrato sul passato, su cosa è successo e su cosa ha portato a questa situazione di "guerra" fra i due ristoranti, per poi liquidare alla fine in poche pagine l'epilogo della storia fra i due.
Ho trovato lo stile narrativo poco scorrevole, era sempre il protagonista che parlava e parlava, ci ho messo una vita a finirlo


Trama dal sito dell'autore.
Forse due ristoranti “stellati” sono troppi per un piccolo borgo, anche se quel piccolo borgo è incastonato nello splendido ed esclusivo scenario della Riviera ligure: la rivalità diventa inevitabile e il conflitto aperto molto probabile.

È quello che succede tra i Cavasso e i Maggiorasca, le famiglie titolari dei due ristoranti pluripremiati, da sempre vicinissime, da sempre irriducibilmente contrapposte.

Cesare Cavasso, uomo eccentrico e autoritario cuoco di genio, ma abituato a tiranneggiare parenti e sottoposti, sostiene che Vittorio Maggiorasca, ex sous chef nel suo ristorante prima di mettersi in proprio, gli abbia rubato le ricette; Vittorio, al contrario, ritiene che sarebbe stato Cesare a ispirarsi alle sue idee.

La loro rivalità dura per due decenni, senza che Vittorio riesca a ottenere l’agognata terza stella (quella che fa veramente la differenza).

Fino all’improvvisa morte del patriarca Cavasso. Per i Maggiorasca è finalmente il momento di sorpassare i rivali, rimasti senza guida; e per farsi sostenere in questa impresa fanno rientrare la figlia Rossella, che nel frattempo è diventata socia di un ristorante a Boston.

Sullo stesso aereo che la riconduce in Italia c’è anche Augusto Cavasso, il figlio di Cesare, affascinante giocatore di basket, che è divenuto una star della NBA dopo essersi allontanato vent’anni prima dall’Italia per non dover seguire le orme del padre, e che adesso sta tornando a casa per i funerali e per raccoglierne, malvolentieri, l’eredità.

Tra i due, che non si conoscono, scatta, immediata, un’attrazione fortissima, ma basta scendere dall’aereo perché tutto si complichi. Lo sgomento che, a vederli insieme, si dipinge sul volto di sua sorella, rende subito chiaro ad Augusto che quella passione repentina quanto bruciante ha davanti a sé una strada tutta in salita... E così la contesa tra i Cavasso e i Maggiorasca si arricchisce di nuove tonalità, quasi fossero dei moderni Montecchi e Capuleti. Che stavolta, però, si fronteggiano in cucina.

Scandito con la grazia leggera di una favola e l’implacabile geometria di certe felicissime commedie, Roberto Perrone ci regala (ci serve, potremmo quasi dire) un racconto felice e un mistero inatteso lo costringeranno a rimettersi in gioco, trascinandolo in un’avventura che richiede coraggio, quello vero, la forza di guardare indietro e ripercorrere la propria vita come alla moviola, di fare i conti con il passato per affrontare il futuro.
Questo libro partecipa a  "Io leggo italiano", "100 libri in un anno", "Tributes Reading Challenge", "Reading Challenge 2013",  Sfida libri appetitosi.

