lunedì 13 luglio 2020

Il sole a strisce

Il sole a strisce
di Pina Varriale
Giunti editore

Un libro che si legge in fretta, pensato per le scuole elementari, ma che tratta il tema spinoso delle mamme che sono in carcere, dei figli che rimangono a casa con i nonni e del fratellino che invece é piccolino e rimane con la mamma in prigione.

L'ho trovato scritto bene, si riesce a percepire fra le righe la perplessità dei bambini che non capiscono perché la mamma non può stare con loro e anche la paura della nonna, che non sta bene di salute e ha il timore che i nipotini le vengano portati via.
Il viaggio e il finale sono, per i miei gusti un po' troppo forzati, ma un libro che ho letto con piacere.

Trama dal sito dell'editore:
"Roberto e Martina abitano con la nonna Betta. Si sono trasferiti da lei da quando la mamma è andata a stare nella “fabbrica del caffè”, il carcere femminile di Pozzuoli dove le detenute lavorano alla torrefazione del caffè. Roberto e Martina possono farle visita soltanto una volta al mese; così il tempo per parlare e giocare con Carletto, il loro fratellino, è davvero poco. Carletto è nato in carcere e non conosce altro che il sole “a strisce”... ."


20/2020
Sfida personale 95. Un libro per l'infanzia

Cosa ho imparato?
nonostante le poche pagine mi ha fatto molto riflettere l'ingiustizia dei bambini che vengono rinchiusi in carcere con le mamma, se da una parte é la soluzione perfetta per poter crescere con loro, immagino che ci siano parecchie problematiche legate a questa tematica, che mi piacerebbe approfondire in libri più da adulti.

giovedì 28 maggio 2020

Lacci



Lacci
Domenico Starnone
ed. Einaudi
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Ho già parlato di questo libro nel mio post su "Confidenza", di Domenico Starnone.
Dopo averlo trascinato per un mese e averne letti altri nel frattempo, mi sono arenata per un altro mese, ma come ogni volta decisa a leggerlo fino in fondo.
Oggi pomeriggio mi sono detta che oggi era il giorno giusto, dopo aver letto con un po' di fatica le prime pagine mi sono lasciata trascinare, all'inizio per poterlo finire e per non averlo più li sul comodino, ma la terza parte ha rivalutato completamente il libro.
Il modo di scrivere di Starnone non fa per me, e come per Confidenza, la terza parte del libro è riuscita a farmi amare se non lo stile, di sicuro la storia in sé.

In entrambi i libri la terza parte é scritta in modo diverso, meno fitto, meno introspettivo e da voce a personaggi fondamentali nella storia ma che nelle prime due parti dei libri non avevano quasi voce in capitolo, e anche qui, in poche pagine viene svelato il "mistero", se così si può chiamare.
Nel primo libro la "Confidenza" che da il titolo al libro riceve da Pietro e Teresa una rilevanza molto diversa da ognuno dei due, mentre anche qui l'episodio dei "Lacci" di cui si parla, ha per ogni persona coinvolta una connotazione diversa, a distanza di anni, ognuno l'ha vissuto e interpretato diversamente.

Anche qui i personaggi mi sono sembrati antipatici, Vanda una lamentosa insoddisfatta, ipercritica e pesante, fa di tutto per riavere il marito ma non lo ama.
Lui un egoista insoddisfatto che torna a casa, non é felice ed é un ometto sottomesso che sottostà a tutto quello che vuole la moglie non si capisce per paura di cosa visto che nella breve parentesi che non ha vissuto con lei é stato felice.
Ammetto che l'animo umano mi lascia sempre basita, non riesco a capire perché una coppia che non si ama più continua a stare assieme, ad essere infelice e a rendere infelice l'altro, quando magari separatamente avrebbero buone possibilità di stare bene.
I figli non ne escono molto meglio, se prima li si poteva giustificare per la situazione che vivevano in casa, da grandi non si sono dimostrati tanto diversi.

Trama dal sito dell'editore:
«Se tu te ne sei scordato, egregio signore, te lo ricordo io: sono tua moglie». Si apre cosí la lettera che Vanda scrive al marito che se n’è andato di casa, lasciandola in preda a una tempesta di rabbia impotente e domande che non trovano risposta. Si sono sposati giovani, per desiderio di indipendenza, ma poi attorno a loro il mondo è cambiato. Perciò adesso lui se ne sta a Roma, innamorato di una ragazza insieme alla quale tutto gli sembra leggero, e lei a Napoli con i figli, a misurare l’estensione del silenzio. Che cosa siamo disposti a sacrificare, pur di non sentirci in trappola? E che cosa perdiamo, quando scegliamo di tornare sui nostri passi? Perché niente è piú radicale dell’abbandono, ma niente è piú tenace di quei lacci invisibili che legano le persone le une alle altre. E a volte basta un gesto minimo per far riaffiorare quello che abbiamo provato a mettere da parte. Domenico Starnone ci regala una storia emozionante, il racconto magistrale di una fuga, di un ritorno, di tutti i fallimenti, quelli che ci sembrano insuperabili e quelli che ci fanno compagnia per una vita intera.