sabato 13 aprile 2013

36 - Io prima di te


Io prima di te
Jojo Moyes
pag. 391
ed. Mondadori

Mi piace la copertina di questo libro, e negli ultimi mesi mi gironzolava e gli gironzolavo attorno.
Contrariamente a quanto faccio di solito ho letto diverse recensioni, quasi tutte erano entusiastiche.
L'ho quindi cominciato pensando di avere fra le mani IL LIBRO.
All'inizio l'ho trovato un po' troppo Harmony :
lei giovane/povera/sprovveduta e con un assoluto bisogno di un lavoro che non può dire di no, lui ricco/arrogante/uomo di mondo qui con l'aggravante della tetraplegia.
In altri punti ha attinto un po' da "Pretty woman" : le corse hai cavalli (adattato ai disagi con una carrozzina) e lui che le fa scoprire la musica classica e lei che ne rimane estasiata.
Per le descrizioni della tetraplegia c'erano molte similitudini con "Quasi amici" (o "Diavolo custode" nella versione che io ho letto).
Però prende e devo dire che mi è piaciuto molto e l'ho letto molto "voracemente".
C'erano cose inserite qua e la che mi sembravano messe per rimpolpare il libro, che non sarebbero state necessarie.
Mentre altre non sono state approfondite (ma il suo ragazzo che era contrario al tatuaggio non l'ha mai visto? nessun accenno alla cosa)
Certe cose erano un po' forzate : lei si trasferisce da lui perché in casa non ci stanno più ... ma come, la sorella all'università viene a casa due notti a settimana, ci sono stati fino al giorno prima e adesso non ci stanno più?
Lui è diventato tetraplegico e nella dépandance dove vive le pareti sono tappezzate di sue foto che pratica mille sport che non potrà mai più fare?
Il libro ha una parte frivola e una parte veramente drammatica, e non sono riuscita a capire bene se le due cose si armonizzavano fra loro o se erano in contrasto.
Devo dire che il finale scelto è stato a parer mio quello "giusto", anche se fino alla fine si rimane con il fiato sospeso.

Lou racconta i fatti in prima persona, ma qua e là vengono inseriti dei capitoli raccontati dagli altri protagonisti, che ci danno modo di sentire anche il loro punti di vista.

Dopo aver fatto questa recensione, ho raccontato a mia mamma di questo libro, dopo un paio di battute lei mi ha detto :
"Sai che ho visto un film che parlava di questo tema?"
e mi ha sciorinato pari pari tutta la trama del libro, ma non si ricordava bene il finale perché l'aveva visto diverso tempo fa.
Premetto che lei non ha letto il libro, visto che tutto quello che legge glielo passo io, ne segue programmi che parlano di recensioni o di libri.
Qualcun altro ha visto questo film?

Trama da Anobii.
Lou Clark sa tante cose. Sa quanti passi ci sono tra la fermata dell'autobus e casa. Sa che le piace lavorare al The Buttered Bun e sa che probabilmente non è innamorata di Patrick, il suo fidanzato. Quello che non sa è che sta per perdere il suo lavoro e che le sue piccole certezze stanno per essere messe in discussione. Will Traynor sa che il suo incidente gli ha tolto il desiderio di vivere. Sa che adesso tutto sembra triste e inutile e sa esattamente come porre fine a questa sofferenza. Quello che non sa è che Lou sta per irrompere prepotentemente nella sua vita con tutta la sua energia e voglia di vivere. E nessuno dei due sa che sta per cambiare l'altro per sempre.

Questo libro partecipa a  "100 libri in un anno", "Tributes Reading Challenge", "Reading Challenge 2013", "Woman Challenge".

mercoledì 13 marzo 2013

29 - Venti racconti allegri e uno triste


Venti racconti allegri e uno triste
Mauro Corona
pag. 151
ed. Mondadori

Dopo aver letto "La casa dei sette ponti" di Mauro Corona ho cominciato a leggere "20 racconti allegri e uno triste".
Fin da subito, e Corona non lo nasconde, si capisce che di allegro i racconti non hanno molto, sono storie di fatti capitati a gente di paese.
Lo spiega bene in un racconto :
"Questi racconti definiti allegri forse non hanno niente di allegro. Ricordano gente semplice, vissuta senza luci di ribalta, passata al buio del mondo in silenzio."

Persone come ce ne sono molti nei nostri paesi che a volte perché sono ingenui, a volte di indole troppo buona, a volte anche perché come si dice qui "non ci arrivano", fanno cose sconsiderate, strane, a volte persino pericolose, ma proprio per le cose che combinano diventano un po' la barzelletta del paese, dando il via a storie che si tramandano di generazione in generazione, magari d'inverno vicino al fuoco o d'estate in baita.

Il racconti sono ambientati negli anni 50-60, nei dintorni di Erto, paese in provincia di Belluno che sarà teatro e spettatore della grande tragedia della diga del Vajont il 9 ottobre del 1963 alle 22.39, nella quale morirono 2'000 persone.

Anche questo libro di Corona mi é piaciuto molto, in alcuni punti mi ha fatto ridere, in certi mi ha messo addosso tristezza, in parecchi mi ha fatto riflettere.

Questo libro partecipa a  "100 libri in un anno", "Tributes Reading Challenge", "Reading Challenge 2013".

sabato 23 febbraio 2013

20 - La ragazza con il violino



La ragazza con il violino
Virginia Euwer Wolff
pag. 168
ed. Mondadori

Bel libro per ragazzi, l'avevo preso per la lettera W della sfida Leggiamo, ma poi mentre stilavo la lista ne ho inserito un altro.
Un bel racconto, semplice, adatto anche a noi grandi.
Nel libro si parla anche della diversità di credo, la famiglia del padre é ebrea, quella della madre cattolica, Allegra si sente in bilico fra le due religioni, come dice lei non é ne ebrea ne gentile.
Fa un po' da filo conduttore una fotografia con ritratta la sua bisnonna con un oca quand'era una ragazzina in Polonia.
La drammaticità della guerra viene narrata, ma in un modo che non risulta troppo crudo, anzi adatto alla fascia di età a cui questo libro si propone.

Trama.
Allegra Saphiro é una ragazzina di dodici anni che gioca a softball e suona il violino.
Vive a Portland, una ridente cittadina dell'Oregon con la sua strampalata famiglia, i genitori musicisti e il fratello che ha qualche anno più di lei e che disegna fumetti.
Finito l'anno scolastico, il suo insegnante di musica le dice che é stata selezionata per partecipare ad un concorso per violini ed ha tutta l'estate per potersi esercitare, sarà la più giovane concorrente.
Allegra passa l'estate come una qualsiasi ragazza di dodici anni, girando in bicicletta, divertendosi con le amiche, cercando di capire cosa si nasconde dietro gli sbalzi di umore di Deirdre, l'amica della madre e  cercando soprattutto di trovare una canzone che Impiccio, un senzatetto che balla a tutti i concerti del parco dice di aver smarrito, ma sempre suonando per parecchie ore al giorno.
Suona talmente tanto che poco prima del concerto perde un po' il senso di quello che dovrebbe trasmettere la sua interpretazione.
Per fortuna un regalo che arriva dalla nonna che vive a New York le darà la possibilità di dare il meglio di se stessa.


mercoledì 19 settembre 2012

50 sfumature di ...

 

Il libro, o meglio i libri che hanno più fatto discutere quest'estate sono di sicuro quelli della trilogia di "50 sfumature di...".
Molto spesso quando un libro viene pubblicizzato così alla grande è perché ha bisogno di una buona spinta, magari il contenuto è lacunoso, magari l'autore non è conosciuto e quindi dev'essere lanciato.
Di questi libri ne ho sentito parlare parecchio sia alla tele che in radio, ho letto una marea di recensioni su quotidiani e riviste, sono andata a leggere i commenti su Anobii di chi l'aveva letto prima di me.

I pareri discordavano parecchio, ad alcuni era piaciuto, ad alcuni era sembrato insulso, altri avevano gridato allo scandalo.
La maggior parte delle critiche che avevo sentito erano comunque negative, ma il libro continuava (e continua) a vendere alla grande, un po' come il "grande fratello", nessuno lo guardava, guai ad ammetterlo, ma tutti conoscevamo i nomi di tutti i concorrenti e cosa facevano.