25/2020
Sfida personale 90. Una storia con un triangolo amoroso

Ho imparato che leggere fino in fondo i libri, a volte, può rivalutare il giudizio mi ero fatta all'inizio.

mercoledì 6 maggio 2020

Lungo petalo di mare

Lungo petalo di mare
Isabel Allende
ed. Feltrinelli
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Mi piace moltissimo Isabel Allende, ho letto diversi suoi libri, e ne ho parecchi suoi da leggere nella mia libreria, per ora qui nel blog ho parlato solo de "La figlia della Fortuna", penso il primo che avevo letto, che mi aveva profondamente soddisfatta, perché aveva tutto quello che cerco in un libro: una trama piacevole e non pesante, nozioni storiche esatte e la capacità di farmi imparare cose nuove.

Avevo sentito che alcuni suoi libri recenti non erano così, mentre invece con "Lungo petalo di mare" era tornata al suo stile iniziale di scrittura.
Devo dire che per me é stato così senza dubbio.
Mi sono lasciata trasportare dalle vicende di Victor Dalmau, prima durante la guerra civile spagnola, poi a bordo del Winnipeg e in seguito in Cile, definito da Neruda "lungo petalo di mare" per la sua conformazione, che da il titolo al libro.
Ho avuto modo di conoscere la dittatura di Francisco Franco, di cui ovviamente avevo sentito parlare ma di cui non so ancora molto, di conoscere l'impegno umanitario di Pablo Neruda a favore di migliaia di profughi spagnoli e di avere un'idea della storia del Cile e del golpe.
Tutti argomenti che mi riprometto di approfondire prossimamente.

Alcuni giorni dopo aver finito questo libro, é purtroppo mancato Luis Sepulveda e ho visto in televisione un documentario sulla sua vita, mi ha fatto piacere aver letto il libro perché mi ha permesso di capire meglio il documentario e le persecuzioni che hanno dovuto subire.

Trama dal sito dell'editore:
1939. Alla fine della Guerra civile spagnola, il giovane medico Víctor Dalmau e un’amica di famiglia, la pianista Roser Bruguera, sono costretti, come altre migliaia di spagnoli, a scappare da Barcellona. Attraversati i Pirenei, a Bordeaux, fingendosi sposati, riescono a imbarcarsi a bordo del Winnipeg, il piroscafo preso a noleggio da Pablo Neruda per portare più di duemila profughi spagnoli in Cile – il “lungo petalo di mare e neve”, nelle parole dello stesso poeta –, in cerca di quella pace che non è stata concessa loro in patria. Lì hanno la fortuna di essere accolti con generosa benevolenza e riescono presto a integrarsi, a riprendere in mano le loro vite e a sentirsi parte del destino del paese, solo però fino al golpe che nel 1973 fa cadere il presidente Salvador Allende. E allora, ancora una volta, si ritroveranno in esilio, questa volta in Venezuela, ma, come scrive l’autrice, “se si vive abbastanza, i cerchi si chiudono”.

19/2020
Sfida personale 67. un libro di uno scrittore sudamericano

La morte non é una cosa per ragazzine



La morte non é una cosa per ragazzine
Alan Bradley
ed. Sellerio
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Secondo appuntamento per me con questa simpaticissima ragazzina di 11 anni che vive a Bishop's Lacey, ha una passione sfrenata per la chimica, una fissazione per i veleni, un padre che vive nel suo mondo, un maggiordomo-autista-giardiniere che ogni tanto ha dei black out, una cuoca che cucina male e due sorelle dispotiche.
Flavia De Luce, che avevo già avuto modo di incontrare nel primo libro di questa serie "Flavia De Luce e il delitto nel campo di cetrioli", libro divertente che avevo scelto come primo libro dell'anno per cominciare con allegria e che non mi aveva delusa, é sempre la stessa, impicciona e arguta, ma che proprio grazie a queste sue doti riesce sempre a risolvere il mistero.

In questo secondo libro il mistero si svolge attorno ad una coppia di burattinai che giunge al paese con un furgone attrezzatissimo ma scassato.
Inutile dire che tutti gli indizi sparsi qua e la, alla fine del libro si allineeranno e permetteranno anche questa volta di trovare l'assassino.

Trama dal sito dell'editore:
Rupert Porson e la compagna Nialla burattinai di fama televisiva, con il loro furgone pieno di marchingegni teatrali e marionette, si fermano per qualche giorno a Bishop’s Lacey. Ma che ci fanno i due in quell’angolo di tradizione incastrato nella campagna inglese anni Cinquanta? A Flavia basta un’ombra di mistero per eccitarsi e le sue due passioni convergenti del delitto e della chimica trovano uno sfogo comune.
A Bishop’s Lacey, il paesino addormentato dove dimora l’undicenne Flavia de Luce, qualche scompiglio e un po’ di bizzarria sono portati da una strana coppia. Sono Rupert Porson e la compagna Nialla: un guitto che recita spesso quando parla e una maliarda dai capelli rossi, burattinai di fama televisiva, con il loro furgone pieno di marchingegni teatrali e marionette. Ma che ci fanno i due in quell’angolo di tradizione incastrato nella campagna inglese anni Cinquanta? Davvero sono lì solo per recitare Il fagiolo magico in parrocchia? A Flavia basta un’ombra di mistero per eccitarsi e le sue due passioni convergenti del delitto e della chimica trovano uno sfogo comune. E infatti è la chimica a offrirle il primo spunto per le sue scoperte indiscrete e curiose. Fuggendo ad ogni momento dal maniero semirovinato, dove il suo tempo trascorre tra il laboratorio, un litigio con le sorelle e un tè con il padre, incontra strane persone: una matta che gira per il bosco e sembra conoscere segreti, un tedesco ex prigioniero di guerra bello come un dio; orecchia di nascosto sospette conversazioni; apprende dal dolore insano di una madre la storia di un bambino morto impiccato. Fino a che si trova ad essere spettatrice di un’altra, clamorosa, morte, carica di un sinistro simbolismo, continuazione forse di un più antico enigma.
«È normale a 11 anni essere inaffidabile», ma stavolta Flavia rischia grosso.

18/2020
Sfida personale 75. un libro Sellerio

Ho imparato che le cose non sempre sono come sembrano, e che a volte scavando escono delle verità che venivano nascoste.

domenica 3 maggio 2020

Confidenza

Confidenza
Domenico Starnone
Einaudi
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Per il mese di marzo della sfida #ioleggoeinaudi su Instagram il libro proposto é "Confidenze" di Domenico Starnone, scrittore che non conosco.
Prima di prendere il libro, come faccio sempre, mi sono informata su di lui e ho scoperto che questo era il terzo libro di una sua trilogia sentimentale ideale, anche se i libri non sono collegati fra di loro.
Decido di cominciare dal primo "Lacci", poi di leggere "Scherzetto" prima di dedicarmi a "Confidenze".
I libri non sono lunghissimi, e io, come molti altri ho parecchio tempo visto che dal 29 febbraio sono a casa.
Grave errore!
Sto ancora trascinando "Lacci" e ho letto il libro del mese durante gli ultimi giorni per poter partecipare alla discussione.

Il libro in se non mi é dispiaciuto, ma non ho amato moltissimo i personaggi, mi sono sembrati tutti egocentrici ed egoisti.
In tutto il libro non ho fatto il tifo per nessuno di loro.
Parecchi argomenti trattati mi sono piaciuti e rispecchiano anche il mio modo di vedere come dovrebbe essere la scuola del giorno d'oggi: dare ad ognuno la stessa possibilità di apprendere, non lasciandosi frenare dalla situazione economica o dalla situazione di preparazione in partenza.

Mi ha fatto molto piacere leggere questo libro con una lettura di gruppo perché mi ha dato la possibilità, tramite la discussione finale, di capire parecchie finezze che non avrei apprezzato cosi tanto leggendolo da sola, come ad esempio la famosa "Confidenza" che da il titolo al libro.

Trama dal sito dell'editore:
Pietro vive con Teresa un amore tempestoso.
Dopo l’ennesimo litigio, a lei viene un’idea: "raccontami qualcosa che non hai mai detto a nessuno – gli propone -, raccontami la cosa di cui ti vergogni di più, e io farò altrettanto. Cosi rimarremo uniti per sempre."
Si lasceranno, naturalmente, poco dopo. Ma una relazione finita è spesso la miccia per quella successiva, soprattutto per chi ha bisogno di conferme.
Così, quando Pietro incontra Nadia, s’innamora all’istante della sua ritrosia, della sua morbidezza dopo tanti spigoli. Pochi giorni prima delle nozze, però, Teresa magicamente ricompare. E con lei l’ombra di quello che si sono confessati a vicenda, quasi un avvertimento: «Attento a te». Da quel momento in poi la confidenza che si sono scambiati lo seguirà minacciosa: la buona volontà poggia sulla cattiva coscienza, e Pietro non potrà mai più dimenticarlo. Anche perché Teresa si riaffaccia sempre, puntualmente, davanti a ogni bivio esistenziale. O è lui che continua a cercarla?