Nella maggior parte dei negozi della mia regione, il primo libro è introvabile, ma un giorno mentre faccio la spesa, lo vedo sullo scaffale riservato ai primi 10 libri in classifica, il secondo e terzo ripiano sono occupati dal secondo e dal terzo libro.
Lo compero per curiosità, e anche per farmi un mio parere su un libro così dibattuto, attratta anche dal prezzo di copertina non elevato.

Stavo (e sto) leggendo un libro di Stephen King che non ingranava, così mentre aspetto il bus, comincio a leggerlo, nel giro di una settimana non solo l'ho finito, ma ho comperato il secondo e il terzo e li ho finiti, circa 1'800 pagine in una settimana!

I libri mi sono piaciuti molto, la trama è avvincente e molto scorrevole, ti viene voglia di vedere come continua la storia.
Di sicuro la scrittrice non vincerà un premio letterario per questa triologia, ma di sicuro si è tolta una gran bella soddisfazione con le vendite che sono tutt'ora alle stelle.
Tutte le discussioni attorno a questo libro sono dovute al fatto che Christian, il personaggio maschile, è un dominatore.
La scrittrice racconta questi momenti senza cadere nel volgare, e tutto quello che fanno è consenziente, non reputo quindi che siano dei racconti da vietare o censurare come ho letto in diverse critiche.

Ho finito il terzo libro a metà agosto, circa un mese fa, nel frattempo li ho prestati a 4 amiche che anche loro li hanno divorati, e ho due amiche che se li sono "prenotati" per quando li riavrò.

Vorrei commentare alcune frasi che ho letto e sentito a proposito di questi libri.

Il libro è pieno di pubblicità occulta in quanto vengono citate ... volte le Audi, soprattutto le R8, i BlackBerry e i Mac.
Sarà anche pubblicità occulta, ma io ho appena cambiato telefonino e ho pensato di  prendere un BB, di sicuro non mi posso permettere un Audi, e il Mac l'avevo già.
Non sapevo che c'era la possibilità di contare con gli e-readers quante volte viene detta una specifica parola, ma di sicuro non pensavo che c'era qualcuno che aveva voglia di farlo.
L'unica perplessità sulle marche sopracitate che mi sono fatta io era, ma se ha un computer della Apple, perché non un I-Phone?

Dopo secoli di lotta delle donne per avere la parità di diritti con l'uomo, una scrittrice donna vanifica tutto questo tramite un libro.
Intanto non credo che ci sia vera parità fra uomo e donna, ci sono milioni di esempi dove le donne subiscono cose incredibili da parte di uomini, dove non hanno diritto nemmeno di dire la loro, donne che vengono discriminate in quanto donne.
Perfino alle nostre latitudini, anche se stiamo mille volte meglio rispetto a donne di altri paesi, i posti di potere sono prevalentemente maschili, in un matrimonio di solito è la moglie che sacrifica la carriera per la famiglia o che si accolla tutto il lavoro domestico.
Christian tratta Anastasia da regina, hanno personale di servizio, non deve fare nulla, lei vuole giustamente la sua indipendenza professionale e lui vorrebbe poter provvedere a lei in tutto e per tutto.

Pensavo che il secondo e il terzo libro fossero meglio rispetto al primo, ma sono anche peggio.
Ora mi dico : ma se non ti è piaciuto il primo cosa prendi il secondo a fare? figuriamoci il terzo !
Io non li ho comperati tutti e tre assieme, ne ho preso uno per farmi un'idea, mi è piaciuto e ho preso anche gli altri.