17/2020
Sfida personale 88. Un libro che parla di scuola

Sono una che legge in solitaria, per poi parlare nel bene e nel male dei libri che ho letto con tutti quelli disposti ad ascoltarmi.
Leggere questo libro in gruppo mi ha insegnato la possibilità di cogliere sfumature e significati che durante la lettura non avevo saputo capire e apprezzare.

giovedì 30 aprile 2020

Lettino



Lettino
Martha Medeiros
ed. Beat Edizioni
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Ho un'amica che ha una libreria casalinga fornitissima, sempre disposta a condividere i suoi libri e il suo tempo.
Ci facciamo delle lunghissime chiacchierate, con lei viene facile parlare di tutto, spesso il nostro argomento principale verte sui  libri, di cui ci scambiamo consigli, aneddoti e frasi che ci sono piaciute.
In più di un'occasione mi ha mandato frasi di libri che si riferivano ad una situazione che stavo affrontando.
Mentre le davo una mano a spolverare la sua libreria, rigorosamente in ordine alfabetico e suddivisa per casa editrice, mi ha consigliato questo libro di Martha Medeiros.

Ho sempre saputo che ci si può curare con i libri, o meglio che ci sono dei libri per ogni situazione che stiamo vivendo, perché quando non sto bene faccio fatica a leggere, e ho scoperto che Raffaella é la mia personale farmacista letteraria!
Era il libro giusto al momento giusto, mi é piaciuto molto, mi ha fatto ridere e mi ha commosso, ma soprattutto mi ha fatto riflettere e dare il giusto peso a parecchie cose che avevano caratterizzato i mesi scorsi.

Trama:
Bella, quarantenne, ricca, felicemente sposata, madre di due splendidi figli ormai grandi, la protagonista di questo romanzo non sa bene, alla prima seduta dallo psicanalista, la ragione di questa sua scelta. Ma man mano che le sedute procedono (ogni seduta un capitolo), la sua vita, lentamente, le si sgretola davanti agli occhi. Lo splendido marito è in realtà un amore corroso dal tempo, la sua vita professionale un autentico fallimento, la morte di sua madre un dolore mai superato, l'infanzia una zona nera, la giovinezza un malinteso, la vita sessuale un cimento. Il mondo le crolla addosso intanto che acquista fiducia nel suo psicanalista, e a lui dice cose che non ha mai detto apertamente nemmeno a se stessa, davanti a lui ride e piange disperatamente. Nel corso della terapia si separa, ha un amante deludente, prova gelosia verso la nuova compagna del suo ex marito. E nell'elaborazione di un lutto durato una vita intera, comincia a intravedere uno spiraglio di luce finalmente autentica, dalla quale ripartire per ricostruire sulle macerie del passato.

16/2020
Sfida personale: 9. Un libro consigliato da un'amica

Ho imparato che bene o male nella vita ognuno di noi si porta il suo fardello, e che sta a noi decidere come vogliamo giocarci le nostre carte.

 "Vivo circondata da tante persone, ma non siamo mai noi stessi in presenza di testimoni."

"La domenica é il mio inferno astrale. Dubito che ci sia qualcosa di più tedioso.
E' il giorno per riposare, del pranzo in famiglia, della passeggiata nel parco: la domenica é troppo benevola.
Non c'é la malizia del sabato, né la determinazione del lunedì.
E' un giorno a cavallo del muro, non é un giorno di festa, né di lavoro.
Né li, né qui.
Né più, né meno."

Lutto alle pompe funebri



Lutto alle pompe funebri
Diego Bernasconi
Simona Torriani
ed. Ericlea
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Ho letto questo breve libro divertentissimo dopo "Resto qui" che come ho detto nel post relativo mi ha fatto parecchio riflettere e mi ha lasciato dentro parecchi pensieri.

Ho sorriso e riso parecchie volte, tutta una girandola di malintesi che ruotano attorno ad una famiglia che ha un'impresa di pompe funebri, un romanzo stile Andrea Vitali, ma che mi é piaciuto ancora di più, scanzonato, divertente e nonostante il tema, allegro.
Mi é sembrato di assistere a una commedia dialettale che facevano quando ero piccola e che guardavo assieme ai miei genitori, quelle odierne le trovo molto "insipide" e spesso ci sono attori che parlano italiano.