Questo genere di lettura può essere pericoloso se la lettrice si immedesima nella protagonista, da questo si può evincere un problema legato all'infanzia.
Questo parere è stato dato da una sessuologa di Roma alla TSI, televisione Svizzera.
La prima cosa che mi sono chiesta è se non c'era nessuno specialista della regione che poteva rispondere alle domande in merito,  la seconda cosa è perché non abbiano preso qualcuno che il libro l'ha letto, perché lo si capiva benissimo che non l'aveva letto e si era informata su internet...
In quanto all'immedesimarsi ... ho letto "Shining", "Il diario di Anna Franck", "Artemisia Gentileschi", e molti altri ancora ma non mi sono immedesimata nel personaggio, non vedo perché dovrei farlo con Anastasia.
Se però parliamo del fatto che le regala abiti di alta sartoria, biancheria favolosa, scarpe da 500 dollari in su, cene in posti esclusivi, viaggi in elicottero per brevi spostamenti, vacanze da sogno, gioielli preziosissimi, conto in banca illimitato, auto di gran lusso e perfino la casa editrice nella quale lavora ........ beh se non volessimo essere al suo posto, vorrebbe dire o che abbiamo già tutto, o che ci piace vivere in modo spartano o che semplicemente mentiamo alla grande.

Questo libro è andato a coprire una nicchia di mercato che attualmente è un po' sguarnita, ma sull'onda di questo successo, le case editrici hanno cominciato a pubblicare romanzi per coprire questa lacuna.
Concordo con questa signora, responsabile di una libreria di Lugano, penso che le persone siano un po' stufe delle storie d'amore melense tipo Harmony, dove si passano le giornate tra sguardi, sospiri
e dove passano mesi prima che i protagonisti si bacino, dopo aver superato malintesi e incredibili ostacoli.
Al giorno d'oggi la vita spesso non è più così, le cose cambiano, si velocizzano.
Collocherei questo libro come letteratura erotica, che sta fra i romanzi d'amore e la letteratura pornografica.

Il libro parla della sottomissione di una ragazza alle perversioni di un dominatore.
Penso che le vere perversioni siano altre, e qui penso ai libri delle ragazze sequestrate, al racconto di una donna che viveva in una setta, ai due bellissimi libri di Kahled Hosseini (Il cacciatore di aquiloni, mille splendidi soli), ai racconti di ragazze arabe e africane,  e molti altri ancora.
Nel libro Anastasia non è mai obbligata a fare nulla, ha sempre la possibilità di dire di no, quante delle protagoniste dei libri che ho citato sopra hanno questa chance?

I 14 euro spesi per questo libro sono soldi buttati
se devo essere sincera ho speso molti più soldi per libri che mi sono piaciuti molto meno o addirittura per niente (per esempio La rilegatrice di libri proibiti, Zigulì, 100 colpi di spazzola).

Un capitolo a parte potrebbe essere aperto per quanto riguarda il prezzo dei libri qui da noi, un libro con la copertina rigida costa sui 32-33 Fr. (26-28 euro), mentre con la copertina cartonata sui 22-24 Fr. (18-20 euro). il cambio non che viene applicato è sempre a svantaggio del lettore.
Per fortuna esistono biblioteche e amici ;) .


Ho letto su FB e su internet nei giorni scorsi che hanno preso contatti con Justin Bieber per la parte del protagonista, mi auguro sia solo una bufala, in quanto ha più l'aspetto di un bambino che quello dell'uomo di mondo arrogante e sicuro di si.
Giro la domanda a chi l'ha letto,  quale attore vi piacerebbe nella parte di Christian Grey?

Per la recensione vi rimando qui, mi sembra una recensione abbastanza oggettiva e non di parte.

sabato 31 marzo 2012

Zigulì






Ho letto questo libro subito dopo quello di Insinna del post precedente, e penso che sia stato un errore.
Il libro raccoglie frasi e pensieri di un papà, Massimiliano su suo figlio Moreno, disabile.

Molto probabilmente non l'ho capito io, in tutte le recensioni che ho letto, sui blog che ne hanno parlato, dicono che traspare l'immenso amore di un padre per suo figlio.
Purtroppo non sono i sentimenti che ha suscitato in me.
Io ho percepito molta rabbia da parte di un padre per l'ingiustizia che gli é capitata ad avere un figlio diverso, alla rabbia perché parecchie cose non vanno secondo il modo in cui dovrebbero andare, alle lungaggini burocratiche per avere ogni cosa che dovrebbe essere logica.

Non mi é piaciuto il linguaggio scelto, le parole cosi crude, anche se probabilmente usando altri termini non avrebbe fatto così notizia, ma sarebbe passato per il solito libro di un papà alle prese con i momenti difficili della sua vita a contatto con l'handicap.
Avrei preferito un rispetto maggiore per la dignità di Moreno.

Da come ne parla l'autore sembra che solo lui stia soffrendo ed abbia il diritto di essere arrabbiato, ma purtroppo di casi come il suo ce ne sono molti, magari difficilmente più gravi del suo, penso però a chi ha un figlio disabile e non ha i mezzi finanziari con cui garantire le cure basilari.

All'inizio del libro fa un accenno alla mamma di Moreno, uno al fatto che non vivono assieme, se ho capito bene, ma da quello che scrive si desume che il bambino sia una sua completa responsabilità, in quanto racconta sempre di lui in prima persona.
Trovo un certo egocentrismo, lui che si occupa di Massimiliano, lui e l'Inter, lui e la fatica che fa, lui e la rabbia che prova...

Quasi tutti i commenti che ho letto si dividevano in due categorie :

  1. chi ringraziava per il libro e per non aver avuto figli disabili,
  2. e chi invece era genitore di un disabile e ringraziava Massimiliano di aver avuto il coraggio di esternare in modo così chiaro i loro pensieri. oppure era un operatore che aveva a che fare con ragazzi disabili e riconosceva la fatica.

Quello che non ho visto da nessuna parte é un commento, e dico anche uno solo di qualcuno che non la pensava così, ci saranno parecchi genitori di figli disabili che a volte si sentono stanchi, abbattutti e scoraggiati, ma che se avessero dovuto parlare dei loro figli ne avrebbero parlato diversamente.

Quando aspettiamo un figlio tutti ci auguriamo che sia sano, ci mancherebbe, ma purtroppo a volte non é così, fa parte delle ingiustizie della vita, ma credo che al posto di rivolgere la rabbia verso il proprio figlio o prendercela per quello che non potrà mai fare, parecchi di noi farebbero di tutto per fare in modo che quel poco che sa fare lo possa fare, ma soprattuto per fare in modo che a qualsiasi livello possa avere il miglior tenore di vita possibile, e non parlo in termini finanziari.

venerdì 30 marzo 2012

Neanche con un morso all'orecchio


Flavio Insinna mi piace molto e quando ho preso il libro pensavo che era il solito libro del solito comico, con battute, raconti ironici ecc.

Fin dalla prima pagina mi sono lasciata rapire e incantare, perché questo libro non fa ridere, nemmeno un po'.
Parte con il ricovero in ospedale del papà di Flavio, e da li si dipana tutta la storia, oserei dire un inno all'amore da parte di un figlio verso il padre che sta morendo.
Ogni capitoletto un racconto, un momento di vita, un ricordo.
Ma tutto senza smielature, Flavio a volte non era d'accordo con gli insegnamenti che gli venivano impartiti dal papà, ma come ogni figlio di una volta, li accettava e li rispettava.
Conoscendolo come attore, mi sembrava di essere li, fuori dalle cure intense che mi raccontava della sua vita, seduta vicina a lui, su quelle seggioline sempre così scomode, che magari sono anche comode, ma é la situazione che stai vivendo che te le fa sembrare così inospitali .
Spesso ho riconosciuto nelle sue parole le stesse senzazioni che ho provato io quando ho perso mio fratello, la stessa rabbia, la stessa impotenza e la stessa voglia di illudersi che andrà tutto bene anche se in fondo si sa già che non sarà così.

Un libro con parecchie belle frasi che mi sono annotata, alcune sue, altre no, ma tante belle parole.

"La vita non è una questione di gusti, è una questione di gusto"