Trama dal sito dell'editore:
«Adele e Clelia sono le due anziane matriarche della premiata “Onoranze Funebri Bettoni” che da sempre monopolizza la vita – e la morte! – di tutti gli abitanti di un bucolico paesello adagiato sulle prealpi lombarde. Quando però la nera signora viene a bussare alla porta dei Bettoni, presentandosi sotto forma di un cotechino freddo trangugiato a tradimento in una tetra notte invernale, la faccenda comincia a divenire interessante. Vi è poi il mistero inquietante del cadavere della fu Signora Clelia, che sparisce dalla sera alla mattina… Insomma, ecco servite tutte le premesse per una commedia drammaticamente divertente! Tutto il paese non può che meravigliarsi e… mettersi alla ricerca della compianta defunta. Venite a conoscere Enrico, l’erede designato dell’impero necroforo dei Bettoni, la sua dolce metà in dolce attesa, il medico del villaggio che distingue a malapena un essere umano da un vitello, la postina Rita e soprattutto il solerte apprendista becchino Otto da Obwaldo!

15/2020
Sfida personale: 28. Un libro che mi fa ridere

Ho imparato una cosa che in fondo cerco sempre di mettere in atto, spesso nella vita le cose sono facile se le prendiamo con un pizzico di ironia.

domenica 19 aprile 2020

Storia ragionata della sartoria americana del secondo dopoguerra


Storia ragionata della sartoria americana del secondo dopoguerra
Stefano Domenichini
ed. Autori riuniti
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Ho preso questo libro in biblioteca attirata dalla copertina ma anche perché avevo voglia di qualcosa di leggero e di breve.
E ho trovato quello che cercavo.
Il libro si suddivide in tre storie.
La prima, é anche la mia preferita, racconta la vita di un ragazzo ebreo che in America riesce a far strada nonostante debba superare diversi ostacoli, che a volte ha contribuito a creare.
Per puro caso si trova a filmare l'assassinio di John F. Kennedy a Dallas.

Le altre due storie si intitolano "Storia ragionata delle lenti a contatto" e "Storia ragionata degli anni ottanta", che ho trovato meno interessanti della prima ma pur sempre carine.

13/2020
Sfida personale: 78. Un libro per ogni lettera dell'alfabeto D

Ho imparato che Richard Nixon era l'antagonista di JF Kennedy alle elezioni presidenziali del 1960.

Proibito leggere


Proibito leggere
Alan Gratz
ed. Mondadori
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Ho trovato questo libro per ragazzi molto piacevole, l'ho letto a febbraio, ma per una questione di tempo riesco a scriverne la mia recensione.
Devo dire che per una volta il mio ritardo cronico a scrivere le recensioni, dovuto soprattutto alla voglia di tuffarmi in un nuovo libro quando ne finisco uno, é stata una delle cose più significative che potessi fare in termine di post.

La storia racconta di una protagonista che ha qualche problema a relazionarsi con i compagni di scuola  e che anche a casa non riesce mai ad imporsi, l'unica sua isola felice sono i libri.
Un po' come quello che sta succedendo a tutti noi in questo periodo che siamo chiusi in casa, in cui oltretutto hanno chiuso librerie e biblioteche.
Mai come in questo periodo ho potuto capire fino in fondo quello che la piccola Amy Anne deve aver provato quando le hanno portato via la possibilità di rifugiarsi nel nido confortevole che solo i libri le sanno dare, e proprio come lei ho attuato degli stratagemmi per poter continuare a leggere, tipo scambi con amiche, leggere in digitale, rileggere e dare una possibilità a libri che non avrei mai letto.


Trama dal sito dell'editore
Amy Anne ha nove anni, obbedisce sempre ai genitori, non si lamenta mai e non dice mai la sua. Ma quando alcuni libri, tra cui il suo preferito - quello che ha già letto tredici volte e non si stancherebbe mai di rileggere -, vengono banditi dalla biblioteca della scuola perché accusati da una mamma di essere inappropriati, Amy Anne capisce di non poter restare ferma a guardare. Leggere tutti i libri messi all'indice vorrebbe essere il suo silenzioso gesto di protesta, ma altri compagni si uniscono a lei e in breve tempo si trova a gestire segretamente nel suo armadietto una Biblioteca dei Libri Banditi. Quando viene scoperta, Amy Anne e i suoi amici decidono di non arrendersi e contrattaccare: in fin
dei conti, una volta che hai bandito un libro puoi bandirli tutti….


12/2020
Sida personale: 27. Un libro che parla di libri

Ho imparato che in caso di bisogno ci sono sempre delle valide alternative e che bisogna battersi per quello in cui si crede.

giovedì 16 aprile 2020

Insonnia


Insonnia
Tahar Ben Jelloun
ed. La nave di Teseo
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Mentre gironzolavamo tra gli scaffali della libreria, prima che chiudessero, a mia figlia Anastasia salta all'occhio questo libro, leggiamo la trama, sembra interessante, poi ne guardiamo altri, ma questo continua a tornare nei nostri discorsi.
Ad ogni passaggio in libreria era li che occhieggiava, ma per un motivo o per un altro la nostra scelta cadeva altrove.
Poi finalmente l'abbiamo preso.

La trama é surreale, abbastanza lontana dal genere che sono abituata a leggere, anche se ultimamente sto spaziando fra generi e stili a me inusuali.
In questa quarantena sto leggendo diversi libri in parallelo, un classico, uno appena pubblicato, un mattone che trascino e questo libro.
Tutti stili assolutamente distanti fra loro che mi permettono di non perdere il filo della trama.
Questo libro é proprio quello che mi serviva per dare leggerezza alle letture, nonostante il tema di cui si parla sia tutt'altro che leggero e qua e la fra le righe venga più volte accennato all'eutanasia, pratica ancora non legale in parecchie nazioni.
Mi é piaciuto molto anche il finale, forse l'unico possibile, che a distanza di qualche giorno mi fa ancora riflettere, mi piacciono i libri che non mi scivolano via ma che mi alleggiano dentro.

Trama dal sito dell'editore:
Uno sceneggiatore di Tangeri che soffre gravemente di insonnia scopre che per poter finalmente dormire deve uccidere qualcuno. Incomincia da sua madre.
Sembra assurdo, anzi è assurdo – è sempre stato un uomo onesto, rispettoso, gentile – ma solo uccidendo, come in un gioco surreale, guadagna dei punti-sonno.
Per minimizzare il problema, decide di limitarsi a persone già in fin di vita; la sfida è riuscire a essere lì, al loro capezzale, un attimo prima che spirino da sé.
Il protagonista dà così il via a imprese rocambolesche per infilarsi nelle camere di ospedale: si finge infermiere, figlio, parente… è disposto a tutto, pur di essere lì al momento giusto. Quando però si trova a uccidere un vecchio torturatore del regime di Hassan II, il “gioco” ai suoi occhi acquista un nuovo significato: sa di aver fatto giustizia e quella morte gli procura mesi di pace notturna. Più è rilevante la vittima, più ne guadagna il suo sonno.
Lo sceneggiatore, capace di commettere crimini dalla perfezione cinematografica, prende dunque a misurarsi con prede sempre più grosse, in una spirale inquietante di bisogno e violenza. Riuscirà a vincere una volta per tutte l’insonnia? Non ne è affatto sicuro, può bastare un solo errore nella messinscena per far precipitare tutto.




11/2020
Sfida personale: 121. un libro pubblicato nel 2019

Ho imparato che a volte lasciare la strada conosciuta per una sconosciuta può farci avere delle belle sorprese.

mercoledì 15 aprile 2020

Resto qui

Resto qui
Marco Balzano
ed. Einaudi
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Dopo aver letto questo libro, ho capito molto meglio "I bambini di Svevia".
I libri non sono collegati fra di loro, ma "Resto qui" parla delle difficili condizioni in cui vivevano nei paesini di montagna non molti anni fa, e mi é un po' più chiaro il sacrificio che moltissime famiglie fecero di lasciar partire i loro bambini.

La storia é ambientata in un paesino del sud Tirolo, Curon, e ruota attorno alla costruzione della diga che sommergerà il paesino, lasciando affiorare solo il campanile, che é anche l'immagine della copertina del libro.

A parte la costruzione della diga, la storia é romanzata, ma la vicenda di Trina potrebbe essere effettivamente successa.
Un racconto che per me é stato un colpo al cuore, e che, parecchi giorni dopo averlo lasciato sedimentare dentro di me mi lascia ancora parecchie cose su cui riflettere.
Parecchie le tematiche che vengono affrontate, a partire da questa popolazione del Sud Tirolo che per le vicende politiche si ritrova annessa all'Italia ma che parla tedesco, l'avvento di Mussolini che obbliga all'uso dell'italiano, l'emigrazione dal sud Italia al nord per motivi di lavoro, le deportazioni di persone che il regime ritiene "pericolose" per le loro idee, la guerra, l'idea che arruolarsi con Hitler permetterà di essere austriaci, l'espropriazione di villaggi per il bene della nazione.
Ho trovato dolorose tutte queste vicende, inflitte a persone che non chiedevano altro di poter vivere serenamente fra le loro montagne, occupandosi delle loro attività e potendo trasmettere la loro cultura ai loro figli.
Un libro che ho letto dopo "Le otto montagne" di Paolo Cognetti e dopo "I bambini di Svevia", tutti e tre ambientati nelle montagne del nord Italia, una mia personale trilogia di libri da leggere, ognuno di questi tre ha dato un qualcosa in più agli altri.

14/2020
Sfida personale 71. Un libro che mi é stato ispirato da un gruppo di lettura

Cosa ho imparato
Ho imparato che non sempre le cose sono bianche o nere, a volte ci si avvicina a certe ideologie che ci sembrano corrette, ma che solo nel corso degli anni avremo la possibilità di capire in pieno se la scelta era quella giusta o sbagliata.
Prima di giudicare, bisogna essere stati parte della vicenda, cosa facile da fare 60 anni dopo, quando si é a conoscenza dell'effettiva malvagità di un'ideologia.

Prima di giudicare la mia vita o il mio carattere mettiti le mie scarpe, percorri il cammino che ho percorso io. Vivi i miei dolori, i miei dubbi, le mie risate. Vivi gli anni che ho vissuto io e cadi là dove sono caduto io e rialzati come ho fatto io.
Luigi Pirandello

sabato 29 febbraio 2020

I dieci figli che la signora Ming non ha mai avuto


I dieci figli che la Signora Ming non ha mai avuto
Erich-Emmanuel Schmitt
ed. E/O
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Mi sono iscritta all'ultimo momento ad una sfida di lettura su Instagram #viaggiatoritralerighe, il libro di febbraio ha come tema "In Cina per il Capodanno".
Se devo essere sincera, tanto quanto il libro precedente era ambientato nei luoghi dove sono cresciuta, questo appartiene ad una zona che conosco molto poco, a parte aver frequentato qualche ristorante cinese in cui ultimamente vado poco dopo aver scoperto la cucina giapponese.

Anche la letteratura cinese non mi ha mai preso molto.
Ma nel mio carattere c'é sempre la voglia di fare le cose per bene, e così a pochi giorni dalla fine di febbraio, mi inserisco nella sfida e prendendo due piccioni con una fava, comincio questo libro di Erich-Emmanuel Schmitt che era già nella mia lista dei desideri.

Il libro narra della strana amicizia fra la signora Ming, addetta ai bagni degli uomini e il protagonista della storia, che si trovano a parlare dei dieci figli della Signora Ming.

La signora Ming in ogni discorso inserisce delle piccole perle di saggezza che mi hanno ricordato molto "L'eleganza del riccio" e nonostante sia un libro molto breve, circa 130 pagine, ne ho sottolineate parecchie.

Il libro fa parte del "Ciclo dell'invisibile" scritti da Erich-Emmanuel Schmitt:

Milarepa
Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano
Oscar e la dama in rosa
Il bambino di Noè
Il lottatore di sumo che non diventava grosso
I dieci figli che la signora Ming non ha mai avuto

10/2020
Sfida personale 169. Un libro del ciclo dell'invisibile di Erich-Emmanuel Schmitt

Cosa ho imparato?
Le frasi che la Signora Ming dice nel libro sono massime di Confucio, e sono sempre attualissime e applicabili ai giorni nostri.

    venerdì 28 febbraio 2020

    Le otto montagne


    Le otto montagne
    Paolo Cognetti
    ed. Einaudi
    ****

    Leggo spesso critiche a chi é pro o contro i premi letterari, ma ancora più spesso la gente non é d'accordo con chi vince il premio.
    Per curiosità sono andata a leggere tutti i vincitori del premio Strega, e anche i finalisti, e a parte uno di Simona Sparaco, non ne ho mai letto nessuno.
    Come in tutte le cose che faccio ho deciso di colmare questa lacuna, anche perché ho preso questa decisione dopo aver letto "Le otto montagne".

    Fin dalle prime pagine mi sono sentita immersa nella mia infanzia, mi ha riportato alla memoria tutte le cose che mi facevano, e mi fanno ancora oggi, stare bene: le passeggiate in montagna, l'avvicendarsi delle stagioni, i temporali estivi, il cambio dei colori in vista dell'autunno, le prime nevicate, i primi accenni di primavera, le dighe costruite nei torrenti, le sfacchinate per arrivare al "Popin" dove il premio per la fatica era una vista mozzafiato, cercare di riconoscere gli alberi dalle foglie e dai tronchi, le capanne nei boschi, i frutti dati dalla natura e mangiati direttamente dall'albero, meravigliarsi davanti gli animali selvatici, le chiacchere attorno al fuoco, i pranzi semplici, giocare a carte per ore, bere il latte appena munto, vedere un vitellino appena nato, mio nonno che ci insegnava a riconoscere i nidi e che ci spiegava gli eclissi, imparare tutto sulle api e aiutare nella preparazione del miele, fare la legna, aiutare nella fienagione.
    Passavo le giornate in compagnia dei miei fratelli e cugini allo stato brado, l'unica regola era "non farsi male".
    Ho trovato questo libro di una semplicità ammaliante, talmente coinvolgente da farmi provare le stesse sensazioni di benessere che provavo allora, gli stessi profumi che mi riempivano il cuore, la stessa felicità.
    Mi é sembrata una poesia dalla prima all'ultima parola, molto ben scritto, delicato, da cui si evince la forza che si può trarre dalle proprie radici.

    09/2020
    Sfida personale: 58. un vincitore del premio Strega

    Cosa ho imparato?
    Ho imparato che le montagne sono parte della mia vita, che essere cresciuta a stretto contatto con la natura é stata una grande fortuna e mi ha dato la possibilità di vivere cose di cui gli altri possono solo leggere e ho avuto la conferma che i veri piaceri della vita sono veramente a portata di mano.

    giovedì 27 febbraio 2020

    I bambini di Svevia


    I bambini di Svevia
    Romina Casagrande
    ed. Garzanti
    ****

    Penso che questo sia un po' il libro del momento, lo si vede ovunque, e diversi blog ne parlano, e nonostante io di solito ci metto molto di più a dare fiducia ad un libro, devo dire che non appena l'ho visto fra i "nuovi acquisti" in biblioteca l'ho preso subito.
    Non mi sono nemmeno fatta spaventare dalle 400 pagine circa e dal poco tempo a disposizione in quanto il libro é prenotato per fine febbraio.
    In effetti dopo aver letto per anni libri anche molto voluminosi, il blocco della lettrice sono riuscita ad arginarlo in parte scegliendo libri non troppo copiosi e in parte comprando degli occhiali da lettura, ma questa é un altra storia...

    Fin dalle prime pagine il libro mi ha preso benissimo, la storia della piccola Edna arrivata in una fattoria della Svevia a dieci anni, intrecciata con la Edna di oggi, quasi novantenne mi ha tenuta incollata in ogni momento libero.
    Il suo viaggio con Emil, uno spennacchiato papagallo che aveva salvato con Jacob quando erano tutti e due bambini, é stato anche il mio viaggio, grazie alla cartina disegnata sulla copertina ho potuto essere al suo fianco, come se stessi leggendo la sua di mappa.
    Ho amato i protagonisti che man mano le si affiancavano, e mi sono anche un po' ritrovata in questa Edna anziana, in quanto spesso mi piace parlare con le persone che incontro e che non conosco, quasi sempre ne escono piccoli spaccati di vita che mi fanno conoscere le persone sotto altri aspetti e che mi fanno capire che dietro ognuno di noi c'é una storia, un vissuto.

    Mi ha solo lasciata un po' perplessa il finale del libro, che non svelerò per non anticipare nulla a chi non ha ancora letto, ma l'ho trovato un po' controcorrente rispetto a tutta la storia.
    Nonostante questo, rimane di sicuro uno di quei libri che vorrei far leggere a tutti!

    08/2020
    Sfida personale: 99. un libro con uno o più bambini protagonisti
    Foto: Parco giochi del Parco Ciani, Lugano

    Cosa ho imparato?
    Sono venuta a conoscenza della storia dei bambini di Svevia, una pagina dolorosa nel passato di molte famiglie, di cui non avevo mai sentito parlare.

    domenica 23 febbraio 2020

    Libri in transito

    foto presa da qui.
    Ho deciso di riprendere e aggiornare queste mie tradizione che avevo qualche anno fa.
    Ogni settimana, normalmente la domenica, ma non per forza, aggiornerò la lista dei libri che stanno transitando in casa, questo più che altro per tenere d'occhio "lo spaccio" di libri a cui sono molto volontariamente sottoposta.
    1. Libri presi in biblioteca
    • "Le otto montagne" di Paolo Cognetti
    • "L'incredibile cena dei fisici quantistici" di Gabriella Greison
    2. Libri ricevuti in prestito
    • "Insonnia" di Tahar Ben Jelloun
      3. Libri acquistati

      4. Libri in procinto di partire
      • "I bambini di Svevia" di Romina Casagrande
      • "La chiave segreta e il mistero che svelò" di Louisa May Alcott
      5. Libri partiti durante la settimana
      6. Libri letti
      • "I bambini di Svevia" di Romina Casagrande
      • "La chiave segreta e il mistero che svelò" di Louisa May Alcott
      7. Libri in lettura
      • "Le otto montagne" di Paolo Cognetti
      • "Insonnia" di Tahir Bel Jelloun

      E voi? di quali libri vi siete arricchiti questa settimana ? E quali avete lasciato liberi?